logo


  1. Frate Rispondi
    Nulla da eccepire. La proposta di riforma, con tutti i suoi limiti e discriminazioni, segue quella della Costituzione: riformare le istituzioni perché non si è capaci di riformare se stessi. In questo caso, è l'incapacità a ricreare i partiti politici che spinge a cercare nel conforto della legge (!) il rispetto di regole che, in letteratura, sono ricomprese nella cd. "disciplina di partito" o meglio nel cd. "diritto dei privati" (titolo dell'omonimo saggio di Widar Cesarini Sforza).
  2. Henri Schmit Rispondi
    Ottima la critica che purtroppo non va fino in fondo. In teoria la costituzione garantisce il diritto sacrosanto dei cittadini di presentarsi LIBERAMENTE come candidati a qualsiasi elezione pubblica e di determinare solo loro con le loro preferenze (=LIBERAMENTE) i rappresentanti eletti; dovrebbe valere a tutti i livelli, per funzioni esecutive o parlamentari-consiliari. Non è così. E dopo la doppia riforma R-B sarà peggio. Per portare l'inganno alla perfezione stanno inventando due cose: lo statuto pubblico dei partiti e ivi correlate delle primarie che rimangono di tipo chiuso (cf. i vari modelli USA) e che valgono solo per certe elezioni. Questo sistema semplicemente consolida - con l'avvallo della casta accademica, costituzionalisti e scienziati politici - i vasi contenitori, i partiti, e il loro potere. E questo il vizio più grave della riforma in corso, cancellare definitivamente per il parlamento la libertà dei cittadini come candidati e come elettori, sostituire a loro i principali partiti istituzionalizzati, lasciar formalmente in vigore il divieto del mandato imperativo ma svuotarlo attraverso le varie misure menzionate. E di una gravità enorme, e nessuno, nemmeno i promotori del no al referendum cost. e del si a quello abrogativo sono in grado di contestare chiaramente. Per non parlare dei consigli regionali e comunali dove spesso entra non chi è preferito dagli elettori ma chi ha reso servizi personali vari al capo di turno. Manca solo il cavallo di Caligola.
  3. serlio Rispondi
    Un riflesso incondizionato condiziona pesantemente la nostra classe politica; quando c'è qualche cosa che non va (in questo caso le primarie) ecco che occorre una legge e delle multe. Ecco che ci sono miriadi di leggi inapplicate e inappplicabili e sanzioni (tremende) di cui solo gli estensori avvertono la necessità. Sarebbe sufficiente applicare le norme esistenti, ma evidentemente non lo si vuol fare. Perchè?