logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    Il mio intervento è stato troppo polemico, ma pertinente: bisogna distinguere procedure di misurazione e procedure di scelta (decisione); mi riferisco a Condorcet e alla teoria della scelta collettiva. Per decidere attraverso un verdetto collettivo, la formulazione del quesito è fondamentale, e quindi ha mille volte ragione l'autrice dell'articolo. Come risolvere questo problema fondamentale della democrazia stessa e di tutte le assemblee? In linea di massima non c'è altra soluzione che lasciare la formulazione del quesito sottoposto al verdetto a chi propone (era il primo commento sotto l'articolo, più sobrio del mio), nel nostro caso al parlamento, alla maggioranza, di fatto al governo. E possible porre dei freni a questa libertà di iniziariva e di definizione dell'unità di decisione e prevedere controlli da un tribunale, dalla corte costituzionale, da una Electoral Commission come in UK; la garanzia aumenta, ma la logica rimane la stessa. La vera soluzione è di aprire l'iniziativa a tutti, con rigorose condizioni di ammissibilità (firme, tempo), di decisione (maggioranza, quorum) e di procedura: prima di formulare il quesito definitivo l'iniziativa popolare passa in parlamento, si formano (su questioni importanti) comitati per il SI e per il NO, e si regola lo stesso il processo attraversoun'autorità imparziale senza poteri di merito; è con l'iniziativa popolare vincolante che si combatte l'abuso dello strumento plebiscitario; l'iniziativa fa parte della decisione.