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  1. Henri Schmit Rispondi
    La sentenza sull’Italicum è una pessima decisione. Invece di garantire il pieno rispetto dei tre diritti costituzionali individuali di libero ed uguale accesso alle candidature (art. 51), di libera scelta dei deputati esclusivamente in base alle preferenze di uguale peso fra di loro (art. 48) e di libero mandato dei deputati (art. 67) tutti uguali, la Corte si pronuncia soprattutto su obiettivi meramente politici, aleatori e antitetici, non sanciti dalla costituzione: l'equa rappresentazione (delle liste) e la governabilità (attraverso soglie e premi di lista). Vieta il ballottaggio di lista (una distorsione eccessiva dell’equa rappresentazione), ma non sanziona i capolista bloccati (né le candidature multiple). Il marchingegno dei capolista comunque eletti restringe (cioè viola) a ben vedere tutti i tre i diritti politici fondamentali. Con una decisione più severa di rigetto di qualsiasi restrizione alla libera scelta individuale e quindi di divieto netto dei capolista nominati, la Corte avrebbe salvaguardato il diritto più prezioso dei cittadini di scegliere loro stessi i deputati e rinforzato indirettamente il libero mandato; avrebbe favorito l’elezione di deputati responsabili davanti all’elettorato, invece di accettare che siano piazzati, a discrezione, dai capi dei partiti. Pochi uomini nomineranno la maggior parte dei deputati. Il cerchio si chiude: i deputati nominati nominano i giudici che decidono se la procedura elettorale è conforme alla costituzione.
    • Henri Schmit Rispondi
      Questo commento è stato caricato per errore due volte. Il punto di vista espresso, che difendo da tempo (già all'occasione della sentenza 1/2014: http://www.forumcostituzionale.it/wordpress/images/stories/pdf/documenti_forum/giurisprudenza/2014/0011_nota_1_2014_schmit.pdf), è sostenuto da pochi. Un'eccezione a sorpresa è l'articolo di Marco Travaglio del 28 gennaio sul FQ e riprodotto sul blog di Libertà e Giustizia (http://www.libertaegiustizia.it/2017/01/30/vade-retro-porcellinum/). Il giornalista usa diversa espressioni che sembrano prese da vari articoli o commenti miei. Se fosse così, ne sarei orgoglioso.
  2. Michele Lalla Rispondi
    L'autore indirettamente rileva l'apparente contraddizione tra l'esistenza del ballottaggio nei comuni e la non costituzionalità per il governo. Dal punto di vista pratico, si sta paragonando il governo di un paese con quello di una città. Se si vuole (o si è capaci di) vedere, la differenza è enorme e questo vale soprattutto per il commento di enzo. Dal punto di vista teorico-astratto, per quello giuridico aspettiamo la sentenza (ho un'idea, ma non sono un esperto), quel tipo di approccio richiede una riforma costituzionale e qualche contrappeso (uno l'ho illustrato in un articolo proprio qui su lavoce.info). Le altre domande di enzo le lascio all'autore, ma chiedono risposte chiare perché diffuse e un po' confuse, nel senso che richiedono a tutti un momento di riflessione e informazione con una certa sensibilità giuridica e architetturale.
    • Paolo Balduzzi Rispondi
      Nell'articolo faccio riferimento all'uso (parziale) del ballottaggio per la composizione dei consigli comunali (e non dei sindaci): quindi sto paragonando il parlamento (non il governo) con il consiglio (non il sindaco, cioè il governo della città). Ovviamente so che non è la stessa cosa ma resta valido il punto dell'articolo: una volta noto quale principio costituzionale sarebbe stato violato dal ballottaggio, credo valga la pena chiedersi se questo principio non sia violato anche da altre formule elettorali.
  3. fatti neri Rispondi
    berlusconi dice che una legge elettorale in democrazia non la fa una consulta, io dico che possono fare tecnicismo ma fino a che paghiamo troppo i politici il voto andrà comunque contro la politica di governo! da decenni sono sempre gli stessi che girano sulle poltrone dorate spalla a spalla ai burocrati, tutti convinti che i cittadini guadagnano come loro per colpa degli evasori fiscali che salgono sulla barca scesi dalla ferrari uscita dal villone che al fisco risultano intestati a parenti e prestanome altro che lotta allo scontrino, capzate propagandistiche, la lotta la fai incrociando pra auto.navale ect con rogiti e foto aeree. basta raccontarci balle, la corruzione dilaga, non lo fanno perchè i primi evasori vanno a braccetto con le istituzioni.
  4. Henri Schmit Rispondi
    La sentenza sull’Italicum è una pessima decisione. Invece di garantire il pieno rispetto dei tre diritti costituzionali individuali di libero ed uguale accesso alle candidature (art. 51), di libera scelta dei deputati esclusivamente in base alle preferenze di uguale peso fra di loro (art. 48) e di libero mandato dei deputati (art. 67) tutti uguali, la Corte si pronuncia soprattutto su obiettivi meramente politici, aleatori e antitetici, non sanciti dalla costituzione: l'equa rappresentazione (delle liste?) e la governabilità (attraverso il premio di lista e il ballottaggio fra liste). Concretamente la Corte vieta il ballottaggio di lista (una distorsione eccessiva dell’equa rappresentazione), ma non sanziona i capolista bloccati (né le candidature multiple), un marchingegno che restringe (cioè viola) a ben vedere tutti i tre i diritti politici fondamentali. Con una decisione più severa di rigetto di qualsiasi restrizione alla libera scelta individuale degli elettori e quindi di divieto netto dei capolista nominati, la Corte avrebbe salvaguardato il diritto più prezioso dei cittadini di scegliere loro stessi i deputati e rinforzato indirettamente il libero mandato, favorendo l’elezione di deputati responsabili davanti all’elettorato, invece di accettare che siano piazzati, a discrezione, da un selezionatore sempre più monocratico di partito. Il cerchio si chiude: i deputati nominati nominano i giudici che decidono se la procedura elettorale è conforme alla costituzione.
    • Paolo Balduzzi Rispondi
      Credo che capiremo un po' di più la sentenza della Corte dopo aver letto la sentenza. Prendiamoci ancora qualche giorno e poi terneremo sull'argomento; anche io sono curioso di capire quali articoli sarebbero stati violati e quali no.
      • Henri Schmit Rispondi
        Non critico (solo) la legge, critico la Corte. Già la sentenza 1/2014 non ha sanzionato le liste bloccate come tali ma solo liste bloccate lunghe in grandi circoscrizioni che non permettono all'elettore di conoscere l'identità di tutti i candidati. Questo è un criterio molto basso di libertà elettorale. Le probabili ragioni dello scarso rigore è che la Corte non intende(va) né proibire le liste bloccate della quota proporzionale del Mattarellum né contraddire la metà bloccata-nominata del sistema elettorale federale tedesco, sistematicamente contestata (da oltre 50 anni) davanti alla corte tedesca, ma finora dichiarato conforme, nonostante l'evidente violazione del principio. Prima o poi ci sarà un 'revirement' in Germania; e che cosa faremo allora? Diremo che ci siamo sbagliati? Il resto, premi di lista e ballottaggio fra liste o alleanze di liste, invece m'interessa meno, perché è un falso problema, un problema creato gratuitamente ed inutilmente. La lista stessa è il problema nella misura in cui restringe i diritti elettorali individuali.
  5. enzo Rispondi
    Non capisco a questo punto come possa restare in vita il ballottaggio nelle comunali. Non capisco come un pluricapolista sorteggiato garantisca i diritti dell'elettore tanto diversamente da un pluricapolista decidente. Non capisco come il voto uguale sia incompatibile col ballottaggio ma non con quota 40%. Infine se alla luce di questa sentenza l'esito del referendum del 92 sia incostituzionale esso stesso. Voglio dire un sistema maggioritario è compatibile con la nostra costituzione ?
    • Paolo Balduzzi Rispondi
      Non so se sono domande rotoriche o puntuali per me; nel dubbio, rispondo così: 1) il ballottaggio per la scelta del sindaco non credo sia in pericolo; potrebbe esserlo quello usato in parte per decidere la composizione del consiglio - vedremo con la sentenza. E comunque qualcuno dovrà, se vuole, sottoporre la questione alla Consulta. 2) Nemmeno io 3) Aspetterei la sentenza prima di stabilire quali articoli costituzionali sono stati violati e quali no 4) L'esito di un referendum non può essere incostituzionale, altrimenti il referendum non sarebbe stato ammissibile a priori e non si sarebbe potuto tenere (è la Consulta stessa che decide dell'ammissibilità dei referendum, quindi non può contraddirsi). Ritengo comunque che la Costituzione sia stata scritta avendo in testa un sistema proporzionale; quindi il maggioritario potrebbe essere compatibile (del resto, se si ammette un premio di maggioranza...) ma i pericoli che non lo sia sono oggettivamente tanti a costituzione vigente