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  1. Sebastiano Barca Rispondi
    L'aricolo sará pure "in punta di diritto", ma la tesi dell'aiuto di stato é debolissima e la conclusione sull'illiceitá del contributo pubblico ad una universitá privata é una palese forzatura giuridica. Discutiamo sulla natura del bene/servizio pubblico istruzione, lasciando a qualsiasi operatore pubblico o privato la possibilitá di erogarlo in un quadro di costi e servizi standard. Come per i sistemi sanitari regionali.
    • GS Rispondi
      Infatti i sistemi sanitari regionali sono un grande esempio di efficienza e di rapporti trasparenti tra pubblico e privato... Bah!
  2. pietro manzini Rispondi
    Sulla qualificabilità della disciplina come aiuto di Stato ho parecchie perplessità.. Primo, la materia si applica solo a soggetti che svolgono attività economiche. In tema di scuole e università ci sono regole ad hoc della Commissione che escludono l'applicazione della disciplina sugli aiuti. Secondo, per essere un aiuto la sovvenzione deve essere selettiva, ossia favorire qualcuno a scapito di altri. Prima facie questo non è il caso. Terzo, ammesso che sia un aiuto, quod non, l'art. 107 prevede anche deroghe al divieto di aiuti che possono risultare applicabili nella fattispecie.