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  1. Marco Rispondi
    Il confronto tra Paesi tradizionalmente cattolici e Paesi tradizionalmente protestanti è continuativamente impietoso in termini di libertà civili, abitudine al pensiero critico e razionale, prosperità economica. Il 20 settembre di 146 anni fa lo Stato della Chiesa veniva espugnato dal laico Regno d'Italia ma, con un'abilità del tutto latina, vincitori e vinti si sono presto confusi, portando il Belpaese, ancora un secolo e mezzo più tardi, ad essere nel confronto internazionale molto più vicino ad una teocrazia che ai Paesi scandinavi cui retoricamente si dice di voler sempre tendere. Il tempo avrà ragione di tutto e di tutti, spiace però dover vivere nel passato e perdere continuamente possibilità preziose a scapito di chi gode di environment meritocratici basati sul pensiero logico applicato.
  2. Alberto F. Rispondi
    Sono un sostenitore della liberalizzazione della cannabis per lo più per ragioni etiche che per altro, ma temo che il percorso di liberalizzazione di questa sostanza si sconterà violentemente con la retrograde cultura del nostro paese. Sono però altrettanto convinto che, grazie alle pessime condizioni delle nostre finanze, 6 Mld € di nuovo gettito non potranno che eradicare ogni dubbio, anche dei più politici più ipocriti. Inutili invece i dibattiti su: educazione dei consumatori, controllo del consumo, riduzione degli introiti delle mafie, occupazione, presunta relazione con altre droghe. Un'operazione giusta quindi, fatta per i motivi sbagliati.
  3. MP Rispondi
    Sono basito dalle conclusioni alle quali si giunge nell'articolo, che è basato essenzialmente su valutazioni di carattere fiscale e sui vantaggi - ovviamente economici - che lo Stato potrebbe avere dalla liberalizzazione della cannabis. A me pare che la questione sia più complicata e che si debba tener conto degli effetti disastrosi che lo 'spinello' produce sulle capacità cognitive soprattutto dei ragazzi nell'età dello sviluppo. Se ora che esiste un divieto nessuno si preoccupa di farlo rispettare, mi chiedo cosa succederà nel momento in cui lo 'spinello' sarà diventato legale. Infine, mi pare che le tabelle pubblicate contengano dati in contrasto con le conclusioni alle quali vuol arrivare chi ha scritto l'articolo. Ma poi - vorrei chiedere a chi sostiene di aver fatto uno studio approfondito sulla questione - siamo certi che gli eventuali guadagni dello Stato per gli introiti fiscali non corrispondano ad altrettante spese sul fronte sanitario? Ci si preoccupi, piuttosto, di liberalizzare la prostituzione, che porterebbe allo Stato gli introiti fiscali tanto cari a qualcuno e gioverebbe alla sanità pubblica, nonché alle condizioni di tante donne sfruttate in modo inverecondo. Qui non si tratta di avere paura della cannabis, ma della superficialità delle 'soluzioni' facili che spesso ci si sente proporre in nome di un malinteso diritto alla libertà a danno degli altri.
  4. Claudio Rispondi
    Sono per la legalizzazione ma a condizione che vengano notevolmente inasprite le pene per chi viene trovato a guidare in stato alterato, lo stesso vale per chi ne fa uso sul luogo di lavoro o in presenza di minori. Multe salatissime e ritiro immediato delle licenze a vita per chi viene sorpreso a venderne a minorenni.viene Legalizzare è bene, controllare e sanzionare è meglio.
  5. Cesare M. Rispondi
    La liberalizzazione delle droghe leggere ricalca il solito tracciato della concessione di libertà e diritti indiduali, tutti fessi credendo di avere la libertà di fare ciò che più ci aggrada mentre ci vengono sottratti sotto il naso i diritti sociali, vedi definizione della TRECCANI: In senso lato, per d.s. si intende il complesso delle tutele e dei servizi erogati dallo Stato e dagli enti locali al fine di garantire una rete di protezione sociale: istruzione, sanità, pensioni, previdenza sociale (in caso di malattia, gravidanza, disoccupazione), servizi socio-assistenziali (per bambini e ragazzi senza famiglia, anziani, malati cronici e disabili). In fondo è questo che il liberismo vuole, generazioni di giovani inebetite incapaci di reagire.
  6. Francesco R. Rispondi
    I dati mi sembra dimostrino il contrario di quanto sostiene il rpfessor David. C'era un netto trend di calo dei consumatori fino alla liberalizzazione che nell'utlimo anno inverte la corsa e risale. E per quanto riguarda i guidatori a calare molto sono i consumatori di alcol (mille in meno) mentre quelli di cannabis rimangono stabili (avrebbero forse potuto calare anche loro senza liberalizzazione). Più che quanta paura per una pianta, quanto "tifo" per la sua liberalizzazione. Cordiali saluti
    • Francesco D. Rispondi
      Un netto calo di cosa? Dal 2009 al 2013 si era passati dal 43 al 37%, e nel 2015 siamo risaliti al 38, non mi sembra che si possa parlare di differenze nette. Per quanto riguarda i guidatori, non ti è ben chiara come funzioni la statistica? Certo, il numero dice che hanno fermato circa 1000 guidatori in meno sotto l'effetto di soli alcolici, ma dice anche che ne sono stati fermati 1000 in meno in assoluto.. se quei 1000 mancanti fossero finiti tutti tra i consumatori di marijuana sarebbe stato un problema ma così non è stato.
  7. Umbe Rispondi
    ...sulle percezioni dell'agente ?... E se fossero in contrasto con le percezioni della "casalinga di Voghera ?"... Penso sia rimasta invariata anche la percentuale di cervelli che va in "palta"...e quanto costa la gestione di questa palta ?
    • alberto ferrari Rispondi
      Sicuramente meno di quanto costa oggi il mercato illegale legato alla delinquenza ai furti alla prostituzione direttamente o indirettamente legata al commercio illegale.
    • sottoscritto Rispondi
      Buonasera Umbe. Evidentemente non è informato in merito agli effetti della sostanza in questione, l'opinione da lei espressa lascia quindi il tempo che trova. Se fosse informato saprebbe che alcol e tabacco causano danni enormemente maggiori per la società, in termini di salute e costi. Sarebbe favorevole a vietarli?
      • Massimo Maraziti Rispondi
        Guardi che la letteratura medica e' piena di ricerche sui danni gravi della cannabis, in oarticolar modo sui cervelli degli adolescenti, che si sono aggravati negli ultimi anni per l'accresciuta percentuale di principio attivo. Il tabacco, per limitare l'uso del quale sono state adottate molteplici misure, non crea danni cerebrali. Quanto all'alcool, lo assumo quotidianamente, ma non mi ubriaco da decenni. La xannabis invece e' solo per lo sballo. In altre parole un uso corretto dell'alcool e' possibile, della canbabis no. Detto questo, il circuito poliziotto-giudice-carcere si e' dimostrato inefficace e sembra necessario escogitare altri strumenti per scoraggiare l'uso della cannabis, soprattutto ma non solo fra gli adolescenti.
        • fatti neri Rispondi
          putroppo lo spinello è solo il primo passo......c'è ben altro a seguire che DEVE far riflettere a lungo il legislatore. credo che come paese NON siamo pronti, troppa ignoranza, scarsissime attività pubbliche per i giovani e poco lavoro oggi si traducono in OBLIO PERENNE che il numero di inidenti stradali del sabato notte certifica, purtroppo. cordiali saluti
        • stefano delbene Rispondi
          Ci indica per cortesia, le fonti dalle quali ha tratto queste informazioni, sugli effetti negativi sul piano cerebrale dell'uso di sostanze stupefacenti, e delle conseguenze dell'uso del tabacco da sigaretta? Quanto all'alcol, le posso dire che il direttore del Sert della ASL di Genova, sostiene che non vi può essere uso corretto, ma solo abuso.