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  1. bob Rispondi
    ..se si ribaltasse il concetto a priori avremmo fatto un grande passo avanti: Il diritto alla cultura, prima che il diritto allo studio! può sembrare un gioco di parole ma non lo è. E' un atteggiamento mentale di fondo che è quello che manca a questo feudale Paese. Ma la cultura del sapere e della capacità critica e analitica è la cosa che più di ogni altra terrorizza il potere e la burocrazia inutile
  2. silvio schillaci Rispondi
    Fare statistiche è importante è bello per comprendere il nostro sistema socio-economico ma poi nella realtà si vede solo "acqua fresca", e cioè interventi banali e blandi, perché abbiamo dei politici e alti burocrati che vivono nella "bambagia " e sono dei "ladri" che se ne fregano del paese reale è di quelli che lei definisce svantaggiati socio economici, e noi siamo pieni pieni, più di quanto pensiamo. A lei faccio i miei complimenti per come ha trattato chiaro l'argomento è lo ha reso di facile lettura (quindi il grande studio che ha fatto e che sta sotto). In Italia occorre valorizzare chi studia e lavora veramente è tanti Padri di famiglia che fanno grandi sacrifici ogni giorno. Buona giornata.
  3. Grosso Francesco Rispondi
    Dott.ssa De Paola, Per come la vedo io il GRAVISSIMO problema dell'università italiana dal punto di vista prettamente accademico che poi si traduce in termini organizzativi, di tempistica e di conseguenza in rapidità (cosa non brutta a priori) è composto di due ALLUCINANTI ECCEZIONI che ho avuto modo di riscontrare esistere solo ed esclusivamente in Italia. 1) IL FATTO DI POTER RIFIUTARE IL VOTO ASSEGNATO ALL'ESAME AD LIBITUM - 2) IL POTER ANDARE "FUORI CORSO". Mi dispiace ma fino a quando queste due allucinanti ripeto ancora una volta, particolarità non verranno eradicate è inutile parlare di diritto allo studio, ritardo o gap con gli altri paesi. Pensi solo a quanti studenti sia io che lei abbiamo conosciuto che per non prendere 28 ma per avere 30 hanno rifatto l'esame 3 volte, quanti per lavoro o per semplice pigrizia sostenevano 1 o 2 esami all'anno!!! Si vuole incrementare l'iscrizione ad università come quella presso la quale lei ha conseguito il suo PhD? Bene, si sfoltiscano gli 88.000 iscritti che c'erano nel 2008, secondo meno cattedre che coprono tutto lo scibile umano ma solo alcune di cui però si raggiunga l'eccellenza VERAMENTE NON A PAROLE!!, terzo borse di studio reali e basta con il fuori corso, ti sei iscritto alla triennale? bene hai 3 anni per completarla veditela tu, se no niente! Ci sarebbe allora un incentivo a guardare all'università (TIPO LA SAPIENZA) non come ad un parcheggio ma come ad un luogo di competizione per studiare bene