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  1. Lorenzo Rispondi
    L'autore potrebbe spiegare perchè considera la svalutazione una arma "impropria"? E poi davvero gli USA risciranno a sostenere (e proseguire con) la stretta monetaria contro il resto del mondo che svaluta e per di più con possibili effetti recessivi sugli emergenti indebitati in dollari?
  2. Enrico Rispondi
    Gentile prof. Monacelli, ha parlato del fatto che paesi emergenti si indebitano in dollari per cui una enentuale svalutazione della loro moneta ha effetti contrastanti tanto che gli effetti negativi lato finanziario potrebbero prevalere. Ora, siamo sicuri che lo stesso ragionamento possa essere applicato ai paesi europei? Non so se sia possibile recuperare dati di questo tipo ma quanto debito delle nostre famiglie e imprese è denominato in dollari? L'applicazione del suo ragionamento ai paesi europei dipende crucialmente dalla risposta a questa domanda
  3. Tommaso Rispondi
    Mah, questo e' forse valido per i paesi emergenti ma non so quanto valido per l'Italia. Quante aziende italiane si finanziano in dollari? Il Tesoro ha di recente emesso bonds in dollari ma questi sono pur sempre una cifra gestibile. Poi ci sono strumenti finanziari per fare hedging del rischio di cambio. Inoltre, anche se il passato non lo si cambia, c'e' da chiedersi quanto sarebbe stata diversa la nostra situazione se non avessimo legato la politica di cambio e fiscale ai vincoli europei. Di margini di aggiustamento non ne abbiamo molti e ho visto di recente un paper dell'autore su AER che dice che anche wage flexibility in a currency union non sia una gran cosa. E dunque che si fa? Si', apriamo ad Uber e riformiamo l'istruzione, va bene, ma il quadro macroeconomico e' questo. Non solo, ma anche uscissimo in qualche modo da questa crisi, non mi e' chiaro perche' le asimettrie strutturali dell'Eurozona non dovrebbero riemergere alla prossima crisi. Per quanto uno sia comprensibilmente tentato, non si deve commettere l'errore che, se Salvini sostiene x, allora x e' sbagliato. Anche gli orologi rotti a volte danno l'ora giusta. Si veda qui per il debito italiano in dollari: http://www.reuters.com/article/italy-debt-currency-idUSR1N0TH01R20150210 e http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_en/debito_pubblico/statistiche/Foreign_Debt_before_swap_30.09.2016.pdf
  4. Gustavo Rinaldi Rispondi
    Tutto ciò suppone la perfetta mobilità dei capitali come una necessità. Ma forse non è così.
  5. SpeculaThor Rispondi
    Premio Nobel Stiglitz: euro é una stupidata. Premio Nobel 2016 Oliver Hart: euro vá sciolto ordinatamente. Mario Draghi (audio video in inglese, Helsinki, convegno nn publicizzato): siccome nn cé volontà politica a transfer union, e siccome cambio interno é fisso, é necessario che paesi a bassa produttività svalutino internamente (taglio salari ed austerity) per salvar la moneta unica. Le Elite Italiche al popolino: meglio continuar a subir ad OO.
  6. claudio leonardi Rispondi
    La Turchia è un buon esempio. Ha finanziato la sua crescita soprattutto con i consumi e investimenti interni, aprendo un largo deficit della bilancia commerciale. Il capitale estero ha cominciato a defluire nel 2013 al tempo del tapering ma il brusco aumento dei tassi della valuta turca e l'ombrello del crollo del greggio il cui prezzo si è dimezzato nel 2014 ha protetto questo membro dei Fragile Five. Ma la festa è finita. L'aumento dei tassi della Fed che continuerà nel 2017 assieme al rischio geopolitico dreneranno capitali esteri e la domanda interna fletterà. Ad Erdogan non resta che tagliare i tassi per frenare la disoccupazione che mangia voti ma così scatta l'inflazione, un serpente che si mangia la coda. La svalutazione della Lira Turca comincia a rendere difficile il rimborso del debito in dollari da parte di qualche impresa e qualche banca. Dunque mare agitato in vista per l'economia turca. Unica opportunità il settore delle costruzioni che è uno dei più forti al mondo potrà beneficiare delle ricostruzioni in Siria e Irak se e quando tornerà la pace.