logo


  1. Mario Rispondi
    Il problema delle ct è la loro composizione naif: vale a dire "giudici" avulsi dalla più elementari nozioni di diritto (geometri, ing. & C) che discettano di cfc, frodi carosello etc in libertà...Il pdl Ermini poi è altrettanto naif: non affronta in alcun modo la competenza tecnica dei giudici (non è affatto detto che i togati siano ferrati in materia). Roba da far tremare i polsi ad ogni contribuente: non sono forse i tributi la linfa di ogni Paese tanto da essere materia esclusiva di ogni Stato anche nei trattati Ue?. Se poi si dice questa faccenda dei giudici geometri agli investitori esteri quelli si mettono a ridere a crepapelle ed in italia non investono neanche un euro..Non sarebbe ora di pensare ad bel concorso per titoli ed esami per avere una magistratura tributaria professionalizzata?
    • dean Rispondi
      non vorrei si buttasse il bambino con l'acqua sporca, e mi spiego. Non conosco un solo togato in grado di scrivere una sentenza decente se si discute di contabilità aziendale. Sicché se passasse la riforma Ermini si correrebbe il rischio che nella metà dei contenziosi tributari se debba poi nominare un CTU in grado di spiegare al giudice-giurista quel che oggi è patrimonio assodato del Collegio tributario. Il problema vero, in realtà, è la collegialità: se i giudici togati abdicano al loro ruolo continueremo ad avere sentenze ridicole in punto di diritto (magari per una male intesa giustizia "sostanziale"), sicché aumenterà sempre di più il carico di lavoro della Corte di Cassazione e, a breve, il sistema imploderà
  2. Dario Quintavalle Rispondi
    La Giurisdizione Tributaria è una sorta di giurisdizione domestica, patrocinata dal Ministero dell'Economia: quindi manca di caratteristiche di terzietà. I suoi giudici non sono professionisti. Non si capisce perchè dovrebbe essere annessa ai tribunali ordinari, visto che la natura del suo contenzioso è amministrativa. Semmai dovrebbe passare ai TAR.
    • Marco Greggi Rispondi
      Credo che lei faccia riferimento all'inquadramento del personale delle Segreterie. Su questo ha ragione, ma non credo che tale circostanza infici la terzietà e l'imparzialità dell'organo giudicante. Molti magistrati sono di carriera, oggi: ma il tema è che essi sono sì straordinari professionisti, ma in altri rami del diritto (penale, civile, ...). Si dedicano al diritto tributario con abnegazione, ma hanno comunque a disposizione solo 24 ore nell'arco di una giornata, e come è naturale che sia assegnano delle priorità nella loro agenda. Infine, le sue opinioni sulla natura della giurisdizione tributaria sono supportate da autorevolissima dottrina, ma esistono anche chiavi di lettura diverse, e il confronto costruttivo continua.
  3. luca Rispondi
    In verità il sistema è già messo male ora che vede circa la metà delle controversie finire male per lo Stato. In materia tributaria oggi vige anche la normativa europea e spesso noi ci troviamo impreparati. Forse il problema vero sarebbe di formare persone veramente all'altezza del compito, intendendo così sia chi giudica sia chi istruisce gli accertamenti/verifiche fiscali. I numeri parlano chiaro!
    • Marco Greggi Rispondi
      Il tema della formazione (continua) riveste una importanza centrale per una giurisdizione tributaria efficace ed è sicuramente l'ambito nel quale conviene investire le poche risorse a disposizione. Sia la Magistratura che le Università hanno centri che si dedicano a questo. Anziché selezionare i giudici tributari solo su base concorsuale sarebbe opportuno forse mantenere in organico solo quelli che si impegnano (con profitto) in programmi formativi e di aggiornamento.