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  1. roberto Rispondi
    purtroppo non posso definirmi basito nel leggere alcuni commenti qui e altrove sulle "trame mondialiste e liberiste" della Spectra contro cui si schierano i prodi valloni. Forse vale la pena ricordare che l'Italia ha una quota export verso canada superiore al 20% con i dazi e che tale quota non può che aumentare con dazi ridotti e dopo l'accettazione canadese del vincolo di provenienza geografica fondamentale per combattere i prodotti italian sound. Stessa cosa deve essere fatta con il mercato USA. I controliberisti poi spiegheranno con l'autarchia il mancato export e faranno spallucce di fronte al vero problema del mercato cinese da cui siamo letteralmente invasi (con prodotti creati in italia e quindi non bloccabili) e all'interno del cui mercato è virtualmente impossibile entrare. Troppi pensionati che scrivono qui ...
    • giovane arrabbiato Rispondi
      Quindi la sovranità a cui i paesi rinunciano con l'istituzione dell'ISDS ha un prezzo, sia esso uno 0.3 aggiuntivo di PIL o simile Perchè alla fine dei conti è di questo che si ha paura: tribunali offshore in cui le multinazionali che sbagliano gli investimenti ottengono indennizzi a spese dei contribuenti. Non ''del libero scambio''. Il CETA e il TTIP hanno ben poco a che vedere con il libero scambio. Sono svendite di sovranità mascherate con la scusa del libero scambio. Quindi per un misto di benefici economici di cui cmq l'Italiano medio non gode e sinofobia (perchè la paura dello straniero va bene se è russo o cinese) svendiamo il potere giudiziaro dei nostri tribunali. E poi gli intellettuali si arrabbiano con la gente che non vede ''gli ovvi benefici delle svendite''.
  2. Massimo GIANNINI Rispondi
    Se invece di generalizzare con frasi del tipo "Ma proprio nel momento in cui si dovrebbe oliare il motore della crescita, a partire per esempio dalla promozione di un commercio più libero", potrebbe l'autrice presentare l'analisi costi-benefici e valutazione d'impatto economico dell'accordo visto che quella stessa fatta dalla Commissione Europea ci dice che non ci saranno grandi benefici...?
  3. Vittorio Rispondi
    Gentile Dottoressa Il CETA è la prova generale del TTIP. Sono passaggi che conducono verso società sempre più neoliberiste. Questo è il punto. Questa è la preoccupazione politica dei progressisti valloni ed europei. Le Istituzioni europee sono attualmente (dal 2000) maggoritariamente neoliberiste. Questi Trattati commerciali condizioneranno il futuro anche quando - se mai accadrà - una visione neokeynesiana tornerà a prevalere. Detto sinteticamente. V. Campanelli
  4. Marcello Romagnoli Rispondi
    1) "A ben vedere, come ricorda anche Tyler Cowen, la clausola Isds ha fatto parte (senza obiezioni) dello status quo per vari decenni.". Se però è sbagliata, ciò non giustifica che sia usata perchè lo si fa da tanto tempo. Anche le guerre le facciamo da millenni...vogliamo giustificarle per questo? Perchè è sbagliato il meccanismo Isds. Perchè se si ammette che un organismo terzo possa decidere su controversie che avvengono in uno stato sovrano, si attacca il principio di sovranità che è superiore a qualunque interesse di una attività privata. 2) Circa il numero di risoluzioni a favore degli stati e contro le società questo dato è parziale e poco interessante se non si considera anche la qualità delle scelte. Ben vengano questi organismi di risoluzione, ma l'ultima parola assoluta e indiscutibile deve essere in capo agli stati. Poi questi decideranno anche in base a quello che vorrà dire la mancanza di investimenti. Questo ultimo aspetto non è detto che sia sempre positivo, vedi casi come Saeco in Italia