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  1. Michele Rispondi
    Chiaro lo scenario e ben inquadrata, con valide considerazioni, la problematica analizzata; una sola la mia considerazione: l’importanza di progettare … seriamente le opportunità per il futuro del nostro paese. Quanti hanno memoria del cordless domestico “FIDO” da utilizzare in mobilità pur in presenza di una rete radiomobile (in tecnologia ETACS e GSM) ormai stabile e con buona copertura del territorio. E che dire del progetto “Socrate”; già a metà degli anni “90 prevedeva il cablaggio in fibra ottica dei grandi centri metropolitani del nostro Paese. Sono stati due costosissimi progetti finanziati con soldi comunitari che, per gli addetti ai lavori, avrebbero rivoluzionato il settore delle TLC; peccato che, in tempi brevi, si rivelarono entrambi fallimentari. Ribadisco, per scongiurare un ulteriore flop, quanto sia importante in termini di capex, sviluppo tecnologico e convenienza economica per l’utilizzatore finale: progettare … seriamente le opportunità per il futuro socioeconomico del nostro paese.
  2. Enrico L. Rispondi
    Finalmente un articolo in controtendenza che offre un ottimo spunto di riflessione per tutti coloro che continuano a credere che la banda larga sia l'Internet veloce che finalmente possa consentire anche all'Italia di godere dei tanto invidiati contenuti statunitensi di Netflix... E' ora di darsi una svegliata per capire che l'Italia è solo all'inizio di questo processo di diffusione tecnologica e che per recuperare il gap che ci allontana sempre più dalle grandi economie internazionali occorre comprendere a fondo i meccansimi che governano tali tecnologie...
  3. Massimo GIANNINI Rispondi
    Il problema della banda larga é il caso classico di tentativo di spingere l'economia dal lato dell'offerta che non serve. E' come costruire un BreBemi che per ora nessuno utilizza on nel caso della banda larga diciamo sa utilizzare. Hai voglia di allargare la banda, ma per farci che cosa? Eppure tutti parlano di banda larga invece di organizzazione de lavoro e aumento della produttività come se questa risolvesse i problemi.
    • pinet Rispondi
      Credo sarebbe opportuna una verifica presso le aziende. Per quanto mi compete le aziende sarebbero ben felici di sfruttare questa opportunità. Semplicemente la stessa non gli viene messa a disposizione se non a prezzi altissimi. Telecom ci offre la fibra a 350 euro mese per le nostre linee (abbiamo 8 linee isdn), del tutto fuori mercato. Credo che prima di fare affermazioni del tutto gratuite dovreste verificare la reale offerta presente nel paese. Come molte volte succede la giustificazione è del tutto banale: si tratta di soldi .....
    • Autori Rispondi
      @Massimo Giannini La questione che lei solleva è cruciale. Sono necessarie azioni di "sistema", che mirino non solo a potenziare l'offerta di infrastruttura, ma che guardino anche ai fattori che ne condizionano la domanda tra le imprese. Questi fattori sono all'origine della mancata crescita della produttività degli ultimi anni. Senza gli interventi sul gap manageriale che molte nostre imprese registrano sulle ICT, gli investimenti sulla offerta di banda larga porteranno sì vantaggi per i consumatori (che grazie a Internet veloce godranno di nuovi servizi, prezzi più bassi, etc.), ma avvantaggeranno solo in parte le nostre imprese, incapaci di fronteggiare la concorrenza su Internet dei cosiddetti giganti del web.