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  1. Stefano Rispondi
    Il problema è che quando si parla di tassa sulla abitazione principale si guarda solo al finanziamento dei comuni e non al sistema generale di tassazione del nostro Paese.Oggi in Italia subiamo la tassazione sui redditi personali più elevata di Europa (soprattutto sui lavoratori dipendenti) e la più alta tassazione sugli immobili. L'incremento delle imposte locali si è giustificato parzialmente con il taglio dei trasferimenti statali ai comuni o con errati paragoni con a Paesi esteri (che avevano un prelievo sui redditi personali più basso del nostro). Oggi IMU e TASI pesano di più dell'ICI. Tale sistema non poteva reggere a lungo. Si doveva scegliere o se ridurre l'IRPEF o tagliare le imposte sulle prime case. Il Governo per ragioni mediatiche ha scelto la seconda. Per quanto discutibile sul piano tecnico. è comunque un passo necessario. Soprattutto considerando che i comuni in tutti questi anni non hanno dato vita a quei processi di aggregazione fondamentali per ridurre i costi gravanti sui cittadini
  2. Angelo Rota Rispondi
    Concordo che l’abolizione della tasi sulla prima casa riduce l’autonomia impositiva dei comuni. Come è giusto incominciare a ridurre le tasse se il bilancio statale lo consente. Io penso che la scelta migliore doveva cadere nel fare recuperare ai contribuenti l’Irpef comunale e l’Irpef regionale visto che sono la copia della tassa che già paghiamo allo stato
  3. AM Rispondi
    In realtà i comuni hanno altre entrate e poi non si deve dimenticare che le spese comunali possono essere ridotte tagliando sprechi e corruzione
  4. Giovanni De Lorenzi Rispondi
    In barba alla legge 42/99 siamo ancora di fronte all'ennesima erosione di quell'autonomia fiscale dei comuni che sarebbe in grado di responsabilizzare ancora di più gli enti locali nella gestione delle risorse.
  5. Mario Del Chicca Rispondi
    Mi dispiace dirlo ma l'articolo mi appare francamente incomprensibile. Credo si faccia confusione tra Imu e Tasi. Nel titolo si parla di Tasi e nella figura di Imu! A parte questo la restituzione di 3,5 miliardi di imposte sulla abitazione principale (come dice Luca Ricolfi è un quarto del maltolto) alle famiglie non priva di risorse i poveri comuni ma le riduce di quelle sulla casa di un quarto. Ma i poveri comuni oltre alle tasse sugli immobili hanno, mi sembra, anche altre entrate. Di queste non fanno cenno le autrici. Banale dimenticanza?
    • Carlo Rispondi
      Mi pare che la confusione sia relativa. La TASI colpisce quasi unicamente la prima casa, per come è stata applicata dai comuni, in sostituzione dell'IMU relativa alla prima casa. La figura sull'IMU riguarda la componente relativa alla prima casa. Quindi se si vuole ragionare sull'abolizione della TASI la comparazione con i valori IMU nella figura è più che giustificata.
  6. serlio Rispondi
    facendo parte di un comitato di quartiere di un comune della costa romagnola ho appreso alcune belle cosine, che ora vi illustro. La gestione del verde pubblico è affidata ad una nota multiservizi locale, che poi la subappalta ad una cooperativa che a sua volta affida il lavoro a degli artigiani. Quindi vi sono ben due passaggi intermedi che il contribuente paga in più del dovuto. Come se non bastasse il contratto con la multiservizi, non viene fatto rispettare dal comune, che si guarda bene dal verificare se le potature o sfalciature previste sono state effettivamente eseguite, con le conseguenze che potete immaginare. Questo è il comportamento dei tanto virtuosi comuni, cui i denari del contribuente non bastano mai. Quindi assolutamente corretto eliminare l'imposizione fiscale sulla casa, così come occorre eliminare la capacità impositiva agli enti locali, sia perchè sprecano comunque, sia perchè le tasse si sommano e finiscono tutte in una sola tasca, quella del contribuente.