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  1. Massimo GIANNINI Rispondi
    Il problema è che non sono "eletti tra gli eletti" ma nominati tra gli eletti che erano a loro volta nominati dai partiti nelle proprie liste d'elezione. Inoltre non si capisce più cosa copra l'immunità per i nuovi senatori visto che fanno il doppio lavoro...Insomma un pastrocchio.
    • Paolo Balduzzi Rispondi
      L'immunità è concessa ai membri del parlamento in quanto tali quindi dovrebbe essere limitata (nella parte di insindacabilità: comma 1) all'attività di senatori
  2. wolfango pirelli Rispondi
    in realtà non parliamo solo di eletti tra gli eletti e quindi di elezione di secondi livello ma potremmo trovarci di fronte a senatori che provengono da listini del presidente e quindi consiglieri regionali non eletti.
    • Paolo Balduzzi Rispondi
      Ha ragione; ma ho infatti enfatizzato che l'immunità, se concessa, dovrebbe esserlo in base alla funzione svolta (anche i senatori a vita, per esempio, sono nominati e non eletti)
  3. Stefano Longano Rispondi
    L'immunità è sicuramente un istituto da preservare. Date le competenze del nuovo Senato, che interviene su questioni di grande delicatezza, e la mancanza di vincolo di mandato, è opportuno che rimanga anche per i nuovi senatori (incidentalmente, se si fosse scelto il modello Bundesrat, spesso agitato dai fautori di questa riforma, non sarebbe affatto necessario). Resta però il problema di chi debba stabilire la liceità della richiesta e il suo accoglimento. A me appare evidente che le richieste siano sempre trattate dal parlamento in maniera "politica" e non sulla base del diritto. E comunque un organo interno non composto da elementi indipendenti non potrebbe mai garantire l'imparzialità nelle decisioni. Tantomeno potrebbe garantire dal sospetto di parzialità e politicizzazione. Credo che la soluzione dovrebbe essere trovata individuando un soggetto terzo e imparziale al quale devolvere il giudizio sull'accoglimento o meno della richiesta. Una possibilità potrebbe essere quella di comporre una sorta di Corte d'Assise (o sull'esempio americano, un Grand Jury), per esempio composto rigorosamente per estrazione a sorte. Come membri "togati" due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, e come giurati popolari 9 persone prese dagli elenchi per le Corti d'Assise d'Appello.
    • GIANCARLO ZITA Rispondi
      Certo quello che lei dice potrebbe essere una proposta che andrebbe senz'altro a garantire l'imparzialità delle decisioni, tuttavia, è necessario sottolineare che alle camere è riconosciuta la completa autonomia, sotto ogni punto di vista. Pertanto, delegare la decisione ad un organo terzo, sarebbe un'ipotesi che andrebbe a contrastare una garanzia che la costituzione riconosce al Parlamento.