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Per le imprese un ministero interventista

Diversi i provvedimenti presi dal Governo Monti per favorire l’attività d’impresa, spesso condivisibili. Tuttavia, riflettono l’approccio del ministero dello Sviluppo economico, più vicino a una visione interventista della politica industriale rispetto all’idea di agire sul contesto generale in cui operano le imprese.

DAL CUNEO FISCALE ALL’ICE
Ci sono stati diversi provvedimenti per favorire l’attività d’impresa, in molti casi pienamente condivisibili, in altri meno (i vari provvedimenti sono stati commentati puntualmente su questo sito). È tuttavia mancata una maggior decisione sul lato della semplificazione amministrativa e soprattutto sulla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Queste scelte riflettono l’approccio del ministero dello Sviluppo economico, più vicino a una visione interventista della politica industriale rispetto all’idea di agire sul contesto generale in cui operano le imprese. Piuttosto che tagliare gli incentivi alle imprese e procedere a una riduzione del cuneo si è preferito riordinarli in un Fondo unico.
Stesso approccio per quel che riguarda l’internazionalizzazione: il vero contributo sarebbe stato avviare un processo di riduzione dell’Irap, più che ripristinare l’Ice. Sono stati stanziati 2,2 miliardi per favorire l’accordo per la produttività e la diffusione dei contratti di secondo livello. Anche in questo caso il fine è condivisibile, ma il rischio è che si alimenti la firma di accordi fatti per accaparrarsi lo sgravio fiscale e che poco hanno a che fare con la produttività.

Autovalutazione del Governo in tema di sviluppo economico

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  1. Francesco

    Salve,
    leggo l’ennesimo invito a dismettre in buona sostanza qualsiasi tipo di intervento o di incentivo, sulla falsariga del famoso rapporto Giavazzi, meglio noto come la montagna che ha partorito il topolino. Partito infatti dai mitici 30 miliardi di sussidi è poi arrivato si e no a 2-3 miliardi, perchè gli altri sono aiuti su tariffe etc.
    detto questo vorrei sapere perchè gli USA (liberisti) hanno appena stanziato centinaia di miliardi di euro di incentivi alle imprese agricole (farm bill) e alle imprese industriali.e la medesima cosa ha detto ora il Giappone (sole 24 ore di oggi). Sono più stupidi di noi o forse ragionano senza il paraocchi del dogma?
    Cordiali saluti

  2. Piero

    Le imprese non si sono accorte di tali provvedimenti, forse elencarli sarebbe stato necessario, voglio solo ricordare che le imprese hanno bisogno di credito e un provvedimento nel decreto salva Italia che ha elevato la garanzia del medio credito da 1.5 milioni a 2.5 milioni, ancora oggi non è’ operativo, mentre il provvedimento della garanzia per le banche sul collaterale dato alla Bce per il prestito all1% e’ stato operativo con la pubblicazione sulla g.u.
    Queste considerazioni sono sufficienti per capire quale era e quale sarà il compito di Monti, salvare l’euro con i compitini da fare a casa propria dettati dalla Merkel.

  3. bob

    io penso caro professore che sarebbe ora di non prendere più in giro la gente! Può elencarci queste iniziative miracolose? La posso giustificare solo pensando che Lei vivendo nella sua “torre d’avorio” non si renda conto della realtà quotidiana di chi sta il 1° linea come me. Se non ci fosse solidarietà familiare e solidarietà tra lavoratore e impresa sarebbe scoppiata la guerra civile. Se un padre di famiglia ti viene in cantiere e ti chiede “fammi spostare 10 carriole di terra almeno oggi per fare la spesa questa sera, ho 3 figli” e tu accetti con tutti i rischi, Sono deliquenti il lavoratore e l’impresa o chi il problema non lo ha risolto? La novità surreale e che qualche burocrate sta sostenendo che il problema di questo Paese sono: famiglie, lavoratori , piccole imprese! Mi creda non è più sostenibile, se non vule uscire almeno si affacci alla finestra della sua “torre”

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