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  1. giuseppe Rispondi
    Temo che moltissimi connazionali non vogliano l'integrazione degli stranieri perché ne desiderano invece l'espulsione dall'Italia.
  2. Savino Rispondi
    Con tutti questi problemi di abitazione il privilegio di avere anche una prima casa deve essere tassato con una nuova IMU
  3. Andrea Goldstein Rispondi
    Andrebbe misurata anche l'incidenza degli immigrati rra chi attende l'assegnazione e soprattutto se la probabilità di riceverla è differente rra italiani, new italians e stranieri
  4. Luca L. Rispondi
    Le case popolari andrebbero completamente abolite....o meglio lasciate solo una piccola quota da riservare a pensionati o invalidi, gente che comunque non avrebbe la possibilità di migliorare la propria condizione economica e uscire dall'indigenza.... Per tutti gli altri andrebbe invece dato un contributo per l'affitto sul libero mercato limitato nel tempo (max 3 anni rinnovabili a 5) ......il principio deve essere "se sei in difficoltà ti do un aiuto però rimboccati le maniche per uscire dalla tua condizione e non pensare di fare il povero di professione (o peggio ancora il finto povero) o il povero a vita". Le case popolari sono il tipico caso di scuola di quello che gli economisti chiamano la "la trappola della povertà" Con le case popolari questi assegnatari diventano di fatto proprietari tramandandosele di padre in figlio, di nonna in nipote, diventa conveniente essere poveri (o meglio finti poveri) che poi sono costretti ad evadere per nascondere il proprio reddito etc.. E siccome -tra le altre cose -con questo meccanismo con cui la gente si appropria della casa popolare e non ne esce più (manco se vince al superenalotto)....non ci saranno mai case che bastano...
  5. Giacomo Rispondi
    Finalmente un bell'articolo, lucido, sul tema. Soprattutto mi fa piacere che qualcuno la pensi come me sul fatto che non si possono confrontare flussi e stock (lo avevo scritto nel commento all'articolo di Di Pasquale & co. http://www.lavoce.info/archives/49269/immigrati-case-popolari-numeri-miti/ " Giacomo 31/10/2017 alle 14:08 Utilizzare il dato delle presenze, che riflette ovviamente tutte le assegnazioni del passato, quando la componente straniera era molto inferiore all'attuale, è un errore metodologico grandissimo. Mi dispiace per gli autori, ma sarebbe corretto controllare la percentuale degli stranieri sulle nuove assegnazioni, e confrontare quella con la percentuale di stranieri presenti sul territorio italiano."). Detto questo, mi sembra che la proposta di vedere le case popolari come contributo all'integrazione sia più plausibile di altre che sono circolate, anche se bisogna vedere in che misura gli italiani più poveri saranno d'accordo.