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  1. Daniela Risi Rispondi
    Sarà anche "tutto un fiorire di interventi in materia di contrasto alla povertà" ma io non ne ho vista neppure l'ombra. Ho 58 anni, disoccupata da più di quattro, sfratto esecutivo tra pochi giorni, non ho alcun reddito, sto al freddo e senza neppure acqua calda da tre anni, mi sono ammalata di fibromialgia grave (non riconosciuta dalla Regione Toscana), i servizi sociali non mi hanno dato che il servizio mensa di 5 pasti alla settimana nell'ultimo anno e solo dopo che sono intervenuti i carabinieri a seguito di un mio esposto alla procura della repubblica per totale abbandono di persona disoccupata sola e ammalata. Tra pochi giorni finirò letteralmente in strada perché per me non c'è posto da nessuna parte, o forse un posto letto in un dormitorio. Una via crucis costellata di umiliazioni indicibili senza alcun risultato. Non ho diritti. Sono cittadina italiana, ho fatto studi universitari, ho lavorato in vari settori per quasi trent'anni. Valgo zero e sto morendo nell'indifferenza di concittadini, istituzioni e conoscenti. Ho scritto in proposito sui social, su riviste e quotidiani. Solidarietà zero.
    • Emiliano Mandrone Rispondi
      Gentile Signora Risi, la sua vicenda è rappresentativa ed emblematica. Purtroppo la dimensione statistica non può tener conte dell’eterogeneità individuale se non in maniera grossolana. Il nostro contributo è quello di riunire le singole istanze e tradurle in una domanda collettiva che, come la sua lettera testimonia drammaticamente, meritano una efficace risposta. Il fine è comprende i fenomeni e suggerire possibili soluzioni. In questi anni abbiamo cercato di farlo – con tutti i nostri limiti – per la precarietà giovanile, la condizione femminile, le questioni previdenziali, la ricerca di lavoro, l’istruzione e la formazione. A chi come lei sperimenta in prima persona i problemi di cui trattiamo va la nostra vicinanza. Matteo, Giovanna ed Emiliano
      • bob Rispondi
        Matteo, Giovanna ed Emiliano ..nel caso specifico e dopo verifica del vergognoso problema che ci espone la sig.ra Daniela......non credete che anche attraverso questa rivista si può fare qualcosa in più?
        • Daniela Risi Rispondi
          Questione di giorni e passerò da una statistica ad un altra, le assistenti sociali hanno trovato un posto letto non so dove, non sono stata ad ascoltare l'ennesima brutale intrusione di un futuro da non- persona, che già vivo da anni come anticipazione in logica e ragione di ciò che è derivato e deriverà dalla perdita di lavoro a 54 anni. Scusi la sintassi arzigogolata, non voglio neppure rileggere, sono esausta, guardo i miei due vecchi gatti casalinghi con il rimorso di chi non è riuscito a proteggerli, dovrò sopprimerli, guardo i mobili, i libri, i ricordi, le foto, il computer, tutte queste cose che finiranno al cassonetto, e mi dico che è giunto il momento in cui smettere di tentare in ogni modo di preservare la mia dignità, di smettere di continuare a tenere memoria di quella che sono stata, della brava persona, della cittadina, della donna che ha fatto le sue lotte e speso le sue forze al suo meglio, senza chiedere a nessuno, che oramai tenere memoria di me è solo un peso, mortale. Ho fatto mille tentativi, bussato a mille porte, ma non sono brava a percorrere strade che non stiano in diritto ed onestà. Ma io diritti non ne ho più, sono ridotta ad una donna morta che cammina dalle umiliazioni e dai rifiuti di questi ultimi anni. Spero che la prossima statistica di cui farò parte sia l'ultima, davvero. Scusi la retorica e grazie per le parole gentili.