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  1. Luca Rispondi
    Un altro pessimo articolo. Sono d'accordo con Michele che accontentarsi di un rendimento del 5/6% per sottoscrivere azioni e comprare tranche junior o mezzanine di cartolarizzazioni di NPL è un regalo per mantenere lo status quo. L'autore dell'articolo si dimentica che in finanza esiste il concetto di rischio/rendimento: maggiori rischi, maggiori rendimenti; 5-6% è al di sotto dei livelli di mercato per titoli simili. Meglio sarebbe focalizzarsi su come accorciare e facilitare il recupero di NPL (aumentandone così il valore, riducendone il rendimento richiesto, facilitando l'erogazione di nuovo credito) e migliorare davvero il sistema bancario italiano. In mezzo a purtroppo tanta disinformazione, da un sito autorevole come La Voce sarebbe opportuno invece avere contributi più ragionati e meno populisti di questo articolo.
  2. Michele Rispondi
    Perchè per gestire fondo Atlante è stata scelta la società lussemburghese Quaestio Capital?
  3. Michele Rispondi
    "Accontentarsi" di un rendimento del 5/6% per sottoscrivere capitale rischio in banche in grave difficoltà e per comperare la quota più rischiosa di NPL non è una operazione di mercato. È un regalo. Fatto per mantenere lo status quo nel mondo bancario italiano. Ma non si ferma il mare con le mani.
  4. Claudio Rispondi
    E' il gioco delle tre carte tutto italiano. sono pessimista. In questo paese è necessario un RESTART dal fondo. Non è stato possibile agire come gli altri paesi (vedi la "famigerata" Germania ormai diventata nostra nemica e causa di tutti i nostri problemi) perchè avevamo e abbiamo un debito pubblico di quattro milioni di miliardi delle vecchie lirette. Se avessimo "salvato" le nostre banche il debito pubblico avrebbe superato il 150% del PIL ! lascio immaginare quali sarebbero state le conseguenze. pur tuttavia è da dimostrare come il fondo Atlante (7 miliardi di euro) possa far qualcosa contro i quattrocentomila miliardi delle vecchie lire di NPL e duecentomila miliardi di crediti dubbi, in totale seicentomila miliardi delle vecchie lirette, in euro 300 miliardi. Ci vuole proprio un restart.
  5. luigi collareda Rispondi
    Approvo il commento della Sig.Neviana e aggiungo da risparmiatore TRUFFATO dov'era chi(pagato)i doveva controllare e una vergogna perche sappiamo tutti che quando una persona perde dei soldi qualcunaltro li guadagna inb che modo vedete Voi:
  6. Pier Francesco Veronics Rispondi
    Tutto bene, però non era un'oncia (Il Mercante di Venezia) ma una libbra. Ad un'oncia corrispondono circa 30 g., ad una libbra circa 450 grammi. Shylock come avrebbe potuto pretendere un cuore per il pagamento di un pegno di soli 30 grammi ?
  7. Marco Rispondi
    Direi che il commento precedente sintetizza bene la situazione del sistema bancario (e del paese)...personalmente sono curioso di vedere, all'atto pratico, se veramente non vi sarà alcun intervento "pubblico" (ovviamente per via traverse)....tanto per far pagare nuovamente ai contribuenti le colpe gravi di manager incapaci o semplicemente mossi da interessi più personali che aziendali
  8. neviana.salomone@libero.it Rispondi
    Semplicemente, credo che i commenti sarebbero meno scettici e/o sarcastici se il sistema bancario italiano dimostrasse una minima capacità di rigenerarsi: un sistema che ha prodotto il 20% di crediti di dubbio realizzo e che non è stato in grado di individuare un solo responsabile di tali disastri, difficili da giustificare solo con la crisi economica; un sistema che non riesce a proporre azione di responsabilità nei confronti dei massimi vertici di una Banca che oggi ha titoli che valgono decimali di euro; un sistema che ha un amministratore delegato che rilascia interviste rassicuranti sulla tenuta delle banche ma che non è in grado di licenziare il proprio manager che ha assunto la decisione di assicurare il collocamento della popolare di Vicenza; un sistema che pensa solo agli stipendi stratosferici dei propri altissimi manager, davvero ingiustificabili alla luce dei risultati; un sistema dove il capo della Vigilanza nazionale ha la prepotenza di continuare a dare consigli al mercato e non, invece, la decenza di dimettersi per manifesta incapacità. E mi fermo, perchè gli esempi potrebbero continuare a lungo. Ecco, forse anche commenti sarcastici (o semplicemente veri) potrebbero aiutare a smuovere questa foresta di pietra.
    • Alberto Rispondi
      Condivido pienamente i suoi commenti. Un lettore.