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  1. Fabio Rispondi
    Secondo me chiudono dei luoghi fisici perchè le persone giocano d'azzardo online, per cui questa manovra è finalizzata solo alla razionalizzazione della filiera e non esiste un particolare interesse a tutela del giocatori.
  2. EUGENIO Rispondi
    La presente per aggiornarla sulla nuova Legge di Stabilità in discussione ora al Senato, di cui all’art.48 e a cui la Nota dei Tecnici del Senato a n.111 ha già evidenziato alcuni aspetti preoccupanti. http://www.jamma.it/politica/stabilita-2016-i-dubbi-dei-tecnici-del-senato-con-aumento-preu-su-slot-e-vlt-molte-aziende-potrebbero-decidere-di-chiudere-71540 Viene imposta una nuova e doppia tassazione sempre sui medesimi apparecchi di gioco riferiti al comma 6 del 110 TULPS come la precedente Legge di Stabilità art.1 comma 649 L.190 23 dicembre 2014. Di seguito , quindi , analisi più approfondita dalla materia tratta all’oggetto: dopo una drastica riduzione del corrispettivo contrattuale (vale a dire compensi e aggi) per i concessionari,scaricati dai primi sui gestori e gli esercenti, tramite l’imposizione di un versamento allo Stato (ulteriore rispetto a quanto già corrisposto a titolo di imposte e altri oneri dovuti) di ben 500 milioni, annui, da ripartire “in quota proporzionale al numero di apparecchi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2014”; per l’anno 2015 e 2016 e successivi come da DEF del Ministero delle Finanze.“Dagli interventi nel settore dei giochi, negli anni 2015-2019 sono attese maggiori entrate per circa 8 miliardi.” La “Legge di Stabilità art.1 comma 649 L.190 23 dicembre 2014”si porrebbe, pertanto, in contrasto con l'art. 3 della Costituzione, "per aver colpito in maniera eguale situazioni differenziate"e l'art. 53 della Costituzione, per avere "inciso su saldi contabili astratti che non possono essere considerati espressione di capacità contributiva", in violazione del principio di progressività. Si assume, altresì, che è violato il principio di eguaglianza che avrebbe consentito al legislatore di emanare norme differenziate riguardo a situazioni obiettivamente diverse, sicchè il presupposto dell'imposta sarebbe stato scelto in modo irrazionale ed arbitrario, in base soltanto al numero di apparecchi censiti e collegati alla rete telematica al 31 12 2014 (che abbia lavorato 1 giorno, 1 mese o 1 anno e sotto ricorso TAR LAZIO) . Nella nota inviata da AAMS ora ADM al MEF prendeva in esame l’abrogazione del comma 649 art.1 L.190, senza che ciò sia avvenuto, il Governo ha presentato in Parlamento l’approvazione (legge di stabilità 2016) l’art.48 ( giochi) commi 1 e 2, più proporzionato seppur esagerato. Per i gestori e gli esercenti di AWP addirittura vista l’applicazione della doppia imposizione avranno un riduzione di quasi il 30% dei propri ricavi come da tabella sotto illustrata, molto meno i concessionari gestori dei terminali VLT e degli altri attori della filiera di quel prodotto che variano dall’8% all’11% .Ora le AWP pagano un PREU del 13% + (0,8% di cui 0,3% per AAMS e 0.5% di deposito cauzionale per i concessionari da restituire) equivaleva al 55,2% di tassazione ( del 26% rimanente tolte le vincite del 74%). Dal 1 gennaio 2016 con l’aumento del Preu al 15% quindi doppia imposizione sullo stesso soggeto produttore di redditto ovvero gli apparecchi AWP e i terminali VLT, equivarrebbe al 63,20% ( del 26% rimanente tolte le vincite del 74%) più occorrerebbe colcolare e accolare i 1.207 euro ad apparecchio o ternimale censito al 31/12/14.La doppia imposizione interna è vietata e tale fenomeno si sta verificando nel settore deli apparecchi da gioco comma 6 del 110 TULPS. Si verifica infatti che due imposte aventi carattere simile e di cui l’una sia surrogatoria dell’altra (c.d. doppia imposizione economica). Nel nostro ordinamento l’art. 27 Tuir, ripetendo quanto già sostenuto nell’art. 67 del d.p.r. 600/1973, dispone che la stessa imposta non può essere applicata più volte in dipendenza dello stesso presupposto, neppure nei confronti di soggetti diversi. Tale divieto è probabilmente suscettibile di un duplice funzione essendo volto, da un lato a vietare che l’Amministrazione finanziaria emani due o più atti di imposizione, in relazione ad un unico presupposto e dall’altro, quale norma di principio, al fine di impedire fenomeni di doppia imposizione economica incidendo così sulla disciplina sostanziale del presuppo sto del tributo. Questa sembra essere un ritorsione contro 5 mila aziende di gestione e produzione ormai in crisi causa la grande incertezza dovuta alle varie Leggi Regionali, alla Stabilità dello scorso anno e a quella di quest’anno. La filiera del gioco legale rischia di vedere vanificato il lavoro fatto negli ultimi dieci anni. Rischia il ritorno al caos diffuso e magari ignorato proprio perché illegale, di talché nessuno che ha un ruolo pubblico o politico possa essere criticato”.