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  1. Giuseppe Spazzafumo Rispondi
    A mio avviso l'errore di base è la mancanza di una lingua unica che, per non dare vantaggi a nessuno, avrebbe dovuto essere l'esperanto. Non lo conosco, ma, da quel poco che ho letto in proposito, è talmente facile che in due anni lo si impara perfettamente. Dopo aver uniformato la lingua diventa più semplice uniformare le regole.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      C'è già l'inglese che oramai è lingua comune internazionale anche, se non soprattutto, al di fuori della UE. Chiedere di imparare una seconda lingua (che sarebbe un po' fine a sé stessa) quando già solo una piccola percentuale ne conosce bene due oltre quella madre, mi sembra inutile.
    • Carlo Rispondi
      ma la svizzera che ha 3 lingue riesce a mantenersi unita.
  2. P.PIERANGELINI Rispondi
    Apprezzo e stimo D.Rodrik di cui ho letto i libri e moltissimi articoli, sono d’accordo sull’analisi, purtroppo credo che la unica soluzione sia la disgregazione dell’area euro. Mentre in matematica in alcune operazioni si può invertire l’ordine dei fattori in economia e politica no, pertanto avendo fatto un unione monetaria prima di aver costruito le necessarie istituzioni si è commesso un grave errore che ci ha portato a questa situazione, aggravata dall’adozione d i politiche di austerità che hanno causati inutili e gravi sofferenze a molti ( vedi es Grecia). Visto che il paese dominante (Germania) è rientrato dai debiti delle sue banche e ha spostato l’export più verso aree extra euro non credo che avrà molto interesse a proseguire in questa unione. I nostri politici dovrebbero guardarsi bene dall’aderire a accordi di maggiore integrazione se non voglio peggiorare ulteriormente la de-industrializzazione del paese.
    • giovanni masini Rispondi
      Concordo in pieno con lei. L'Unione Europea avrebbe dovuto essere a beneficio dei cittadini che la compongono, ma, a mio avviso, così non è stato.
      • Alessandro Sebastiani Rispondi
        Ormai è diventato un modo di dire "è colpa dell'Europa", nelle conversazioni al bar è un'opinione ricorrente, ma la realtà è diversa: i problemi economici e sociali italiani hanno chiare cause interne. Il debito pubblico è dovuto a uno sperpero di risorse da parte della sua classe dirigente (e non solo). La stagnazione economica è dovuta alla perdita di produttività rispetto alle economie concorrenti (Cina soprattutto, no altri paesi Europei), a causa delle riforme strutturali , dolorose ma necessarie, che i nostri concittadini non amano e certi politici attenti al consenso elettorale criticano. Infine a chi invoca un ritorno alla lira (anche questo un tema molto dibattuto dagli "esperti" al bar) vorrei ricordare che, a parte i mille altri problemi che comporterebbe, una sovranità monetaria usata per "stampare moneta" darebbe solo un'effimero miglioramento, seguito da un'inflazione e conseguente abbassamento dei redditi reali: tale e quale a una tassa. Le imprese beneficerebbero di un momentaneo abbassamento del costo del lavoro ( e maggior spese per materie prime che vengono in gran parte dall'estero). Risultato si vivacchierebbe ancora un pò, fra svalutazioni competitive successive, ritardando ancora quelle riforme strutturali sempre rimandate che potrebbero darci un paese con meno sprechi, meno corruzione, meno mafia, più giustizia, meno burocrazia, meno tasse ecc. ecc. e in fine più lavoro.
        • P.PIERANGELINI Rispondi
          Scusi ma il fatto di aver anteposto la moneta alle istutuzioni in una area valutaria palesemente non ottimale è un fatto riconosciuto da economisti di varia estrazione ( vedi ad es utlimo articolo di Zingales sul sole 24 ore). L'Italia soffre di problemi endogeni ( alto debito, scarsa produttività, burocrazia inefficiente, capitalisti senza capitali, politici scarsi ecc.) ciò non toglie che se mi lego a una moneta più forte e accetto politiche di austerità creo le condizioni per un peggiramnto della domanda e della competitività delle imprese che a sua volta si traduce in minori investimenti che non aumentano la produttività. Le cose in economia sono sempre piu complesse e intricate delle spiegazioni troppo semplici.
          • Alessandro Sebastiani
            La ringrazio del commento. Non credo sia corretta l'affermazione secondo la quale legarsi a una moneta più forte e accettare politiche di austerità peggiori la domanda e la competitività delle imprese. Nel caso italiano la lira al posto dell'euro avrebbe permesso delle svalutazioni foriere più di problemi che benefici come avevo argomentato nel mio precedente intervento. Per quanto riguarda le politiche di austerità possono creare all'inizio minor domanda, ma non possiamo pensare che sia sana una economia la cui domanda sia alimentata da sprechi di denaro pubblico, con conseguente aumento del debito statale. Una politica di austerità sana deve tagliare tutto ciò che è spesa inutile, non certo gli investimenti.
    • SpeculaThor Rispondi
      La BundesBank (più Austria ed Olanda) hanno accelerato programma di rientro delle Riserve Aurifere depositate in America ed a Parigi perchè temonono che, quando nel 2018 finirà il QE e nel 2019 il mandato di Draghi, l'Europa salterà. Loro vogliono farsi il Neuro (Euro del Nord). Potrebbero esser Loro ad Uscire dall'Alto. In un lampo di sincerità questa cosa la scrisse qualche mese fa pure il Sole24Ore (il che è tutto dire). I Tedeschi dopo le loro elezioni a fine 2017 inizieranno a far sul serio. Sono pronto a scommettere che BankItalia, ovviamente nelle segrete stanze, stia preparando un Piano B per tornar a stampare se servirà. Tra l'altro gran parte degli acquisti del QE della BCE in realtà sono in pancia al bilancio di BankItalia. Il problema strutturale è : se Nord ha sistemanticamente maggior produttività allora Esporta verso Sud, così la divaricazione Creditori/Debitori ed Occupazione/Disoccupazione si allarga senza posa. GoldmanSachs ha calcolato che il Cambio di Equilibrio (logica PPP) è di 1,40 per Germania ed 1,10 per Italia e Francia. Le Elite del Sud sperano con la censura sistematica dei massmedia di riuscire a tener buono il loro ceto medio. Io sono invece d'accordo con GoldmanSachs che dice: le Elezioni del 2017 riusciranno a stoppare i così detti populisti, ma i Trend di Lungo periodo renderanno impossibile la tecnica dello struzzo. Così parlò SpeculaThor, se lo Vorrete e Potrete pubblicare. Cordialità
      • Maurizio Cocucci Rispondi
        Come vede il suo commento viene pubblicato anche se presenta diverse inesattezze. Il piano di rientro dello stock di oro dagli USA (300 tonnellate) e dalla Francia (374 tonnellate) entro il 2020 è stato deciso nel 2013, quindi non poteva esserci nessuna attinenza con il Quantitative Easing per definizione (temporale). In secondo luogo cosa c'entra una eventuale dissoluzione dell'area euro con un trasferimento di oro? In Germania nessuno pensa di uscire, tranne AfD che non ha alcuna possibilità di governare. Ma nemmeno altri Paesi, Italia in primis, il cui dibattito è per riempire spazi televisivi o sulla carta stampata, oppure a livello accademico. Ma che le imprese (soprattutto quelle esportatrici che sarebbero quelle maggiormente chiamate in causa nel bene o nel male) ipotizzino una uscita dell'Italia è del tutto fuori luogo, non fosse altro perché il commercio internazionale continua a crescere e nonostante tutto (euro incluso) si vende. Chi insiste sul fatto che avremmo necessità di una valuta diversa non opera in ambito commerciale quindi non so quanto chi governa possa dar loro retta.
        • SpeculaThor Rispondi
          Ho scritto che lo hanno Accelerato non iniziato. Nel 2013 lo avevano tarato sulla fine del mandato di Draghi nel 2019. Legga meglio. Al resto é inutile rispondere. Nn capirete neppure quando vedrete.
  3. Savino Rispondi
    Quanto l'Europa può continuare ancora a tollerare le sciuperie dell'Italia, il suo debito pubblico, la sua evasione fiscale, la sua corruzione, la sua mentalità arretrata rispetto alla concorrenza?