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  1. luca Rispondi
    Insegno dal 1990. Non so più a quante "rivoluzioni copernicane" sia stata nel frattempo sottoposta la scuola. L'impressione è quella di un ricorrente "facite ammuina", con nobilissimi scopi dichiarati, ma con il risultato costante della riduzione dei soldi a disposizione. Ed uno sgradevolissimo effetto secondario: continui cambiamenti formali e lessicali, che succhiano energie senza correggere alcuno dei difetti che vorrebbero eliminare (altrimenti non ne servirebbero di così frequenti). Nello specifico, è la quarta volta (dal 1997) che si cambia la composizione delle commissioni per la maturità; molte di più se si considerano i continui ritocchi e aggiustamenti. Tutti rigorosamente annunciati ad anno scolastico avviato, perché "l'innovazione" è sempre "urgente", ma i ministeriali non riescono mai ad accorgersene prima! Basta, per carità! Almeno per un anno, lasciatemi lavorare!
  2. Riccardo Rispondi
    Ma nessuno nota che se verranno tolti i commissari esterni, per una questione prettamente economica, questo pregiudicherà comunque la valutazione? Vuoi mai che i docenti che hanno giudicato per 5 anni lo studente si mettano proprio a giudicare anche il proprio lavoro proprio il giorno dell'esame? La primaria forma di controllo è che il tutto possa avvenire con persone terze all'istituzione scolastica e non con gli stessi professori avuti nei 5 anni precedenti. Dopo che si possa fare un test, un quiz, una domanda o un tema non cambia nulla. E' sbagliato il presupposto di partenza come oramai tutto quello che si fa per la scuola.
  3. Gianni De Fraja Rispondi
    Mi trovo, non si sorprenderanno, d’accordissimo con Maria e Daniele. Avevo infatti proposto una soluzione che non solo risolverebbero quasi perfettamente i problemi di confrontabilità di voti ottenuti in scuole diverse, ma permetterebbe anche una sostanziale riduzione dei costi, vale a dire la correzione degli elaborati da parte di una commissione nazionale. Tra l’altro una soluzione già molto utilizzata con successo in molti paesi. http://www.lavoce.info/archives/12655/tre-articoli-per-rendere-equa-la-maturita/ http://www.lavoce.info/archives/12996/la-mia-proposta-per-la-maturita-alcune-precisazioni/
  4. Umbedx Rispondi
    MoltI anni fa, una brillante azienda, per assumere nuovi tecnici, fece un cosa molto semplice : non chiese il voto di maturità, ma fece rispondere ad un test costruito sulle necessita' aziendali. Fine
  5. Markus Cirone Rispondi
    Quindi ci saranno materie di serie A (italiano, matematica e inglese) perché i test Invalsi ci diranno quanto lo studente è competente e materie di serie B (le altre) a prescindere dal corso di studi. Trent'anni fa non ci si poneva il problema della differenza dei voti tra nord e sud, perché le commissioni erano nazionali: docenti (di scuola e universitari) si spostavano lungo la penisola per garantire una valutazione più omogenea. Perché non rifarlo? Costa troppo? Facciamo allora come in Francia: prove d'esame spedite per posta a un docente che le corregge a casa sua senza nemmeno avere mai visto lo studente.
    • bob Rispondi
      ...il suo è un discorso a mio avviso onesto e fin troppo banale per quanto è ovvio. Ma il sistema Paese non c'è più sostituito dai condomini : biada per il popolino e manna per i piccoli politici