Manca esattamente un mese alle elezioni presidenziali americane e la campagna elettorale è finalmente entrata nel vivo. Archiviati i primi due dibattiti televisivi (tra i Hillary e Donald il primo, tra i candidati alla vice presidenza il secondo) e schivando polemiche varie a ogni piè sospinto, è bene dare un’occhiata ai sondaggi per cercare di capire dove l’opinione pubblica americana si stia effettivamente indirizzando.

Figura 1 – Probabilità di vittoria

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Fonte: FiveThirtyEight

Come mostra la grafica, l’ago della bilancia pende verso Hillary Clinton, che secondo FiveThirtyEight (il blog di Nate Silver) ha al momento il 77,4 per cento di possibilità di diventare il nuovo inquilino della Casa Bianca.
Ma andiamo a vedere le intenzioni di voto. Come mostra la figura 2, la maggioranza dei sondaggi è concorde nell’assegnare la vittoria alla candidata dem, che vanta in media (linea arancione) uno scarto sempre positivo nei confronti di Donald Trump, al cui attivo scarseggiano i sondaggi dal segno vincente.

Figura 2

Usa 2

Fonte: rielaborazione su dati FiveThirtyEight

Clinton, tuttavia, non può adagiarsi su questo risultato. Come infatti risulta dalla figura 3, durante l’estate il divario tra i due si è ridotto, nonostante la candidata dem sia rimasta sempre in vantaggio. Si vede comunque un allargamento del margine di Hillary negli ultimi sondaggi, probabilmente anche grazie al successo attribuitole dagli esperti nel primo dibattito televisivo.

Figura 3

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Fonte: rielaborazione su dati FiveThirtyEight

Guardare le sole intenzioni di voto non è sufficiente, sebbene indubbiamente importante. Istituzionalmente negli Stati Uniti voto popolare e presidenza non sono un binomio perfetto. La storia ci insegna che il solo ottenimento della maggioranza del voto popolare non è sufficiente a garantire le chiavi della Casa Bianca (tutti ricordiamo Al Gore e il suo “I am Al Gore and I used to be the next president of the United States”, “io sono Al Gore ed ero il prossimo presidente degli Stati Uniti”). È necessario ottenere il favore di almeno 270 grandi elettori, votati a loro volta dai cittadini con sistema maggioritario. Ad assegnare la vittoria, quindi, più che il voto popolare sarà il risultato delle consultazioni nei cosiddetti “stati in bilico”. Bene quindi osservare su quanti grandi elettori possono orientativamente contare i due candidati. La figura 3, elaborata da FiveThirtyEight sulla base di sondaggi locali, mostra proprio questo: a sinistra gli stati che hanno più probabilità di votare per Clinton; a destra quelli che probabilmente voteranno per Trump. Emblematici sono gli stati a ridosso della linea tratteggiata, quella che se oltrepassata garantisce almeno 270 grandi elettori e quindi la vittoria. Sono proprio questi che saranno determinanti per l’elezione del prossimo presidente degli Stati Uniti.

Figura 4 – Quali sono gli stati in bilico?

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Fonte: FiveThirtyEight

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