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  1. tiberio damiani Rispondi
    l'italia sulla immigrazione è in ritardo di almeno trenta anni, infatti abbiamo sempre assunto il ruolo di facilitare il passaggio, e chi voleva rimanere poteva, ma senza cheìiedere troppo. ora che una parte della popolazione è "straniera" iniziamo a pensarci, ma forse i diritti di cittadinanza andavano sanciti per tempo e codificati al di fuori delle ondate emotive attuali. non aver creato ghetti per ospitare gli immigrati è un nostyro vantaggio, ma non risolve la difficoltaà sui diritti di voto di cittadinanza... anche se lavorano pagano le tasse si curano mandano i figli a scuola... insomma un po' di ritardo che potrebbe essere utilmento colmato se si riuscisse a ragionare in termini razionali , ma di questi tempi... altro punto da affrontare in termini razionali è il ruolo sulla economia e sulla demografia italiana ed europea che potrà (e forse dovrà) avere la immigrazione. qui la miopia è fortissima, un po' diffusa e sarebbe il caso di pensare a cosa succede in pochi anni con il progressivo calo della natalità, un continente di anziani, oppure un continente che arruola milizie per farsi difendere come un rinnovato paese della apartheid? a livello generale mi sembra che la questione della immigrazione, con tutte le cause che la scatenano e mantengono, potrebbe essere una sorta di trappola per impegnare l'europa in un lavoro di assistenza secolare, se non avvenisse la stessa cosa tra centro america e stati uniti. quanto ai muri fanno tutti la stessa fine.
  2. MArco Rispondi
    Come al solito chi tratta di sociologia non vive il Paese reale. Qulacuno sta valutando gli effetti sociali ed economici del degrso a cui stiamo assistendo giorno dopo giorno, dell'imbarbarimento delle nostre Società? Quale è il grado di integrazione dei Cinesi, per esempio? Un articolo così era degno di papa Francesco. Non di uno scienziato
  3. Pigi Rispondi
    Leggevo il titolo e speravo che nell'articolo ci fosse la dimostrazione del "Perché i muri non possono fermare i rifugiati". Invece niente. Evidentemente è solo una convinzione dell'articolista. Invece l'Ungheria e l'Australia hanno dimostrato che i muri servono, eccome.
  4. Edison Rispondi
    La capacità di mantenere separati "noi" dagli "altri" e di regolare la interazione tra "noi" e gli "altri" costituisce la pre-condizione per l'esistenza di qualsiasi società civile. Un docente di sociologia, seppure "delle migrazioni" e con tendenze palesemente ecumeniche, dovrebbe saperlo.
  5. Edison Rispondi
    La capacità di mantenere separati "noi" dagli "altri" e di regolare le interazioni tra "noi" e gli "altri" è la pre-condizione per l'esistenza di qualsiasi società civile.Un docente di sociologia, seppure delle migrazioni e con palesi afflati universali, dovrebbe saperlo.
  6. Henri Schmit Rispondi
    D'accordo. In teoria l'Italia avrebbe ragione da vendere: come può l'UE lasciare il carico degli arrivi massicci da Africa e Oriente ai paesi che si trovano in prima linea? Forse a causa dell'inefficienza legata a eterni litigi interni per anni nessuno ha ascoltato né tanto meno aiutato l'Italia; solo con la nuova commissione e con la sciagura del camion fra Austria e Germania, alcuni si sono svegliati. Brevemente e per fare cose sbagliate. Aprire largamente le porte non può essere la soluzione; tutto deve essere graduale e controllato. Ecco il difetto dell'Italia: nonostante la bravura della marina e della guardia costiera, della polizia e delle organizzazioni umanitarie, il paese ha dimostrato di non saper gestire nemmeno anagraficamente l'afflusso dei migranti e rifugiati; i centri di accoglienza dipendono, come tutto, da affari loschi a margine della politica, la semplice schedatura delle persone entrate è stata gravemente difettosa creando grossi rischi di sicurezza. Ha il governo la volontà, i numeri e la voce per proporre elementi di una soluzione non limitata a gestire gli hot-point e a distribuire gli arrivi, ma che considera anche come intervenire nei paesi di provenienza, non con truppe di terra, meglio senza attacchi aeri, ma comunque intervenire. Non si può più contare sull'America (indipendentemente dall'esito delle elezioni), quindi bisogna concertarsi con gli odiati (ma bravissimi) Francesi, i recalcitranti Tedeschi, i perfidi Inglesi e gli equivoci Russi.
  7. Bruno Rispondi
    "il supposto nesso tra rifugiati e pericolo terrorista"...? Cose dovrebbero ancora combinare questi qua prima che l'autore dell'articolo non consideri più il nesso solo "supposto"? L'umanità va bene, ma perché sia sostenibile bisogna condirla con un po' di cinismo e di realismo: primo, i Musulmani ci odiano. Secondo, se e' vero che non tutti i musulmani sono terroristi, tutti i terroristi sono musulmani. Terzo: chi e' davvero così ingenuo da pensare che l'Isis (Daesh) o altre sigle del terrore non approfittino dell'occasione d'oro per far infiltrare, fra i milioni di rifugiati, anche qualcuno dei "loro"? Sarebbe oltremodo stupido non approfittarne, e questi sono stupidi, ma non così stupidi (beh, non tutti almeno). Infine, bisogna anche chiedersi quali saranno gli affetti a lungo termine di riempirci di popolazioni musulmane: molto meno educate e preparate, ma ben più promiscue, feconde e culturalmente compatte e aggressive delle nostre. C'e' già chi parla di guerra civile in Francia entro 20 anni causa cambio degli equilibri demografici/culturali. Purtroppo sono discorsi difficili o impossibili anche solo da menzionare in Italia: verrebbero immediatamente cacciati di qualunquismo, razzismo, fascismo e via dicendo... (ed infatti ho seri dubbi sul fatto che questo post venga pubblicato)
  8. Fabrice Rispondi
    Scusate, ma tutta sta ondata di rifugiati chi l'ha provocata? Chi ha destabilizzato il Medio Oriente? Chi ha messo il becco in Libia per eliminare Gheddafi? Le risposte sono elementari: USA e Francia! Quindi a rigor di logica e responsabilità dovrebbero occuparsene questi due paesi!! E come mai invece l'ondata di rifugiati viene sfruttata politicamente dai politicanti italiani? La destra ne fa un cavallo di battaglia (agitando paure ma non facendo mai nulla di veramente efficace!) per prendere più voti, la sinistra fa un investimento futuro nel senso che più immigrati saranno un giorno cittadini italiani, più voti avranno!! E chi ci va fregato? Il comune cittadino onesto che lavora e paga le tasse e che si aspetta di avere in cambio un servizio almeno decente dai politici che ha eletto e invece in cambio ha solo comportamenti cialtroni da politicanti che sfruttano ogni cosa solo per raccattare ancora più voti e così come casta possono auto perpetuarsi!
  9. Domenico Napoli Rispondi
    Concordo con l'autore più o meno su tutto l'articolo e, soprattutto con l'ultimo inciso, se non si fa qualcosa per aiutarli in casa loro o trovando una via di pace, queste persone continueranno a venire, in un modo o nell'altro. A questo punto le vie non sono moltissime, la tenue illusione che queste persone, una volta arrivate nei paesi periferici rimangano lì è, appunto, solo un'illusione. Così come sono stati in grado di arrivare dalla Siria fino in Italia fra innumerevoli stenti e difficoltà, troveranno un modo per arrivare in Germania o in altri paesi europei. Dato per scontato questo, che piaccia o meno, vedo soli due approcci possibili: 1) Chiusura totale: Decidiamo veramente di affondare i barconi con dentro i profughi e via discorrendo decidendo che l'Europa adbichi totalmente ad ogni tipo di umanità; 2) Regoliamo veramente il fenomeno guadagnandoci o, quantomeno, non facendo guadagnare le varie mafie mondiali: Ovvero, in Siria, Libano, Libia e in altri "posti caldi" dove sappiamo partire gran parte dei profughi creiamo delle strutture dove queste persone, così come pagherebbero gli scafisti, pagano lo stato Italiano o quel che sia, si fanno identificare, li mettiamo nell'attesa della chiusura della procedura in strutture decenti apposite (con i loro soldi), identificati li si porta in Italia o dove devono andare. Gli immigrati clandestini, che non seguono questa procedura, li riportiamo a casa direttamente noi. Espulsi più e più volte finiranno le risorse disponibil