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  1. Piero Rispondi
    Art.2 trattato: "La Comunità ha il compito di promuovere, mediante I'instaurazione di un mercato comune e di un'unione economica e monetaria e mediante l'attuazione delle politiche e delle azioni comuni di cui agli articoli 3 e 3A, uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle atti- vità economiche nell'insieme della Comunità, una crescita sostenibile, non inflazionistica e che rispetti l'ambiente, un elevato grado di convergenza dei ri- sultati economici, un elevato livello di occupazione e di protezione sociale, il miglioramento del tenore e della qualità della vita, la coesione economica e so-' ciale e la solidarietà tra gli Stati membri.." I paesi membri hanno rinunciato alla sovranità monetaria in cambio di solidarietà. La Bce, se vuole e se è libera può fare molto.
  2. tiziano Rispondi
    Non sono un economista, ma da cittadino/vittima di questo meccanismo ho l'impressione che i provvedimenti tecnici di Draghi, ma anche quelli proposti da Monacelli, siano pannicelli caldi su un corpo in putrefazione. Sono un tipico rappresentante di quella classe medio bassa che vede ridursi il potere di acquisto del proprio reddito, i figli sostanzialmente disoccupati che si arrangiano come possono. Cosa volete me ne importi del tasso di interesse se non ho soldi? Forse se si avessero robuste politiche di redistribuzione della ricchezza qualche cosa potrebbe ripartire, ma l'ossessione di mantenere alti livelli di profitti e una finaziarizzazione totalitaria impediscono qualunque cosa. Ho l'impressione che siamo davanti a scelte epocali: il profitto non può più essere l'unico motore dell'economia. L'economia deve essere al servizio della vita sociale, uno strumento di questa, non questo delirio che mi pare stia conducendo ad un lento - ma non troppo - suicidio della nostra specie.
  3. Luigi Rispondi
    Ma "eccesso di domanda di risparmio" è la versione pudica che usa chi non vuole dire "mancanza di domanda" a causa di... boh faccia lei.
  4. Saoncella Giovanni Rispondi
    Egr. Prof. Monacelli, ho letto il suo articolo "Gli idranti di Mario Draghi" e l'efficace esempio da lei riportato mi ha suggerito una domanda: se l'osservatore del palazzo di fronte sapesse che nell'edificio che sta bruciando a pochi metri da lui sono immagazzinati 50 Q.li di esplosivo sensibile al fuoco, non pensa che, a prescindere dal numero di mezzi antincendio presenti, scapperebbe a "gambe levate"? e sarebbe la reazione più logica perché dettata dalla conoscenza e dalla consapevolezza! Se gli economisti non renderanno comprensibili il loro linguaggio, evitando anche l'esagerato ed inopportuno uso di anglicismi, ed il loro operato, come possiamo "noi" valutarne la validità? La ringrazio per la cortese attenzione e porgo cordiali saluti Giovanni Saoncella
  5. Massimo Matteoli Rispondi
    A parte la critica Draghi di non fare quello che dovrebbero fare gli stati, si tratta di misure sicuramente utili se non indispensabili. La violenza delle reazioni tedesche, ancora più forti del solito, nasconde l'isolamento della Bundesbamk nella BCE e dimostra ancora una volta la capacità di Draghi di essere non solo un grande banchiere centrale, ma anche l'unico vero "Politico" (con la "P" maiuscola) dell'Unione. La domanda che sorge naturale è perchè nel Consiglio Europeo quegli stessi stati di cui le cui Banche Centrali sono determinanti per sostenere Draghi, arretrino muti di fronte a Scauble. Forse più che di critiche su quello che "non può fare " Draghi o di strapotere tedesco dovremmo cominciare a parlare degli omuncoli che governano gli stati europei, a partire da Hollamde.
  6. Henri Schmit Rispondi
    Ottimo l'articolo e interessanti i commenti. Aggiungerei (al commento di Piero Fornoni) che l'Italia sta all'Europa come questa sta al mondo sviluppato. Supponiamo che il risparmio si blocchi, dove andranno i capitali in un mercato aperto, anzi globale? Andranno dove c'è previsione di rendimento maggiore, dove c'è maggiore crescita, dove c'è certezza del diritto e stabilità di una fiscalità favorevole, competitiva, dove esistono condizioni certe e trasparenti (penso all'investimento immobiliare), assenza di costi occulti. Quindi non basta né all'Europa né tanto meno all'Italia liberare il risparmio per drenarlo verso l'investimento, bisogna inoltre convincere (capitali domestici e stranieri) che conviene investire qua. Quando il governo parla di investimenti pensa invece al fondo promesso da Juncker, che può aiutare, ma non più della politica monetaria di Draghi. Che errore! La vedo dura.
    • paolo mariti Rispondi
      Del tutto d'accordo.La domanda spontanea è :cosa farà la Fed per quanto riguarda i tassi di interesse? Saluti, pM
  7. Vito Tanzi Rispondi
    Finalmente un commento intelligente con cui sono completamente d'accordo!
  8. Piero Fornoni Rispondi
    La mia opinione e’ che ECB aveva gia’ fatto abbastanza e doveva dirlo ; ora tocca alla politica con riforme strutturali .ECB non puo’ essere la foglia di fico che copre gli errori e la mancanza di coraggio dei politici europei . Se avete tempo potete ascoltare “In the Changing Global Supply Chain, There’s No ‘Shore’ Thing” at http://knowledge.wharton.upenn.edu/article/rebalancing-the-global-supply-chain/?utm_source=kw_newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=2016-03-09 dove si dice che L’Europa sta perdendo pezzi nella “ Global Supply Chain” aggiungo pur avendo un mercato di 500 milioni di consumatori . Cohen: Now, Europe is a very interesting point. In both studies — and I think even more in the second study — Western Europe was the one place that we saw a decline, shifting production. In North America, there was actually stuff coming in from other places. If we add it up, all over the world, we’re gaining. Not at a great speed, but we are gaining ground or recovering…. But Europe is a net loss — except, of course, for Eastern Europe and Russia, which is perceived to be a nearshoring location, just as Mexico is to the U.S. So they’re gaining, but Western Europe is declining.
  9. Paolo Mariti Rispondi
    Azzeccato che la deflazione sia solo un sintomo e che la BCE lotti contro un male organico ben più profondo: eccesso di domanda di moneta di fronte a tassi di interesse nulli. Acquisito il secondo risultato, circa il primo aspetto va da sé che ”una corda non si può spingere”.Che fare allora?Le cause sono i blocchi economici,istituzionali,organizzativi,di funzionamento e comportamentali delle nostre società,che annullano le aspettative di prezzo (e non) afflosciando tutte le componenti della domanda di famiglie ed imprese,con governi ristretti da regole di spesa per altri e diversi momenti. Aspettative piatte (contrastate indirettamente) si inviluppano in un anello pernicioso che porta alla stagnazione secolare. Mi pare che l’invito sia a pensare alla deflazione come al Laocoonte che si divincola dalla stretta mortale dei mostri per salvare se stesso e le sue generazioni. I “mostri” si combattono, nel più o meno immediato, con il rilancio delle componenti di domanda interna grazie a sane politiche fiscali. Nel medio-lungo periodo con le riforme da attuare,sciogliendo con esse i tanti nodi che bloccano una società (incapacità di garantire la certezza del diritto, mancato incontro tra domanda e formazione di lavoro,ritardi di pagamento dei fornitori della PA e così via).Nel lungo, per chi sarà ancora vivo, dai progetti di spesa finanziati con obbligazioni, garantite e/o referenziate, dentro la gamma di acquisti delle BC. Progetti a tasso di rendimento maggiori di zero sono la norma quando i tassi per indebitarsi sono a zero.
  10. Ivo Galzigna Rispondi
    Finalmente un articolo chiaro e succinto che fa capire tante cose; io personalmente credo (e ne ho fatta esperienza in Germania negli anni 1984-86) che un po' (<1%) di deflazione non faccia male ma bene (di certo non ho rinviato l'acquisto di un bene per pagarlo, dopo un anno, l'1% in meno....). Se proprio bisogna scoraggiare l'eccesso di risparmi si può pensare ad una patrimoniale "selettiva" (l' 1% del patrimonio dell'anno precedente, se non speso, tassato al 40%) ?
  11. maurizio sbrana da lucca Rispondi
    La politica monetaria senza misure 'politiche' non può essere in grado di vincere! La Politica dovrebbe attivare, ad esempio, una buona volta, una serie di riforme fiscali coordinate con tutti i Paesi dell'Unione,riforma atta ad una forte redistribuzione di redditi e ricchezza a favore delle classi deboli, che ormai non hanno più potere d'acquisto (da qui il perdurare della crisi particolarmente in Paesi con sistemi tributari carenti, come l'Italia). Ma pochissimi sambrano vogliano comprendere questa semplice verità... E così misure su misure, applicate da anni, non portano che a scarsi risultati...