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  1. Gianni Rispondi
    Purtroppo una pia illusione: Borio ha ben spiegato l'inaffidabilità del tasso naturale di interesse ad esempio qui:http://www.bis.org/speeches/sp151112.pdf . I banchieri centrali non sanno cosa stanno facendo e non possono saperlo. Stupisce che Monacelli corra dietro a questa numerologia ma probabilmente è l'unico modo per giustificare l'operto di una banca centrale
    • Paolo Gelain Rispondi
      Borio ha messo in evidenza alcuni limiti delle variabili "naturali" che tutti ben conosciamo. Ma non dice che non si debbano utilizzare, anzi suggerisce che si tengano in considarazione fattori rilevanti, quali ad esempio le variabili finanziarie, che fino ad ora hanno ricevuto poca attenzione.
      • Gianni Rispondi
        Non è così. Borio afferma (anche nel testo del discorso che ho likato sebbene succintamente) che anche le grandezze reali che determinerebbero il tasso naturale sono inaffidabili a seguito di un boom ed quindi è errato considerare il ciclo come una fluttuazione attorno a un trend Mentre una grandezza tipicamente monetaria come l'inflazione è ingannevole
        • Paolo Gelain Rispondi
          Non so dove abbia letto quanto afferma, ma i seguenti due passaggi che riporto sottlineano quello che io affermo. 1) It is not uncommon to hear supporters of the “saving glut” and “secular stagnation” hypotheses say that the equilibrium or natural rate is very low, even negative, and that this rate generates financial instability. Seen from this angle, such a statement is somewhat misleading. It is more a reflection of the incompleteness of the analytical frameworks used to define and measure the natural rate concept – frameworks that do not incorporate financial instability – than a reflection of an inherent tension between natural rates and financial stability. There is a need to go beyond the full employment-inflation paradigm to fully characterise economic equilibrium. 2) defining equilibrium (or natural) rates purely in terms of the equality of actual and potential output and price stability in any given period is too narrow an approach. An equilibrium rate should also be consistent with sustainable financial and macroeconomic stability – two sides of the same coin. Here, I highlighted the role of financial booms and busts, or financial cycles.
  2. anna Rispondi
    Salve, non ho competenze economiche, ma storicamente parlando ha ragione Marco Massimo, ormai sui tassi si è intervenuti adesso è ora di trovare altre strade. Con stima
  3. Marco Massimo Rispondi
    La ottusa ideologia monetarista mostra tutti i suoi limiti; invece che impiccarsi ai tassi di interesse ultrabassi gli USA ed anche l'Europa dovrebbero fare quello che si fece negli anni '30: interventi massicci di investimenti pubblici; infatti, come Keynes sapeva bene, il libero mercato da solo NON assicura la piena occupazione e lasciato a se stesso aggrava a dismisura le diseguaglianze e alla fine si lega le mani da solo nel senso che si inceppa pure la cescita.
    • Paolo Gelain Rispondi
      Beh, non è che gli interventi pubblici negli anni 30 servirono poi molto ad uscire dalla crisi. E poi negli Stati Uniti hanno fatto un bell'intervento di quasi un trilione di dollari qualche anno fa.
      • Mariano Maragno Rispondi
        Paolo Gelain ha perfettamente ragione. Le conseguenze degli investimenti furono solo sociali e non economici. Fu la seconda guerra mondiale a risollevare l'economia americana. Personalmente temo che l'unico cambiamento rimasto da perpetrare sia quello culturale. I cambiamenti monetari necessari sono già stati avanzati ottimamente dalla BCE.
  4. Paolo Gelain Rispondi
    Sì potrebbe pure analizzare il tasso di interesse ottimo, che non necessariamente deve seguire quello naturale e al quale si può anche applicare il vincolo della non negatività.
  5. Andrea Ferrero Rispondi
    Grazie a Tommaso per aver fatto riferimento al nostro lavoro. Per chi fosse interessato, Vasco Curdia mantiene stime aggiornate del tasso di interesse naturale (disponibili al sito http://www.frbsf.org/economic-research/publications/economic-letter/2015/october/gradual-return-to-normal-natural-rate-of-interest/), ristimando periodicamente il modello nel nostro JME paper.