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  1. Alberto Rispondi
    In primis l’articolo parla erroneamente di “rifugiati” (il termine si riferisce ad uno specifico status giuridico riconosciuto da uno Stato) mentre sarebbe più corretto usare “immigrazione irregolare”; tra questi ci saranno poi certamente anche i rifugiati. Poi sui valori “spesa pubblica per i rifugiati” riportati nella tabella, l’autore dimentica che questi sono costi diretti destinati alla gestione del fenomeno, ma nella “spesa pubblica” rientrano numerosi altri costi quali sanitari (una banale appendicectomia costa decine di migliaia di euro), i costi delle forze dell’ordine e della giustizia per la gestione non sempre pacifica di queste persone per citarne solo alcune. In Germania sono state effettuate delle analisi sui costi per insegnare la lingua tedesca (livello C1), per la durata almeno biennale con corsi intensivi, ai diplomati di lingua araba e si parla di svariati miliardi di €. Il 60% degli etiopi sono semianalfabeti e immagini i costi per l’apprendimento della lingua (livello B1) e scolarizzazione di un adulto quarantenne per i prossimo 10 anni. In modo analogo i costi per la costruzione delle abitazioni per milioni di persone e altre voci; sono cifre che superano abbondantemente i 35 € giornalieri.
  2. Massimo GIANNINI Rispondi
    In attesa di poter riformare il regolamento di Dublino mi sembrerebbe giusto che i costi per l’accoglienza rientrassero negli Aps (aiuti pubblici allo sviluppo), cioè i fondi destinati alla cooperazione internazionale soprattutto a livello europeo. I costi dell'accoglienza dovrebbero essere coperti dai fondi europei destinati alla cooperazione allo sviluppo in modo da poter poi armonizzare le politiche e il controllo.
    • andrea stocchiero Rispondi
      non sono d'accordo con il commento: usare i fondi dell'aiuto è un'altra forma di fomentare la guerra tra poveri. I fondi per l'aiuto hanno la finalità della lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo, l'accoglienza dei rifugiati deve avere un suo capitolo di bilancio ad hoc. Eventualmente perchè non usare invece i fondi spese per gli armamenti per finanziare invece l'aiuto e l'accoglienza? perchè non arrivare finalmente all'imposizione di una tassa sulle transazioni finanziare a livello europeo contro la speculazione (il cui regolamento si sta discutendo da oltre 2 anni) per finanziare lotta alla povertà e accoglienza?