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  1. Andrea Nicolello Rispondi
    condivido la tesi del prof. Ponti. La ragione del non uso del TPL è da ricercare prevalentemente nelle frequenze alte, velocità commerciale basse, irregolarità nella puntualità, pochi km esistenti di assi forti su sede riservata (tranvie e tram-treni). Sul fronte risorse chiedo all'autore un commento sulla "versament trasport" francese, una tassa di scopo gestita degli Enti Locali che pesa sulle aziende di una certa dimensione, monetizza le esternatilà negative dell'abuso dell'auto e consente alle municipalità di realizzare infrastrutture (tranvie e metropolitane in primis). Esiste dagli anni '80 ed ha consentito la realizzazione di centinaia di km di nuove infrastrutture in città di 150.000/500.000 ab. Il road pricing, molto interessante, dà risorse per la gestione. In Italia solo la regione Emila Romagna aveva approfondito il tema "tassa di scopo" per infrastutture di TPL, possibilità rimasta poi non perseguita. Cordialità
  2. Federico Leva Rispondi
    Il "piano" tedesco è stato largamente smentito dal ministero federale, che l'ha descritto come un'idea fra tante e comunque spettante alle città (https://www.euractiv.com/section/air-pollution/news/germany-downplays-smog-beating-free-transport-idea/ ). Ciò detto, ci sono città dove si vedono "sprechi" peggiori che non i biglietti gratis: per esempio, dove il biglietto si compra a bordo, il pubblico paga mezzi e conducenti per stare fermi (a ogni fermata). Il tempo del conducente, dell'autobus e di tutti i passeggeri a bordo costa di piú o di meno del tempo impiegato per incassare un biglietto a mano a bordo? A New York, gli autobus hanno una velocità commerciale di circa 7 km/h nell'ultimo anno e l'unica speranza per riuscire a investire in una soluzione è che si imponga una congestion charge. http://www1.nyc.gov/office-of-the-mayor/news/673-17/mayor-de-blasio-initiatives-help-ease-congestion#/0
  3. Maurizio Cocucci Rispondi
    L'ipotesi tedesca è una semplice boutade elettoral-propagandistica che non avrà seguito. La rete di trasporti pubblica è già la più capillare ed efficiente in Europa e utilizzata da un alto numero di cittadini, è utopistico pensare che, non dico tutti, ma anche un elevato maggior numero possa ricorrere a questo settore lasciando le auto proprie o aziendali in garage.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Sono d'accordo con l'autore dell'articolo e con i commentatori. Lo sperimento tedesco mi sembra demagogico, porta al degrado. Penso che si dovrebbe invece rimodulare il "pricing" del trasporto pubblico nelle grandi città: aumentare il biglietto per una o due corse e ridurre il costo degli abbonamenti, incitando così un maggior uso. Vivo a Milano, non ho più la macchina da quando sei anni fa me l'hanno rubata, mi sposto in bici, con i mezzi, in treno e con l'auto a noleggio. Vorrei che ci fossero più autobus, che la rete metropolitana fosse più estesa e che le piste ciclabili fossero prese sul serio, la vita di tutti, lavoratori, anziani, bambini, genitori, automobilisti, pedoni, residenti, pendolari, sportivi, turisti, sarebbe più bella. A Milano le piste ciclabili, come le piscine, servono più alla promozione degli assessori che ai ciclisti. Quindici anni fa ho promosso la conferenza di un giovane laureato in architettura e urbanistica che paragonava Milano a Copenhagen per mostrare il potenziale virtuoso della bici. L'audience mi ha deriso: "Ma siamo una città di vecchi!" dicevano per affondare il concetto.
  5. massimo gandini Rispondi
    se per raggiungere il posto di lavoro impiego cinque minuti in macchina, venticinque minuti in bicicletta e oltre un'ora in autobus del fatto di avere il trasporto pubblico gratis non me ne importa nulla. In queste condizioni dovrei ricevere uno stipendio per utilizzare l'autobus pubblico
  6. massimo gandini Rispondi
    Riporto come esempio la mia situazione, lavoro a Piacenza , zona industriale detta Orsina da quasi 30 anni. Alle 6.45 di mattina in autovettura impiego meno di cinque minuti per recarmi al posto di lavoro imboccando la tangenziale sud della ciità, con la bella stagione se riesco vado in bicicletta e impiego circa venti/venticinque minuti. Con i mezzi pubblici occorre molto piu di un’ora tra attesa e fermata del bus in posizione svantaggiata per raggiungere luogo di lavoro. Ogni commento è superfluo
  7. roberto Rispondi
    già alle primarie del PD per il sindaco di Milano la Balzani ebbe una idea simile ma con poca presa. Anzi, dal mio punto di vista una proposta del genere vale da sola la perdita del voto per due motivi principali simili a quelli enunciati da Marco Ponti. Prima di tutto si tratta di un modo per distruggere le risorse del comune che verrebbero sottratte ad altre infrastrutturali. Secondo l'assenza di ritorno economico creerebbe un parco vetture sempre più vecchio. Terza l'equità.Non parlo di chi non prende mai i mezzi pubblici (scusa risibile dato che i maggior inquinatori a Milano sono quelli che vengono da fuori) ma del concetto stesso che si perderebbe il concetto di "paghi per usare quello che usi" rinforzando la convinzione dei tanti stranieri (e qui non è demagogia ma verità se salite sui mezzi tipo la 90) che è ovvio non dovere pagare per un servizio.
  8. Giacomo Rispondi
    Aggiungerei un aspetto fondamentale: incrementare la rete di metropolitane. Esse sono infatti, l'unico mezzo di trasporto pubblico che è competitivo sui tempi rispetto all'auto privata. Autobus e similari, anche in corsie preferenziali, vanno a passo di lumaca. Anziché togliere il prezzo del biglietto, bisognerebbe investire in metropolitane. Un secondo aspetto di cui non si parla è se il biglietto attualmente lo pagano tutti. Il prof. Ponti avrà dei dati su questo, ma l'impressione è che nelle nostre città sui mezzi pubblico viaggino soltanto persone abbonate (che quindi pagano pochissimo, essendo sussidiati) e persone che viaggiano a sbafo, ovvero senza biglietto. Non fare pagare il biglietto, in questo caso, sarebbe un servizio di giustizia sociale a vantaggio dei pochi onesti.