Lavoce.info

L’Italia rischia una crescita giapponese? Magari

Dopo Il ritorno dell’economia della depressione di Paul Krugman, il Giappone è diventato un caso da manuale di un paese soffocato dal troppo debito e dalla deflazione dopo lo scoppio di una bolla immobiliare. L’idea prevalente è che il Giappone sia in declino economico più o meno dall’inizio degli anni ’90. Le cose, come mostra il grafico, non stanno proprio così.

Schermata 2016-08-24 alle 09.59.41

La crescita post-1991 del paese del Sol Levante certamente impallidisce rispetto alle performance ottenute nei decenni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Prima del 1991 si facevano previsioni non sul “se” ma sul “quando” di un clamoroso sorpasso del Giappone rispetto agli Usa, un po’ come è avvenuto negli anni scorsi per la Cina. E’ però bene tenere a mente che, nonostante tutto, il Pil giapponese a prezzi costanti (la misura abitualmente utilizzata per valutare se un paese cresce) è salito di circa un quinto  – del 20,6 per cento, per la precisione – tra il 1991 e il 2015. In parallelo, il Pil dell’Italia saliva solo del 15,4 per cento. Nel frattempo, ad esempio, il Giappone è anche riuscito a riassorbire la crisi post-Lehman. Mentre il Pil italiano scendeva dell’8,3 per cento tra il 2007 e il 2015, quello giapponese saliva dell’1 per cento. Quando dunque si parla di rischio Giappone per l’Italia ci si riferisce (o ci si dovrebbe riferire) al fatto che l’economia italiana rischia di incamminarsi (o si è già incamminata) su un sentiero di crescita sistematicamente inferiore a quella del passato. Riuscire a sostenere il passo del Giappone degli ultimi venticinque anni sarebbe invece – paradossalmente – una buona notizia per l’economia italiana.

Lavoce è di tutti: sostienila!

Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molte altre testate, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

Precedente

L’Europa e l’Italia dopo Ventotene

Successivo

Le virtù nascoste dell’incertezza economica

  1. EzioP1

    Sarebbe interessante vedere questo diagramma con l’aggiunta della situazione della crescita italiana e dei rispettivi debiti pubblici.

  2. Amegighi

    Stiamo sempre parlando di un’economia che vanta industrie multinazionali enormi nei campi tecnologici più avanzati, da quello meccanico, navale, automobilistico e oltre, fino a quello informatico e biotecnologico farmaceutico.
    Un Paese dotato di superinfrastrutture.
    Lo Shinkansen c’è dal 1964. La TAV pienamente compiuta devo ancora vederla, a parte i soldi già sborsati.
    Credo che i paragoni non si possano proprio fare, e che il grafico e i dati citati denuncino impietosamente lo stato disastroso della nostra economia e del suo futuro (soprattutto) senza idee nè percorso.

Lascia un commento

Non vengono pubblicati i commenti che contengono volgarità, termini offensivi, espressioni diffamatorie, espressioni razziste, sessiste, omofobiche o violente. Non vengono pubblicati gli indirizzi web inseriti a scopo promozionale. Invitiamo inoltre i lettori a firmare i propri commenti con nome e cognome.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén