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  1. Michele Galeotti Rispondi
    A completamento del mio commento precedente aggiungo che per i fabbricati esistenti è ovvio che una volta nota la vulnerabilità dell'edificio in un terremoto, dedotta dalla compilazione del fascicolo, dovrò spendere un po' di risorse per aumentare la sua resistenza o cambiare casa per abitare in un posto certificato sicuro.
  2. Michele Galeotti Rispondi
    Il titolo non è felice ma il contenuto spiega bene la funzione del fascicolo del fabbricato: serve anche a conoscere la struttura e la vulnerabilità del fabbricato in un terremoto atteso, oltre a descriverne il livello di manutenzione e di efficienza. Si potrebbe renderlo obbligatorio per i fabbricati pubblici ed i nuovi fabbricati privati (per i nuovi fabbricati privati non vedo particolari oneri aggiuntivi). Sarà poi facoltativa la compilazione in aggiornamento con i successivi interventi di manutenzione. Per i fabbricati privati esistenti si potrebbe rendere facoltativa la compilazione di un fascicolo con uno schema nazionale deciso per legge. I proprietari dei fabbricati che lo adotteranno e che terranno aggiornata la compilazione del fascicolo, vedranno crescere il valore immobiliare della loro proprietà. Contemporaneamente è necessario, iniziando dalle zone dove si aspettano terremoti di forte intensità, iniziare un rilievo della vulnerabilità dei fabbricati privati e pubblici per capire come incentivare, per legge, gli interventi di miglioramento della resistenza dei fabbricati ai terremoti attesi.
  3. Francesca Rispondi
    Sono una mamma e la sicurezza della mia abitazione mi sta a cuore, non per me, ma per i miei bimbi. Chiedo all'ingegnere se sia veramente sicuro di quello che afferma.... Vorrei sapere se veramente i miei figli, in caso di un terremoto, per esempio, possano essere salvati da un pezzo di carta (che non è altro che un libretto con informazioni tratte da altri pezzi di carta, già in possesso della P.A.)? Ingegnere, Lei i Suoi figli li metterebbe al sicuro così? O non farebbe altro? Tipo: prove sulla tenuta dell'edificio, controlli seri con macchinari seri ecc. ecc. Su, sia sincero...
  4. Gabriella Bergese Rispondi
    Concordo sul fatto che andrebbe reso obbligatorio in primis per tutti gli edifici pubblici. Le informazioni riguardanti il patrimonio immobiliare pubblico sono disperse su una miriade di uffici e settori diversi e spesso poco comunicanti persino all'interno di uno stesso ente proprietario. Per una volta sarebbe il caso che il governo obbligasse prima di tutto la P.A. ad adottare una buona pratica amministrativa
  5. rosario nicoletti Rispondi
    Vorrei aggiungere che il "fascicolo" può avere un senso per edifici di nuova costruzione o ristrutturazione: in questo senso la delibera del comune di Milano mi sembra apprezzabile. Lo stesso potrebbe dirsi per ospedali e scuole i quali edifici meritano particolari attenzione. Ma imporre un "fascicolo del fabbricato" per ogni edificio - vecchio o meno vecchio - piccolo o grande è una solenne (ma interessata) sciocchezza.
  6. rosario nicoletti Rispondi
    Effettivamente, per capire l'utilità del documento in questione, andrebbe chiarito il suo contenuto. L'articolo indica dati che sono quasi sempre incogniti (i progetti esecutivi sono spesso irreperibili) e - comunque - la ricognizione di documenti non assicura che l'edificio sia stato costruito eseguendo "onestamente" il progetto. Fare riferimento alla qualità dei materiali non ha senso se non a seguito di accertamenti lunghi e costosissimi. Per non parlare di quei milioni di casette costruite alla buona da capi mastri. Il "fascicolo" interessa solo i professionisti che guadagnerebbero da questo lavoro (inutile).
  7. Marcovaldo Rispondi
    Penso che provvedimenti di questo tipo dovrebbero essere presi a livello nazionale,non lasciati a iniziative di uno o più sindaci, ognuno con criteri suoi (qualcuno ha provato p.es. a confrontare due certificazioni energetiche fatte in regioni diverse?). Come apripista non capisco perchè l'autore non ha nemmeno considerato l'ipotesi di imporre l'obbligo di questo fascicolo prima di tutto agli edifici pubblici, in particolare quelli di grande accesso, scuole, ospedali, stazioni, ecc
  8. amorazi Rispondi
    Purtroppo le imprese di costruzione non hanno ancora capito che un mercato maturo richiede servizi e che, dal momento che esiste una garanzia postuma decennale, potrebbero fare di necessità virtù offrendo servizi postvendita di manutenzione programmata, per i quali il fascicolo sarebbe necessario oltre che utile. pertanto lo schema Milano, per quanto virtuoso, potrebbe risolversi in qualcosa di cartaceo, senza consistenza pratica. forse bisogna puntare su una legge nazionale che, con eventuale revisione del catasto, obblighi alla redazione del fascicolo di tutti i fabbricati dando un tempo decennale per l'adempimento, salvo ristrutturazioni globali.
  9. Mario Del Chicca Rispondi
    Spero che il titolo non l'abbia scritto il professore estensore dell'articolo perché si commenta da solo. Che un documento cartaceo possa "anche prevenire un sisma" mi sembra onestamente una barzelletta. Una seria politica di prevenzione è basata su interventi studiati per i singoli edifici e non su una mera raccolta di informazioni, peraltro quasi sempre già in possesso delle Pubbliche Amministrazioni.