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  1. Josef Rispondi
    c'è chi dice che il Regno Unito sia uscito per sfuggire al tentativo del suo assorbimento da parte di questa entità denominata UNIONE EUROPA, dove la fanno da padrone le Multinazionali Private e i Grandi Apparati Bancari e Militari. Con la Brexit, il Regno Unito ha ribadito la Sua indipendenza innanzitutto dalla BCE, dai piani militari NATO ed dell'Unione Europea, nonchè dalle scellerate politiche commerciali imposte dall'Unione Europea verso la Russia; ecco forse il cuore del problema sono i rapporti militari, economicie finanziari tra UE e Russia, terreno su cui il Regno Unito può ora decidere di avere una propria politica globale completamente autonoma rispetto al quella di Stati Uniti e Unione Europea.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Penso che il triste spettacolo di un'immigrazione extra-europea mal gestita (dall'UE e dai governi nazionali) sia stata determinante per la formazione del (ri-)sentimento anti-europeo nel RU. Ricordo il campo a Calais e i numerosi tentativi disperati di attraversare a Manica, l'incapacità delle autorità francesi di evitare un accampamento disumano e incontrollato; la situazione analoga in miniatura a Ventimiglia; il rischio di una replica sotto il Brennero; la rotta dei Balcani apertasi dopo le dichiarazioni improvvise e imprudenti della cancelliera tedesca (in seguito a un voltafaccia a 180° dopo la scoperta di decine di cadaveri in un TIR alla frontiera con l'Austria); i flussi attraverso il Mediterraneo, la disperazione, la morte e l'incapacità dei governi nazionali di gestire il fenomeno (a parte l'innegabile bravura della guardia costiera e dei servizi italiani); l'incapacità in Italia (e in Grecia) di gestire l'identificazione, le procedure giuridiche e la permanenza nei centri di transito, spesso cornice dei peggiori vizi ed abusi tipici del carattere (o della caricatura) nazionale. Come non capire chi preferisce salvarsi davanti a tanta incapacità? Se poi aggiungiamo le debolezze finanziarie e fiscali (che toccano meno il RU mai entrato nell'euro), la decisione è presto presa. Il rischio ora è che ci saranno altre "ribellioni" contro la razionalità dei numeri. L'UE mi piace meno dopo il Brexit, ma non è solo colpa di menzogne; è anche colpa nostra.
  3. Marcello Rispondi
    1) la variazione del 10% del PIL in 10 anni non è un gran risultato, lo diventa solo quando confrontato con quello ancora peggiore della media UE. Non lo sbandiererei come dimostrazione che stare dentro alla UE ha fatto bene all'economia della GB. 2) Perché far vedere un arco temporale così breve dell'indice Gini, faccia vedere un intervallo di 10-20 anni. Le cose appariranno per quel che sono la variazione statistica di un indice che rimane sostanzialmente immutato anche nel periodo UE!
  4. Andrea Rispondi
    Sono assolutamente d'accordo che e' mancato il messagio pro-remain. Detto questo, non sono pero' convinto che i dati macro riportati nell'articolo raccontino tutta la storia, e che quindi sia immediato e ragionevole scontare ragioni economiche per il voto. Primo, il paragone con il resto dell'Europa lascia il tempo che trova. Dire che la disoccupazione e' piu' bassa che nel continente, ad un inglese non interessa molto. Inoltre, nonostante la bassa disoccupazione, un problema serio in UK e' sicuramente la bassa crescita dei salari. Secondo, la bassa disoccupazione, cosi' come misure di disuguaglianza, includono tutti i residenti, compresi gli immigrati. Credo sia evidente che, se il 5% dei disoccupati (nel caso limite) fossero tutti britannici, mentre tutti gli immigrati avessero un lavoro, un certo malcontento sociale possa emergere piuttosto facilmente. Parlando con amici inglesi, sembra poi esistere, in alcune parti del paese, un sentimento xenofobo strisciante che il referendum ha in qualche modo legittimato. Personalmente, sono convinto che i fattori economici abbiano comunque contribuito ad esasperare questo elemento, anche se una prova definitiva di questa mia convinzione e' difficile da trovare.