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  1. SpeculaThor Rispondi
    Dio mio che superficialità, immagino che sia voluta. Innanzitutto le 3 grandi T (Ttp x Asia, Ttip x la Nato Economica, Tisa x servizi) svolgono funzione GeoPolitica nel lungo termine di Contenimento Accerchiamento di Cina&Russia (e Brasile?) stranamente tutte Escluse da tutti e tre i nefoziati. Le 3 T servono perchè con entrata Cina in Wto esso è diventato un pò meno FiloUsa e quindi bisogna disintermediarlo. Dopodichè con clausola Dispute Settlement Agreement le Multinazionali accedono a Tribunali Internazionali Speciali che possono Annullare le Leggi degli Stati Semi Democratici (spesso Clientelari) in contrasto con i loro Interessi Privati Grandemente Sempre Più Concentrati in poche mani (inequality). Un ulteriore passo verso totale Commissariamento Politica da parte del Grande Capitale Globale. Nn è Marxismo. È mera evidenza. Roba da ritorno al capitalismo selvaggio dell'800. I danni che Globalizzazione ha portato a Distruzione Ex Ceto Medio Occidentale neppure un cieco, se intelletualmente onesto, puó dire di nn vederli. Concordo però con Lei su un punto: fra qualche anno li stipuleranno col nome cambiato e Saltando il Consenso del Ex Ceto Medio Ignorante anche grazie alla Segretezza che li avvolge ed alla Censura Scientifica dei Media. Purtroppo il processo di Commissariamento delle Democrazie è un Destino Secolare irreversibile. Spiace solo veder che una giovane intellettuale in carriera nn se ne avveda. Spero possiate e vogliate pubblicar questo mio pensiero
    • claudio dordi Rispondi
      Mi scusi, la rimando al mio commento al Sig. Matteoli quanto al sistema di soluzione delle controversie sugli investimenti. Sulla globalizzazione, io aprirei un dibattito piu' ampio. Mentre economisti autorevoli ritengono che la crisi del ceto medio sia imputabile anche ad altri fattori, cosa diciamo alle centinaia di milioni di Cinesi, persone del sud-est Asiatico e anche Africani che hanno goduto dei vantaggi della liberalizzazione degli scambi?
      • Pierluigi 1 Concorsista Rispondi
        Sugli autorevoli economisti la informo che negli ultimi 100 anni ne han azzeccato molto poche (le scienze sociali son ideologie travestiste da tecnica). Su globalizzazione se lei ha letto ciò che ho scritto avrà notato che ho parlato di Ceto Medio Occidentale cioè di NOI. Che i tassi di iniquità siano aumentati all'interno dell'Occidente ma diminuiti tra Occidente e Dm è cosa nota. Ma la Nostra pelle è all'interno dell'occidente. Sulle dispute vado a leggere e poi le dico. PS: GeoPolitica sta sopra Economia, approfondisca
      • Pierluigi 1 Concorsista Rispondi
        Rettifica: tra Occidente ed EM Emerging Mkt
      • Massimo Matteoli Rispondi
        Sul problema delle controversie internazionali è vero che dalla Commissione si spinge per una vera e propria Corte Internazionale, ma non mi risulta che questa proposta sia stata accolta al tavolo di negoziazione da parte degli USA.
  2. Maurizio Cocucci Rispondi
    Mi permetta di rilevare alcune inesattezze che ha scritto. Siegmar Gabriel non è solo il vice cancelliere del governo tedesco ma anche ministro dell'Economia, quindi la figura competente per seguire il trattato in questione. Alla domanda sul TTIP egli non ha affermato che "ufficialmente" è concluso, bensì che "de facto" è fallito per le ragioni che ha poi espresso in un paio di frasi che pochi menzionano, tra cui Lei: "Dopo 14 round di incontri su 27 aree tematiche diverse non si è arrivati ad un solo accordo su una di esse." e poi: "Il fallimento è dovuto al fatto che noi come europei non possiamo sottostare alle richieste USA". Insomma non si è raggiunto un accordo che sia uno, perché gli americani non hanno voluto venire incontro alle richieste europee. La seconda inesattezza riguarda l'affermazione secondo cui l'accordo con il Canada (CETA) sarebbe stato "lasciato in balia" dei governi nazionali, mentre questo passaggio è invece sempre previsto dai trattati. La Commissione Europea non è titolata a concludere alcun trattato, ma solo di giungere ad un accordo che deve sempre essere ratificato all'unanimità da tutti i Paesi membri e questo vale per il CETA come, eventualmente, per il TTIP. Concordo invece con l'affermazione che nessun trattato è preferibile ad un cattivo trattato. Ebbene, secondo Lei si stava procedendo verso un buono o cattivo trattato considerate le rigide posizioni USA? Quindi di quale occasione persa stiamo parlando?!
    • claudio dordi Rispondi
      Mi permetta un intervento a difesa dell'autrice. Il negoziato e' davvero molto duro per le differenti posizioni negoziali dei due contraenti. Tuttavia, la dichiarazione di Gabriel e' chiaramente ispirata da motivi politici, in quanto il fatto di non aver concluso nulla dopo 14 rounds non e' assolutamente una giustificazione per dichiararne, anche "de facto", il fallimento, in quanto, molto spesso, la composizone delle divergenze negoziali arriva solo negli ultimi rounds dei negoziati. Quanto al ruolo della Commissione: non vedo in alcuna parte l'affermazione che la Commissione e' titolata a concludere il trattato. E' invece inesatto, mi perdoni, dire che un accordo "deve essere sempre ratificato all'unanimita' da tutti i paesi membri". Questo vale, infatti, solo nel caso in cui il trattato non sia di esclusiva competenza dell'UE. Con il CETA la Commissione ha sottoposto la proposta al consiglio, in effetti, di considerare l'accordo quale un "accordo misto", ma il tema e' ancora oggetto di molti dibattiti, tanto e' vero che per un accordo simile, quello con Singapore, la Commissione ha chiesto un intervento chiarificatore alla Corte di Giustizia, per capire se l'accordo e', o meno, di competenza esclusiva dell'Unione.
      • Maurizio Cocucci Rispondi
        Sarebbe opportuno che comprendesse il contenuto dei commenti e che fosse chiaro su cosa si sta discutendo. Io ho inizialmente voluto precisare sul fatto che il ministro tedesco Siegmar Gabriel, rispondendo ad una domanda, ha semplicemente affermato che a suo avviso l'iter negoziale è ad un punto morto e che di fatto è fallito. Non ha affermato, come qui si intende, che le trattative devono cessare, tant'è che il giorno successivo la Commissaria in conferenza stampa ha affermato che loro intendono proseguire i lavori, anche se subito dopo il governo francese ha fatto eco in modo ancora più drastico alle perplessità tedesche. Ora, la motivazione qui interessa poco, fatto sta che ad oggi dopo oltre due anni di incontri non si è giunti ad un solo punto di accordo. Lei è libero di non ritenerlo significativo, io invece credo che lo sia. Quanto alla seconda parte, il tema sono i trattati di libero scambio, non i pomodori, l'olio o altro da un Paese extracomunitario. In questo ambito la Commissione non è mai titolata a chiudere accordi in via definitiva, ma la bozza (chiamiamola così) deve essere sempre ratificata da tutti i governi, questo vale per CETA come, eventualmente, per il TTIP (e per qualsiasi altro di questo genere). La frase che ritengo non corretta é: "Com’è avvenuto nel caso del Ceta, l’accordo commerciale concluso con il Canada, in balia dei parlamenti nazionali." Se ha dubbi mi indichi gli articoli dei trattati e andiamo a verificarli.
  3. Massimo Matteoli Rispondi
    Chi parla di "libero commercio" per descrivere il contenuto delle intese in discussione con Usa e Canada vede solo una parte del problema, di sicuro la meno importante. Penso che le tariffe doganali tra le due sponde dellAtlantico non siano mai state così basse e sugli altri effetti "taumaturgici" contro i produttori di "parmesan" e simili, mi permetto di essere come minimo dubbioso. La questione vera è quella della giustizia arbitrale che permettebbe alle multinazionali Usa e Canadesi di citare gli Stati contro qualsiasi norma di legge futura votata dai nostri Parlamenti (o da quello Europeo) che danneggi i loro interessi. In pratica i trattati diventano la "norma costituzionale", per di più di fatto immodificabile, dei nostri paesi. E' giusto vedere annullato così il "potere della legge" votata dai Parlamenti, e quindi in ultima istanza da noi cittadini ? Ed, aggiungo, siete sicuri che sia anche conveniente o che in questo modo non si vendano "il nostri diritti" per un "piatto di lenticchie"?
    • claudio dordi Rispondi
      Mi scusi, ma lei dove ha letto che verra' istituita "una giustizia arbitrale che permetterebbe alle multinazionali USA e Canadesi di citare gli stati contro qualsiasi norma di legge futura votata dai nostri Parlamenti"? Una lettura del capitolo su investimenti del CETA chiarifica come gli Stati hanno pienamente il diritto di tutelare i propri interessi pubblici legittimi, inclusi la tutela dell'ambiente, cosumatori, salute, etc." Peraltro, il nuovo sistema dell'UE, recentemente incluso nel CETA, stabilisce un nuovo sistema di soluzione delle controversie. Io porrei una questione: perche' in Italia gli investimenti diretti esteri sono cosi' limitati? Ha visto qual'e' la classifica dell'Italia, nel "doing business in" riguardo ai "tempi e oneri di pagamento delle imposte"? O la classifica per la soluzione delle controversie civile e l'enforcement dei contratti?
      • Pierluigi 1 Concorsista Rispondi
        Le faccio una domanda SEMPLICE. Con la nuova clausola proposta nel Ttip (che cmq fra qualche anno verrà firmato col nome cambiato) le Multinazionali avranno maggior Potere in Europa di far causa agli Stati cioè alle Democrazie x bloccare le Leggi che in qualche modi Limitano il Loro Profitto sempre più Accentrato ? Ovvero il Commissariamento della Politica da parte del Grande Capitale Globale sarà ancor più forte ? Risposta di chiunque sia sano di mente ed intelletualmente onesto: SÌ. Dopodichè la mia opinione sui costi/benefici è sfavorevole mentre la sua è favorevole. Ma se smentisce anche l' evidenza che ho posto in premessa, beh allora nn ci siamo.
      • Pierluigi 1 Concorsista Rispondi
        PS: e poi come mai così tanta Segretezza sui negoziati sino a poco tempo fa ? Perchè han paura che la gente sappia in anticipo i contenuti x dare assenso o protestare ?