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  1. Giuseppina Fedel Rispondi
    Interessante l'articolo che informa scuola, famiglia e spettatori...e fa comprendere la necessità di affrontare il problema con il massimo impegno possibile per ridurre concretamente le percentuali delle vittime e dei ragazzi che praticano le forme di violenza...Condivido anche il 1 Commento di Diego Galli. Complimenti alla redazione della "Voce"
  2. fatti neri Rispondi
    pongo attenzione al fenomeno sottolineando che la giustizia italiana ha le sue belle colpe: se una vittima di bullismo con tanti di referti medici per brutale aggressione o peggio più di una dal soggetto bullo sporge denuncia, deve aspettare oltre quatro anni per vedere luce processuale e poi eventualmente fare procedimento per il risarcimento! intanto il bullo gira tranquillo con al max proprio nei casi di recidiva un periodo di messa alla prova, un giorno di galera non esiste per questo. è giustizia? N:B: le forze dell'ordine in questo sono scribani con le mani legate. è la politica che deve fare leggi severe.
  3. Diego Galli Rispondi
    Se non viene attuata formazione e programmi che facciano riflettere vittime, carnefici e spettatori su questa dinamiche, produrremo cittadini ripiegati sempre di più su se stessi, patologie psichiatriche o potenziali carnefici adulti. Esistono sperimentate pratiche di giustizia riparativa, council circles, anche in Italia, che dovrebbero essere implementate su scala nazionale, ed essere obbligatorie in ogni scuola, oltre che nei curricula formativi dei nuovo docenti così come nei corsi di aggiornamento professionale. E' un'emergenza democratica e civile.