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  1. giorgio Rispondi
    L’articolo parla di un annuncio sorprendente del Ministro, valutando negativamente la consistenza dell’importo e l’accurata descrizione delle sue diverse destinazioni. Ma questi due elementi sono proprio quelli che dovrebbero portare invece a una valutazione positiva a meno che non si preferiscano per le ferrovie investimenti inconsistenti, improvvisati e generici. La spesa pubblica non è necessariamente e sempre di per sé positiva, ma l’Autore sembra avere un pregiudizio negativo nei confronti della spesa pubblica destinata al settore dei trasporti. Se è vero che ci sono strutture sottoutilizzate è anche vero che ci sono evidenti carenze nel sistema dei trasporti pubblici ferroviari come ogni utente può ben verificare. Ben vengano quindi investimenti che non siano generici annunci, ma impegni di intervento in situazioni di concreto bisogno. Gli effetti occupazionali connessi alla spesa pubblica in infrastrutture sono importanti anche se temporanei soprattutto in una fase del ciclo economico stagnante come l’attuale, ma comunque non determinanti nella decisione e nella valutazione dell’investimento. Sorprende poi che nell’articolo si sottovalutino gli effetti positivi sull’ambiente di un incremento delle infrastrutture di trasporto ferroviario, destinate a sottrarre traffico veicolare altamente inquinante. Giudicare negativamente gli investimenti pubblici per il fatto che potenzialmente possono determinare rapporti clientelari con i fornitori dovrebbe portare alla paradossale conclusione che non si devono più effettuare investimenti in infrastrutture, laddove è evidente che la strada è un’altra, quella di fare in modo che la spesa pubblica avvenga in condizioni di assoluta regolarità e trasparenza. Sfugge poi perché la spesa per infrastrutture ferroviarie debba essere giudicata più negativamente perche destinata ad un settore ancora prevalentemente pubblico. Quanto all’utilità degli investimenti previsti messa in dubbio alla conclusione dell’articolo la risposta migliore ai dubbi dell’autore la potrebbero dare milioni di cittadini ed operatori economici che hanno modo di constatare lo stato di arretratezza e inadeguatezza del nostro sistema ferroviario a causa dei molti anni di investimenti insufficienti, eccezion fatta per le linee ad alta velocità.
  2. tiziano Rispondi
    Articolo molto interessante. Non capisco però questo richiamo alle privatizzazioni per risanare il problema dei trasporti. Capisco che aver privatizzato le ferrovie sia stata una operazione falsa, utile solo a consentire opacità nei controlli dell'azienda che infatti è diventata un serbatoio incredibile di corruzione e di sprechi. Ma anche dove si è proceduto a vere privatizzazioni si è dimostrato che il sistema non regge. Il privato cerca solo profitto. Per la gestione dei servizi di utilità collettiva occorrerebbe pianificazione e controllo capillare da parte anche degli stessi utenti. Nessun gruppo industriale accetta una privatizzazione auspicata da Ponti; il capitalismo odierno mi pare abbia obiettivi diversi da quello di vivere in un teorico mercato modello: oggi sono le opere inutili che creano profitti sicuri e molto alti.
  3. riccardo gallottini Rispondi
    Finchè non saranno eseguite analisi costi benefici puntuali per ogni singola opera andando a quantificare la domanda in maniera certa, avremo infrastrutture inutilizzate e pagate dai consumatori. Sulla privatizzazione, non si capisce perchè questi blocchi e continui rimandi. Il settore forse più strategico a livello infrastrutturale, ovvero l'energia, è da anni più o meno privatizzato e/o messo sul mercato. Non risulta chiaro come mai non si possa scorporare trenitalia e quotare la rete (in analogia a Snam e Terna)
    • ms Rispondi
      Allego il link ad un video che mostra una ferrovia sottoutilizzata, la tratta Lamezia Terme - Catanzaro Lido ( https://www.youtube.com/watch?v=FcVJf5bzCnE ). E' un bel video del quale non conosco l'autore. Lo segnalo perchè conosco il programma regionale europeo che intendeva finanziare questa tratta, come trasversale prioritaria per lo sviluppo delle reti di trasporto pubblico calabrese. . Naturalmente, ci sono altre tratte ferroviarie sottoutilizzate nel Sud. Il problema delle costi-benefici finanziarie è che esse riflettono l'andamento delle tendenze dello sviluppo economico di un territorio. Se la politica accompagna spopolamento e arretramento economico con politiche pubbliche insufficienti, diventa ogni anno più difficile avere redditività nelle costi-benefici. Alcune tratte ben identificate, se rapidamente completate (si tratta di upgrading a standard: elettrificazione, doppo binario), contrastano la tendenza all'abbandono del territorio modificando le percezioni di chi ci vive in merito all'utilità delle istituzioni e della politica. Oltre a questo, favoriscono la possibilità di risparmi su finanziamenti a pioggia erogati a soggetti che svolgono un ruolo sostitutivo delle istituzioni, come il grandissimo numero di compagnie private di autotrasporto sussidiate (Corte dei Conti). Tutto ciò di pubblico che funziona può favorire un modo diverso di pensare altri interventi, pubblici o privati, per uno sviluppo che faccia leva sulle proprie risorse.
  4. amegighi Rispondi
    Faccio tre esempi. Nel triangolo VE-VR-TV, vi sono ben 5 città (VE-PD-VI-VR-TV) in un raggio di max 80 km; una città turistica mondiale, tre università di cui una tra gli atenei più grandi d'Italia, tre aeroporti. Nessuno di questi aeroporti è direttamente collegato alla linea ferroviaria che passa lì vicino (nemmeno VE che è intercontinentale). Ogni giorno si spostano migliaia di persone in macchina intasando i centri abitati, per la mancanza di un valido sistema di trasporto ferroviario, per non parlare dei TIR che intasano stradine di campagna che servono i vari piccoli centri industriali anche di paesetti di 50 anime. In Svezia (Stoccolma) si sta già pensando a come recuperare gli enormi parcheggi costruiti tempo fa ed ora vuoti per la politica di spingere la gente ad usare mezzi alternativi. A Oslo e Copenaghen (e Brema) stanno costruendo delle "autostrade" per biciclette per permettere lo spostamento veloce con le biciclette (velocità attorno ai 20-30 km/h senza ostacoli). Alcune città anseatiche hanno vietato l'accesso al centro storico delle auto, comprese quelle dei residenti. Sono tutte politiche a lungo termine, a volte impopolari, ma perseguite tenacemente. Si può essere daccordo o meno. Ma, secondo me, bisogna avere il coraggio di dire cosa si farà e cosa sarà di qui a 10-20 anni.
  5. Marcella Nunzi Rispondi
    Rifate la tratta Ostia Roma che è la peggiore di Italia. Fateci un giro e poi vi renderete conto. Impossibile da prendere e questo appesantisce il traffico notevolmente
  6. walter bianchi Rispondi
    Occorre stabilire priorità razionali: completare l'Alta Velocità lungo (e attraverso) tutta la Penisola, collegare i porti commerciali (containers) come Genova, Trieste, Gioia Tauro (visto che ormai esiste) ed incentivare il trasporto locale (sull'esempio della RER parigina) e metropolitano. Disincentivare, per contro, il trasporto "sporco" su gomma che crea traffico, inquina, fa guadagnare solo i trasportatori "non italiani". Altrimenti è la solita "bufala".