Lavoce.info

Quando il cittadino si sente insicuro

Diminuiscono gli omicidi, in Italia e negli altri paesi occidentali. Una buona notizia, ma basta per dire che siamo tutti più sicuri? Anche altri reati minano il senso di sicurezza dei cittadini. Per alcuni la situazione è migliorata rispetto agli anni Novanta, ma non rispetto a periodi più lunghi.

Meno omicidi in Italia

“Gli italiani sono convinti di vivere in un paese insicuro” – ha detto, qualche tempo fa, Piercamillo Davigo. Eppure, ha aggiunto, abbiamo meno omicidi di Francia e Germania. È un senso di insicurezza provocato dai media. Chi si dichiara impaurito e allarmato non lo è per esperienza diretta, perché “non ha mai visto un reato: pensa di vivere in un paese insicuro perché lo dice la tv”. Ha ragione il presidente dell’Associazione nazionale magistrati? È sicura oggi l’Italia? È la domanda a cui cercherò di rispondere in questo e nel prossimo articolo.
Quando si giudica il grado di sicurezza (dalla criminalità) di un paese, lo si fa, esplicitamente o implicitamente, in termini relativi, mettendo a confronto la sua situazione attuale con quella del passato o con quella di altri paesi. E Piercamillo Davigo si è attenuto rigorosamente, nelle sue dichiarazioni, a queste regole.
Ora, non vi è dubbio che se facciamo confronti riguardo al reato più grave, quello di omicidio, arriviamo rapidamente alla conclusione che il livello di sicurezza del nostro paese è molto alto. Se analizziamo i numerosi e solidi dati dei quali disponiamo per questo delitto, rimaniamo colpiti dallo straordinario aumento del livello di sicurezza che vi è stato nel corso del tempo. Oggi il rischio che corrono gli italiani di essere uccisi è incomparabilmente più basso che nel 1991, nel 1951 o nel 1861. Il cambiamento è stato ancora più forte in alcune regioni o in alcune città del nostro paese. A Palermo, ad esempio, nel 1982 furono commessi ben centododici omicidi, nel 2015 invece otto.
Il confronto con altri paesi porta alla stessa conclusione. Per un lunghissimo periodo di tempo (secoli, non decenni), l’Italia ha avuto un tasso di omicidi più alto di ogni altro paese dell’Europa centro settentrionale. Oggi l’ha più basso della Francia, del Regno Unito o della Grecia (anche se non della Germania).

Reati dagli Usa al Nord Europa

Ma l’omicidio, pur essendo il più grave, non è l’unico delitto. Vi sono anche i reati dei colletti bianchi e quelli della criminalità predatoria. I primi sono spesso più dannosi dei secondi per la collettività. Purtroppo, però, non disponiamo di dati affidabili che permettano di analizzare le loro variazioni nello spazio e nel tempo. Per i secondi, i dati oggi esistono, grazie alle indagini di vittimizzazione condotte in Italia e in altri paesi occidentali, che consentono di stimare il numero oscuro, cioè la quota dei reati commessi ma non denunciati. Si può tuttavia pensare che il tasso di omicidi sia il più sicuro indicatore del livello di sicurezza di un luogo, perché correlato con quello degli altri reati. Ma è proprio così? Per rispondere vale la pena di ricordare cosa è successo nei paesi occidentali nell’ultimo mezzo secolo, un periodo nel quale hanno avuto luogo due tendenze del tutto diverse, prima un fortissimo aumento e poi una diminuzione dei delitti di molti tipi.
In alcuni paesi, l’aumento è cominciato fra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, cioè nel più lungo periodo di prosperità economica fino ad allora conosciuto. Un periodo in cui, in Svezia, il governo laburista cercava di ridurre le diseguaglianze sociali e di migliorare le condizioni di vita degli strati più poveri della popolazione. Prendiamo, ad esempio, gli Stati Uniti, il paese sul quale la documentazione statistica disponibile è più solida. Qui la crescita è cominciata verso il 1961 e ha riguardato tutti i tipi di reato presi in considerazione nella figura 1: omicidi, stupri, rapine, furti di auto e in appartamento. È stata forte, continua e per i primi tre ha toccato il picco trent’anni dopo, all’inizio degli anni Novanta, per gli altri due dieci anni prima. Di conseguenza, nel 1991, il livello di sicurezza negli Usa era molto minore che nel 1961, perché i suoi abitanti correvano più rischi di prima di essere uccisi, stuprati o rapinati. Negli ultimi venti anni, il tasso dei cinque reati è diminuito, anche se non nella stessa misura. Così oggi si può dire che gli americani sono in complesso più sicuri che all’inizio degli anni Novanta. Hanno lo stesso livello di sicurezza del 1961 riguardo ai furti di auto e in appartamento. Ma uno leggermente minore per gli omicidi e molto minore per gli stupri, che sono oggi oltre due volte e mezzo più frequenti di un tempo.

Figura 1 – Tasso di criminalità per 100 mila abitanti, cinque reati, Stati Uniti – 1960-2012

Schermata 2016-09-15 alle 12.26.29

Fonte: Tonry (2014)

Nb: per poter inserire in una stessa figura i dati di cinque reati, i tassi di omicidio e di stupro per 100 mila abitanti sono stati moltiplicati per 10, quelli dei furti in appartamento sono stati divisi per 10.
Se analizziamo, per lo stesso lungo periodo, l’andamento dei furti nei paesi nordici (figura 2) vediamo che, dopo aver toccato il picco all’inizio degli anni Novanta, la loro frequenza è diminuita ovunque, ma in misura diversa, e senza tornare al livello di partenza, quello degli anni Sessanta. Così oggi sia gli svedesi che i danesi corrono meno rischi di essere derubati di venti o venticinque anni fa, ma ne corrono di più rispetto a mezzo secolo fa, e questi rischi sono aumentati ancora di più per norvegesi e finlandesi.
Ma che dire dell’Italia? Lo vedremo la prossima volta.

Figura 2 – Furti ogni 100 mila persone, quattro paesi scandinavi – 1960-2012

Schermata 2016-09-15 alle 12.26.38

Fonte: Tonry (2014)

Nb: i tassi sono stati standardizzati considerando 1 il tasso di furti del 1960. La figura indica le tendenze in ciascun paese relativa al punto di partenza.

Lavoce è di tutti: sostienila!

Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molte altre testate, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

Precedente

Società partecipate, una riforma a metà

Successivo

Il Punto

12 commenti

  1. Grazie per l’articolo. Spero che nel suo prossimo intervento metta dei grafici con dati riferiti anche all’Italia. E’ fondamentale che tutti capiscano quanto è lontana la percezione della realtà dalla realtà stessa. Su tale percezione si fondano paure irrazionali (spesso pilotate ad arte) che portano a scelte sbagliate. In Italia si ragiona sulla base di opinioni, valori, ideologie e ci si rifiuta di analizzare dati e numeri. Questo vale per tanti altri settori della vita civile italiana. Io personalmente conosco il settore ambientale e posso tranquillamente affermare (dimostrandolo) che il nostro sistema energetico e molto più efficiente e meno impattante di quello di altri paesi che vengono preso ad esempio (inclusa la Germania). Curiamo il buono che c’è per costruire il meglio.

    • Luca_ba

      L’analisi, secondo me, omette di affrontare un problema grave che attanaglia la giustizia italiana. Ovvero la totale impunità per alcuni tipi di reati. Lo vediamo comunemente in tutte le città che chi commette reati contro il patrimonio, borseggi, spaccio di droga ed in generale reati non violenti ha la quasi certezza dell’impunità. Questo secondo me crea un grande senso di insicurezza che non sarà mai compensato dal calo dei reati più gravi, a me hanno forzato la macchina almeno sei volte e non ho certo fatto denuncia visto l’inutilità. Oppure altro esempio i furti di rame che fermavano i treni fino alla sostituzione con cavi di alluminio, le persone erano sempre le stesse in alcuni casi abbiamo trovato sulla linea il pomeriggio persone fermate al mattino mentre rubavano i cavi. Aggiungiamo poi che una bella fetta (in alcune città la grande maggioranza) di questi reati sono commessi da stranieri e potremo capire perchè si vive nell’insicurezza. Davigo è una persona seria ma temo che manchi di una capacità di analisi per la quale forse basterebbe un po’ di buon senso.

    • Luca_ba

      Visto che l’altro commento non risulta pubblicato provo a renisnerire almeno i concetti.
      Credo che la percezione di insicurezza sia così grande per la quasi totale impunità che contraddistingue certi reati e che pertanto la grande maggioranza delle persone non si prendono neppure la briga di denunciare. Per fermarsi al mio caso mi hanno forzato l’auto almeno cinque volte ed ho fatto la denuncia solo per la prima tanto per fare un esempio. Aggiungiamo che una corposa fetta di questi reati è commessa da stranieri e si potrà capire il perchè di questa forte insicurezza.

    • Alberto

      Cosa intende con: “il nostro sistema energetico e molto più efficiente e meno impattante…(inclusa la Germania)” ? La Danimarca esporta l’energia eolica la produzione supera del 40% la domanda interna, il tedesco Fraunhofer ISE nel 25 luglio scorso: “la domanda tedesca è stata coperta al 78% dalle fonti rinnovabili”, in Germania il fotovoltaico ha prodotto nel 2015 l’8% dell’elettricità (più o meno come in Italia…).

  2. Alessandro Santoto

    Attendo con estremo interesse i dati dell’Italia e intanto riporto un’osservazione ricavata da un recente tour in Olanda: che si trattasse di grande città (Amsterdam, l’Aja…) o di piccoli paesi, non ho mai visto neanche una volta case che al primo piano avessero inferriate o serrande. A Milano o Roma, invece, è difficile se non impossibile imbattersi in appartamenti che non abbiano le finestre “blindate”. A parte le ovvie differenze che esistono tra un Paese di piccole dimensioni (e ridotta popolazione) e uno invece molto più grande (dov’è più difficile il controllo sociale) mi chiedo se a fare la differenza non ci siano anche altri fattori quali l’efficienza dei sistemi giudiziari, la gestione dei reati come furti ed effrazioni eccetera. Grazie

  3. serlio

    vivo a Bologna, ove la sicurezza non è più garantita, anzi… dai furti in appartamento a quelli nei negozi o alle aggressioni o rapine per strada è diventato piuttosto difficile sentirsi al sicuro e non si tratta dei media che non fanno altro che raccontare cosa accade…
    una città in cui si trovano accattoni ad ogni angolo di strada o di semaforo, in cui intere strade del centro storico sono state ridotte come le periferie più disagiate dai soliti graffitari. In conclusione non vi èpiù, da tempo, governo e controllo del territorio. altro che percezione!

  4. Stefano Andreoli

    Molto chiaro e, per quanto mi riguarda, molto sorprendente. Che spiegazioni si possono dare di queste variazioni così drastiche nel corso del tempo ? Sarei grato all’autore se fornisse un riferimento bibliografico più preciso, per approfondire il tema.

  5. Alberto

    Nella criminalità rientrano diversi reati, asserire che esiste una falsa percezione del fenomeno perché sono drasticamente diminuiti gli omicidi è singolare. L’ISTAT nel suo rapporto annuale (http://www.istat.it/it/files/2015/05/Rapporto-Annuale-2015.pdf) a pag. 238 rileva che sono aumentate furti e rapine. I furti nelle abitazioni sono aumentati del 67% e 45% quelli di destrezza, del 34% gli scippi e del 18% quelli negli esercizi commerciali. Al contrario sono in diminuzione quelli dei ciclomotori (-37%). Tra le rapine un aumento del 85% per quelle in abitazione, per strada del 22%, uffici postali +16% mentre diminuiscono quelli in banca (-30%). Forse la consola che la Svezia è la nazione occidentale con il maggior numero di stupri (66 ogni 100.000 abitanti con una crescita in 40 anni del 1472%); va evidenziato che per la legislazione svedese la molestia rientra nella categoria stupro (fonte: https://it.gatestoneinstitute.org/5224/svezia-stupri).

  6. fatti neri

    quindi i nostri timori sono,,percepezioni perchè lo dicono i dati? mai letta una idiozia maggiore per due motivi: il primo è che la gente neanche sporge più denuncia sapendo che è praticamente inutile, e ve lo dice ex p.iva che ha subito 7 tentativi di furto dove ho dovuto cambiare assicurazione perchè dopo taglio serranda e oiccoli danni dopo anni di pagamento la compagnia si è rifiutata a scadenza il rinnovo polizza…che la dice lunga.il secondo motivo è che quasi sempre sono gli stessi a essere colpiti,,,i ladri vanno dove c’è da prendere, a parte i ruba galline. la realtà è fatta di italiani dentro casa dietro le sbarre e delinquenti in libertà perchè sotto 3 anni di pena, se mai vengono presi e condannati, non finiscono in una cella. basta falsità, siamo allo sbando con aggravio di masse di giovani migranti lasciati bighellonare da mattina a sera nelle nostra città e inevitabilmente anche questi, contribuiscono ai reati. mi dovete spiegare come un soggetto cresciuto senza le nostre regole che non parla e capisce la lingua possa rispettare la miriade di norma che a noi invece impongono?

    • Raffaele Paolo Lavia

      Il fenomeno della mancata denuncia non riguarda certo gli omicidi e i furti d’auto e riguarda difficilmente le rapine. Oltretutto, non è minimamente detto che un tempo la mancata denuncia dei furti in abitazione avvenisse meno frequentemente che ora, tantomeno è vero per gli stupri.

      • Alberto

        Come ha ben fatto rilevare non sono certamente gli omicidi, i furti d’auto e le rapine a non essere denunciate. Sull’asserzione che un tempo le denunce per i furti negli appartamenti fossero, in percentuale, più rilevanti è pressoché impossibile da stabilire con certezza. Certo è che un tempo si poteva, durante la notte, dormire d’estate con le finestre e porte spalancate mentre oggi si controllano le inferiate, la doppia mandata nella porta blindata, se l’antifurto è inserito e se il sistema di videosorveglianza esterno è funzionante. In piccoli Paesini del nord Europa in cui i furti negli appartamenti erano più unici che rari, da qualche anno si sono attrezzati con allarmi e impianti di videosorveglianza. Provi a chiedersi cosa è cambiato negli ultimi decenni e chi sono coloro che con maggior frequenza sono dediti a questa tipologia di reati. Il mercato dello spaccio della droga nelle strade a chi è in mano ? Molti reati neppure più vengono presi in considerazione; sporge una querela per un insulto, per un atto vandalico sull’auto se non è coperto da assicurazione, per il furto di una modesta bicicletta o per un tentativo di scasso contro ignoti ? Un tempo nei paesini di provincia del mostro Paese il furto di galline era una notizia, se l’immagina oggi una denuncia per due galline ? Il problema è complesso e non è certamente con la falsa percezione del problema che convincerà una donna a camminare, senza paura, da sola di notte per rientrare a casa.

        • Raffaele Paolo Lavia

          Guardi che non ho contestato quanto lei sostiene, ma se gli omicidi, i furti in appartamento, gli stupri e le rapine hanno l’andamento descritto dal grafico, tant’è; la misura della mancata denuncia rientra nella sfera delle opinioni. Può darsi che ora si sia più smaliziati, informati e si pongano in atto contromisure idonee per contrastare i reati: se io da bimbo giocavo da solo sul torrente, ora questo è impensabile per mio figlio; le banche adottano delle misure di prevenzione migliori alle rapine, eccetera. Val comunque la pena tener presente che, per quanto riguarda lo stupro, l’ordinamento italiano fino al 1981 prevedeva una vergogna come il matrimonio riparatore, cosa che illustra bene la sensibilità sociale di allora verso questo crimine, sicché non credo che un tempo esso venisse denunciato meno che non ora, semmai il contrario.

Lascia un commento

Non vengono pubblicati i commenti che contengono volgarità, termini offensivi, espressioni diffamatorie, espressioni razziste, sessiste, omofobiche o violente. Non vengono pubblicati gli indirizzi web inseriti a scopo promozionale. Invitiamo inoltre i lettori a firmare i propri commenti con nome e cognome.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén