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  1. Vittorio Rispondi
    La distanza da Melendugno, il punto di approdo sulla terra ferma in territorio italiano, a Mesagne, quale punto di interconnessione alla rete nazionale (Snam) è di 40 Km e non 10. E' stato scelto di far approdare il gasdotto Tap in un punto ad altissima vocazione turistica, con importanti zone marine interessate da "popolazione" protetta di poseidonia anzichè farla approdare in zona già altamente industrializzata, tipo Cerano, in prossimità imminente al tubo di interconnesione...con costi notevolmente più ingenti. Il chè "puzza" di marcio e fa sorgere i soliti dubi-tubi su scelte che richiamano ad intrecci lobbistici tra banche-politica-multinazionali.
  2. Matteo P. Rispondi
    La diversificazione delle fonti aumenta, di per sé, la sicurezza energetica. Senza stilare classifiche di "civilizzazione" tra i nostri partner energetici, l'opera non diminuirebbe la dipendenza assoluta dal gas russo, ma quella relativa: in questo senso certamente il TAP/TANAP migliorerebbe la posizione negoziale europea nei confronti della Russia. Un ulteriore elemento da tenere in considerazione è, in ottica strategica e medio/lungo, la possibilità di import di gas Iraniano, secondo Paese al mondo per riserve di gas naturale, ad oggi largamente non sfruttate. Il disegno è di Medio/lungo perchè le riserve di gas sono concentrate nel Golfo persico (giacimento South Pars), e l'Iran manca ancora dell'infrastruttura per trasportare gas al confine azero. Il mosaico geopolitico è complesso, ma il potenziale impatto iraniano sui mercati energetici eurasiatici è notevole. Anche perchè, in alternativa, il gas iraniano verrà esportato solo verso Cina e Asia meridionale (India), di fatto spingendo il baricentro della politica estera ed energetica iraniana ad oriente.
  3. Francesco Colafemmina Rispondi
    Mi domando solo dove sarebbe il problema della "dipendenza" dal gas russo? La Russia è forse meno stabile democratica e civilizzata di paesi come l'Algeria, la Libia e il Qatar? E poi andrebbe aggiunto che per ora la TAP va a sopperire al calo del gasdotto olandese e del Green Stream (passato a soli 4 miliardi di m3 nell'ultimo anno), ma è un gasdotto pensato per una futura vendita del gas proprio attraverso il gasdotto olandese. Vogliamo il gas? Beh da qualche parte dovremo pur prenderlo. Ora, perché questo accanimento nei riguardi della "dipendenza russa", come se la dipendenza dai paesi del Golfo o dallo stesso Azerbaijan... sicuramente un paese meno "democratico" della stessa Russia.
  4. Michele Rispondi
    Dall'articolo se ne deduce che si tratta di un progetto che non riduce la dipendenza dalla Russia e che comunque dipende da altri paesi con forte rischio politico. Tuttavia è un'opera che "va messa laddove è stato deciso che vada messa". Credo che questo sia il miglior modo per alimentare al massimo immaginabile la sindrome nimby. In una situazione dove la classe politica, gli esperti e la classe dirigente in genere godono, grazie agli oggettivi risultati raggiunti, di un discredito generalizzato, immaginare imposizioni dall'alto invece che una condivisione delle soluzioni è la ricetta sicura per esasperare i problemi.
  5. Aldo Rispondi
    Curioso che si ritenga un miglioramento dipendere dalle forniture e dai diritti di passaggio di azeri e turchi rispetto alle forniture russe.
  6. massimo di nola Rispondi
    Un gasdotto che costasse 45 miliardi di dollari per trasportare 18 miliardi di m3 anno di gas (attualmente, grosso modo: 2 in Georgia, 6 in Turchia e 10 in Italia) farebbe fallire anche Paperone. La cifra riportata dall’articolo comprende anche la messa in opera della fase 2 del giacimento di Shah Deniz nel Caspio. Il dato relativo al gasdotto dovrebbe essere molto meno della metà: 3 mld di dollari tratto caucasico (SCGP), 8-10 miliardi tratto turco (TANAP)e 5 miliardi TAP. Quanto al "… legame azeri-russi a cui bisognerebbe dedicare maggiore attenzione" sarebbe utile ricordare che il boom economico dell'Azerbaijan è iniziato proprio grazie alla scelta dell'ex presidente Alyiev di aprire una via alternativa alla Russia nel trasporto del petrolio dall'Asia Centrale (oleodotto Baku-Tbiklisi-Cehyan) fortemente osteggiato dalla Russia a suo tempo. Alyiev junior ha semplicemente ripetuto l'operazione con il gas (suscitando l'ira di Gazprom che si è inventata l'ipotetico Southstream che per ora non ha clienti e non sarebbe in grado di finanziare).
  7. Cincera Rispondi
    Che fino hanno fatto i 5 miliardi di metri cubi e virgola Che l'ENI ha trovato nel mare d'Egitto?