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  1. Paolo Bianco Rispondi
    Ringrazio gli autori per la risposta, ma il punto non è essere teneri con la politica per difendere quella burocrazia alla quale peraltro appartengo anche io stesso (per quanto a livello molto basso), e con la cui resistenza al cambiamento mi scontro quotidianamente. E' proprio per cambiare i comportamenti di quella burocrazia che devono essere impiegati gli strumenti che già esistono, e giacciono inutilizzati. La retribuzione di risultato è uno di questi: introdotta per portare la meritocrazia nella struttura dirigenziale, nelle PA centrali si risolve nell'auto-elargizione di emolumenti con attività del tutto ordinarie (vedi http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=48837): per i ministeri conta per il 13% della retribuzione. Dovrebbe contare di più, e venire indirizzata dalla politica agli obiettivi reali (come appunto la riduzione dei costi e la cancellazione degli uffici inutili). Anche senza aumentarla, sommata alla retribuzione di posizione vale il 46%: la semplice mancanza di efficienza nel perseguire gli obiettivi è quindi sufficiente per dimezzare la retribuzione del presunto burocrate "paralizzatore". Perciò la politica ha tutti gli strumenti che vuole per "far correre" i burocrati, senza bisogno di attendere la "grande riforma" regolarmente bocciata perchè introduce più problemi che soluzioni.
  2. Salvatore Recupero Rispondi
    In merito al potere della burocrazia ed al rapporto della stessa con la politica è forse opportuno raccontare questa vulgata. Al tempo dei governo dei Borboni, si presenta al cospetto del re un burocrate molto efficiente e rigoroso per richiedere un aumento significativo del suo stipendio , meritato se paragonato alla inefficienza di tantissimi altri burocrati. Il re nega l'aumento richiesto . In compenso gli dà un suggerimento , ovvero di tenere nel cassetto inevase le pratiche . Dopo poco tempo il nostro burocrate divenne molto ricco ed anche molto influente. La "palude" politico burocratica , non è forse il campo in cui hanno operato collusivamente per troppo tempo , in Italia, i due poteri al fine della conservazione e perpetuazione del loro potere.? La revisione del titolo V della Costituzione operata dal centro sinistra per rispondere alle istanze avanzate dal compagno Bossi, ha reso del tutto ingovernabile lo Stato Italiano ed ha accresciuto il potere dei burocrati. Che fare ? 1 Accentuata mobilità dei burocrati; 2 Delegiferazione ; 3 . Responsabilità della politica sugli atti pubblici. 4. Trasparenza e pubblicità degli stessi. 5 Regolazione dei compensi. Per introdurre questi cambiamenti ritengo opportuno e necessario modificare la nostra Costituzione, sempre che il popolo non si dimostri restio ai cambiamenti.
  3. Michele Rispondi
    Renzi non ha perso la battaglia contro la burocrazia ma contro la realtà. Le sue pseudo riforme erano tutte sbagliate e fatte male. Dove non le hanno cancellate le autorità di controllo ci hanno pensato i votanti. Adesso gli orfani del 4 dicembre non si capacitano di come i tacchini non abbiano votato per il raddoppio del Natale. Patetico.
  4. Paolo Borghese Rispondi
    Ai tempi di Andreotti, si usava dire che una persona che si presentasse affermando di voler riformare le ferrovie, andava subito messa in manicomio. Lo stesso vale ancora per chi tenta di riformare la burocrazia, partendo, naturalmente, dal suo vertice, la magistratura, (dimenticandoci per una volta di Montesquieu). Infatti, dal 1948 ad oggi qualsiasi riforma della burocrazia è fallita, anche quando era tentata da persone competenti, come Cassese Severo Giannini, ecc., ecc. Con 64 governi in 70 anni e con una costituzione materiale di tipo corporativo, la burocrazia si è impadronita da tempo dello Stato e lo comanda e gestisce in modo autoreferenziale, avendo come solo riferimento il proprio interesse. Solo ricostruendo un esecutivo forte e continuativo - in Germania la Merkel comanda da circa 15 anni - si può ipotizzare un governo che prevalga sui direttori generali dei ministeri, sui segretari di Camera e Senato - vedansi i loro emolumenti di circa 500.000 euro annui, ecc. Inoltre, i ministri dovrebbero essere persone competenti, mentre il livello attuale della classe politica è veramente basso e i suoi componenti si trovano sempre in stato di inferiorità rispetto ai loro collaboratori - con poche eccezioni ad, es. Padoan (che, prima di diventare ministro era un funzionario di vertice - un altissimo burocrate).
  5. Sonia Rispondi
    Ottimo finale: ma per fare questo occorre una classe politica AUTOREVOLE e COMPETENTE tale poi da poter SCEGLIERE persone da mettere nei posti chiave (a tal proposito vorrei ricordare che Renzi, nei suoi TRE anni di Governo, ha mantenuto nelle posizioni apicali della macchina pubblica nomine risalenti all'epoca del duo Tremonti-Berlusconi...non mi dilungo nei particolari ma lascio all'attento lettore la verifica di quello che ho appena scritto).