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  1. giovanni marsiglia Rispondi
    forse sarebbe meglio legalizzare .... http://www.lesurbainsdeminuit.fr/coups-de-coeur-et-autres-coups/8658
  2. Andrea Rispondi
    Lascerei le constatazioni medico-sanitarie al di fuori di un articolo di politica economica. Il fumo di cannabis è potenzialmente più dannoso di quello di sigaretta: innanzitutto la maggiore temperatura dei fumi e la prolungata inalazione risulta in una maggiore incidenza di broncopneumopatia cronica in particolar modo del tipo enfisematoso, il consumo al di sotto dei 21 anni induce disturbi pervasivi dello sviluppo del SNC mentre il consumo al di sopra di questa età è stato dimostrato slatentizzare disturbi psichiatrici nelle persone predisposte. La sostanza causa dipendenza (definita secondo i criteri del DSM-IV) in un 9% dei consumatori. Inoltre, una fiorente letteratura sta sorgendo in merito all’allontanamento scolastico, la delinquenza, l’effetto porta ed altri effetti negativi, le evidenze scientifiche sono al momento insufficienti per esprimersi. Detto questo, io la legalizzerei, ma ponendo una serie di limitazioni: divieto di consumo in luogo pubblico e divieto di commercializzazione di canne rollate a macchina o già rollate per limitare il consumo alle dosi a cui sono stati provati gli effetti, limite alla concentrazione massima di THC con registrazione delle piantagioni e con rimando sul singolo prodotto alla piantagione di fornitura, divieto di consumo al di sotto dei 21 anni. In merito all'aumento del consumo con la riduzione del costo il mercato degli stupefacenti si è dimostrato in generale possedere una domanda inelastica pertanto non influenzata dal costo.
    • Albert Knox Rispondi
      La ringrazio per l'attenzione, ma forse ha fatto confusione in quanto la mia precisazione era di contenuto, e riguardava l'uso inappropriato di lessico, fatto senza troppe colpe dal dott. Russo, ma fatto quotidianamente da giornalisti, ministri (vedi Lorenzin che non ha la minima idea di cosa si parli) e genitori come ultima conseguenza. Comunque complimenti per aver sfoggiato le sue conoscenze!:)
  3. Albert Knox Rispondi
    Gentile Dott. Russo, Nonostante l'interesse suscitato dal suo articolo, molto ben scritto e sul punto, mi duole farle una precisazione riguardo una nozione che durante il suo eccellente percorso accademico non ha acquisito. Quella che Lei, e alcuni servizi di informazione, chiamano Amnésia è un falso mito creato da giornalisti incompetenti e poi ripreso da persone come lei, che senza colpa, non ne sanno dell'argomento. La Amnésia è un tipo genetico di pianta di marijuana, non particolarmente diverso da altre, molto buono, e non "tossico". La Amnésia che conoscete Voi, e che continuando a riferirsici così la gente conoscerà, è semplicemente cannabis di bassissima qualità con l'aggiunta di additivi (chimici o no, chi lo sa) allo scopo di aumentarne peso ed effetto. Tutto ciò è verificabile da qualunque persona con un po' di intelletto che ricerca in maniera critiche le cose nel web. Spero ravvisi il suo errore nel lessico utilizzato e cambi formulazione. La ringrazio comunque per il resto dell'esposizione che ho trovato interessante. Cordialmente,
  4. Carlo Capuano Rispondi
    Gli unici aspetti negativi di una eventuale liberalizzazione sembrano quelli collegati ad un aumento del consumo di marijuana per il minor costo e l'eventuale iniziazione verso droghe più pesanti. Sarebbe però interessante capire eventuale sostituibilità o complementarietà con alcool. Una possibile sotituibilità percepita dai giovani almeno avrebbe rilevanti conseguenze non solo sulla spesa sanitaria.
  5. Ferdinando Brandi Rispondi
    Purtroppo non è "noto" quasi a nessuno ( ahimè cosa è l'informazione...!) quanto gli organismi scientifici più autorevoli europei e mondiali hanno ampiamente stabilito; e cioè che la sostanza, che ha il maggior impatto di violenza, costi economici e sociali, in un rapporto che potrebbe essere almeno di 10 a 1 e che sul piano degli effetti è da considerarsi droga ( al di là degli aspetti legali) , è l'alcol. E' possibile ovviamente acquisire tutta la documentazione scientifica volendolo. Da un punto di vista scientifico ( v. OMS) per droga infatti deve intendersi “qualsiasi sostanza che introdotta in un organismo vivente ne modifica il funzionamento e/o gli atteggiamenti sia fisici che psichici”. Essa determina assuefazione e dipendenza, tolleranza e asssuefazione ed è associata molto spesso sul piano personale e sociale a comportamenti violenti ( come è per l'alcol appunto). Peccato che si associ il termine droga solo all'aspetto legale. Il problema vero è la cultura di questo paese. Il tema sarebbe amplissimo.