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  1. Marinella Sichi Rispondi
    Non riesco a capire la conclusione a cui approda che mi sempre in controtendenza con gran parte delle affermazioni ( forse troppe) elencate nell'articolo. Ammesso che i flussi turistici, compresi i migratori, scelgano il nostro paese. La domanda è se investire ancora in un settore stagionale e precario.
  2. bob Rispondi
    "Certo, alcuni paesi – in particolare dell’Est Europa – cresceranno in termini di domanda di viaggi all’estero" . Ma nello stesso tempo diventano nostri concorrenti riguardo l' offerta turistica in particolare per terme, stazioni sciistiche e anche turismo culturale. La follia di delagare le Regioni la paghiamo e la pagheremo cara....io non sarei così ottimista come Lei e soprattutto come in tutte le valutazioni bisogna sempre estrapolare Roma che ha dinamiche e potenzialità diverse dal resto d' Italia. Non parliamo poi della follia sistema aeroportuale che doveva essere razionalizzato secondo mercato e si dovevavo potenziare non solo le principali direttrici ferroviarie ma anche almeno le linee regionali più importanti per il vantaggio oltre che del turismo anche dei pendolari ( se un turista vuole andare a Siena con il treno siamo all' 800, la linea Ancona- Roma attraversa uno dei più bei territori turisici d' Europa ) . Con il sistema- Paese distrutto è difficile fare scelte lungimiranti. Ministro delle Riforme per oltre 10 anni un perditempo del bar dello sport in quel del Varesotto questi sono i risultati
  3. I.C. Rispondi
    Non è affatto vero che la nuova offerta non convenzionale riduca i posti di lavoro. Anzi conosco molti casi di disoccupati che ora per sopravvivere si occupano di bed and breakfast e di affitto camere. Si riducono semmai i lavoratori dipendenti, spesso rappresentati da immigrati mentre aumenta l'occupazione per i cittadini italiani