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  1. Mauro Rispondi
    In questi giorni si sta " discutendo" di riforma delle pensioni a parte di ciò che conta : - ricongiunzione gratuita della gestione separata anche con casse previdenziali diverse da INPS - riduzione costi degli anni di riscatto universitari ( così molti verserebbero non scoraggiati dagli alti costi attuali ) - riduzione riscatto volontario degli anni della gestione separata INPS ( i costi odierni sono elevati e vale il commento del punto precedente ) - maggiore flessibilità in uscita per tutti a partire da 58-60 anni per lasciare acasa chi è stanco e poco produttivo e lasciare spazio ai giovani ( si chiama favorire il ricambio generazionale ) - visto che alla fine è il montante contributivo di ognuno a fare testo per l' importo della pensione che poi si riceverà non capisco, perché non applicare i punti precedenti. Ad oggi si parla solo di " specchietti per le allodole " come 80 euro e qualche piccolo bonus forse con lo scopo di favorire il vicino referendum. Grazie
  2. Pan Rispondi
    Sono veramente INDIGNATO che questa GENIALATA dell'APE venga anche solo presa in considerazione. Qualcuno è in grado di darmi almeno 1/10 di motivo valido per il quale io dovrei andare in banca a chiedere dei soldi sui quali poi ci pago le tasse, i contributi, irpef reg. com. ecc ecc? Questa "rapina" è proposta/imposta, guarda caso a chi ha contributi retributivi fino al 2011, ho scritto imposta perchè sicuramente le aziende che licenzieranno il personale a 62 anni, costringendolo a utilizzare l'APE, avranno un bel BONUS. Fermo restando che chi ha 62 anni adesso sa benissimo che i contributi versati dal 2012 valgono un'elemosina dovrebbe almeno poter scegliere di : 1) Stoppare il montante maturato adesso. 2) Andare in banca tramite L'INPS e decidere quanti soldi prendere solo x campare e non per versare contributi e tasse. 3)Alla fine dei 3/4 anni di APE percepire la pensione ferma a 4 anni prima. 4) Naturalmente chi potrà vivere senza andare in banca, risparmi/TFR, sarà libero di farlo.TUTTO QUESTO NON COSTA NULLA A NESSUNO. Ho quasi 58 anni e fra 4 anni dovrei andare in pensione anticipata, 43 anni e 3 mesi di contributi, quindi retributivo fino al 2011, FORTUNATAMENTE non dovrei essere...punto ...dall'APE, regina di tutte le rapine. Fate bene i calcoli voi che avete 62 anni...siete/siamo gli ultimi che vivremo in modo dignitoso!! Non fatevi trasformare in poveri come purtroppo accadrà a milioni di persone in futuro. Cordialmente.
  3. Andrea Chiari Rispondi
    Perchè escludere dall'APE le vecchie pensioni di anzianità (oggi: anticipate) e limitarlo solo alle pensioni di vecchiaia? Se non ci sono costi per l'erario lasciamo questa possibilità a chi, tanti o pochi che siano, se ne voglia usufruire.
  4. Alessandro Rispondi
    Non sono d'accordo con lei sui benefici ai conti pubblici della riforma Fornero. Infatti in quattro anni (2012-2015) la Riforma Fornero ha creato un extra-deficit pensionistico di 106 miliardi (da una media annua pre-Fornero di max 30 miliardi, alla media annua di 56 miliardi dal 2012 al 2015, dati INPS). La Fornero ha in modo altisonante chiamato la sua Riforma "Disposizioni per la crescita, l'equità, il consolidamento dei conti pubblici". Risultati: PIL -4,1% (2012-2015); Debito pubblico (+13,9% inizio 2012-fine 2015). Commento: la solita eterogenesi dei fini.
  5. Lorenzo Rispondi
    Non accetto questa logica tutta all'interno della spesa pensionistica, esclusi sacrosanti tagli alle pensioni più alte. Il problema da una parte è quello dell'equità, e quindi si recuperino risorse su grandi patrimoni e spese improduttive, anche di figure dirigenziali inefficienti. In secondo luogo è una questione di giustizia e di moralità: non puoi far pagare con pesanti penalità chi ha lavorato e pagato fino all'ultima lira le tasse per tutta la vita e vuole anticipare di 2 o 3 anni rispetto alla diffusa condizione di evasione e di privilegi nel paese. Se questa classe politica non ha il coraggio necessario è sicuramente destinata ad essere travolta. Ci sono stati chiari segnali, mi pare!
  6. antonio petrina Rispondi
    LA soluzione proposta sposta il problema sull'indebitamento privato, di cui l'Italia primeggia per virtuosità nel contesto europeo, a fronte del livello altissimo del debito pubblico.
    • Emanuele. Rispondi
      Concordo, aggiungo solo che siamo appena all'inizio.
  7. Giuseppe Rispondi
    Se è vero che, senza ricorrere al prestito, nel breve periodo la spesa a carico dell'INPS aumenterebbe, occorre tener conto che nel lungo periodo le casse dell'INPS ne avrebbero invece grandi risparmi. Faccio un esempio numerico con numeri che conosco ed esagerando di proposito la flessibilità. A fine anno compirò 57 anni e dovrei andare in pensione a Dicembre 2027, cioè a 68 anni, approssimativamente col 75% del mio ultimo stipendio. L'aspettativa di vita credo che sia intorno a 84 anni, cioè 16 anni di pensione. Quindi l'aspettativa di spesa per l'INPS sarà pari a 12 volte il mio ultimo stipendio. Se decidessi di andare in pensione addirittura alla fine del 2019 (cioè ben 8 anni prima del previsto) quel 75% dovrebbe essere moltiplicato per 16/(16+8), cioè percepirei il 50% del mio ultimo stipendio. Quanto mi costerebbe? Non poco, è vero, ma sarebbe una mia scelta in assoluta libertà e sapendo cosa mi aspetta: 1) incasserei un TFS anticipato, ma ridotto, rispetto ad andare in pensione regolarmente a 68 anni; 2) tra i 60 e i 68 anni percepirei il 50% del mio ultimo stipendio 2019 invece che il 100% di uno stipendio presumibilmente in crescita fino al 2027; 3) oltre i 68 anni percepirei una pensione inferiore anche al 50% di quello che sarebbe stato il mio ultimo stipendio a fine 2027. L'INPS risparmierebbe, quindi, sul mio TFS ed anche sulla mia pensione, perché la percentuale risulterebbe ridotta in base agli anni, ma l'ultimo stipendio sarebbe più basso.