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  1. Mark Rispondi
    Vedo che in coro si vogliono meno tasse e più spesa. Se davvero (come è possibile) i restanti Paesi europei ce la fanno a pagare il conto per me va bene. Altrimenti in default voglio vedere quanto i consumi ripartano. Ridurre l'indebitamento è come dimagrire. Le regole sono chiare: fare più esercizio e tagliare le calorie ingurgitate. C'è sempre però pronto il santone di turno con la dieta miracoloso che ti promette di ovviare a questo schema e tutti ci abboccano perché ci vogliono abboccare. Aumentare l'IVA significa innanzitutto migliorare il risultato di bilancia commerciale, unico vero traino a una sostenibilità dei conti per un Paese indebitato come il nostro. Il resto sono chiacchiere di chi si vuole indebitare ancora pensando che il conto non arriverà mai. Forse confidate in quell'ente caritatevole di beneficenza disinteressata che è l'IMF?
  2. Josef Rispondi
    Non aumenteranno l'IVA per la semplice ragione che l'aumento non produrrebbe alcun aumento di gettito, anzi molto probabilmente aggraverebbe la già tragica riduzione dei consumi, come stà a testimoniare il calo del fatturato della Grande Distribuzione. Se calano i consumi alimentari non c'è da scherzare con l'IVA e questo il Ministro Padoan lo sà benissimo: non vuole correre rischi di trovarsi con aliquote più alte e gettito invariato, ma con aziende in crisi, il che vuol dire maggiori problemi sul fronte bancario per insolvenze e erosione della base imponibile delle imposte dirette.
  3. Cristiano R Rispondi
    Anziché continuare con l'aumento delle tasse per spingere ancora la spesa pubblica inefficiente sarebbe ora di fare il contrario. Tagliare la spesa pubblica ad ogni livello, ridurre le tasse ed evitare di usare la CDP come strumento di intervento diretto dello Stato nell'economia ed indiretto nelle banche non molto solide (per usare un eufemismo).
  4. serlio Rispondi
    La solita mentalità: tasse, tasse, tasse! Il tutto per continuare a finanziare un sistema basato sullo spreco. Gli stessi € si possono reperire tagliando la spesa pubblica (gli sprechi sono innumerevoli). Questo è il vero nodo della questione: la pressione fiscale è a livelli da estorsione legalizzata e per quanto concerne l'inflazione, questa c'è già stata con l'introduzione dell'euro che ha di fatto dimezzato il potere d'acquisto (se non si hanno paraocchi ideologici, basti convertire il prezzo d'acquisto di un qualsiasi bene o servizio in lire per rendersene conto). La mentalità statalista vessatoria e prevaricatrice è difficile se non impossibile da cambiare, anche se almeno per il momento possiamo ancora denunciarla.
  5. Massimo G Rispondi
    Pienamente d'accordo con il commento del sig. Debernardi...
  6. DAVIDE CRUDELI Rispondi
    Caro Professore, da laureato in economia e tra l'altro suo studente, penso che sia giunto il momento di abbandonare l'idea di perseguire politiche economiche volte solo fare e cassa e badare all'equilibrio dei conti pubblici. Vogliamo veramente credere che un aumento delle aliquote iva produce una traslazione solo parziale sul prezzo finale e quindi sul consumatore? Inoltre mi sembra di capire che lei dica che un incremento delle aliquote iva potrebbe essere " salutare" per "creare" un po' di inflazione visto che diciamolo siano in deflazione? Non pensa sia il caso di uscire da questa stagnazione con politiche espansive che creino offerta di beni e servizi, invece di aumenti di tasse?? Con Stima
  7. Dario Debernardi Rispondi
    Gentile Mario Un'aumento dell'IVA sarebbe esclusivamente a carico di imprenditori e commercianti onesti e costituirebbe un ulteriore vantaggio competitivo per i "fuorilegge". Sarebbe utile che vi concentraste sulla risoluzione in modo definitivo del problema del nero. E' troppo facile e troppo comodo reperire ulteriori entrate fiscali escogitando inasprimenti e/o nuovi balzelli che non vanno mai a colpire chi già non dà nulla al Paese. Perché per una volta non valutate ad esempio cosa succederebbe se si concedesse a chiunque di richiedere un rimborso del 3-5% di tutti gli scontrini raccolti nell'arco dell'anno? O un qualsiasi sistema per incentivare la richiesta di documentazione fiscale a commercianti e attività di ogni genere? Magari potreste valutare gli effetti dell'assunzione di qualche migliaio di controllori e qualche centinaio di loro controllanti (i loro costi sarebbero ampiamente recuperati)? Per cortesia studiate soluzioni per una maggiore occupazione, più efficiente riscossione, maggiori risorse, possibili riduzioni di tasse e miglioramenti dei servizi. Non sarebbe maggiore il gettito di un'IVA al 20% pagata da tutti rispetto ad un 22-24 pagato dai soliti?