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  1. Fabio Rispondi
    Professore, c’è però un fatto: troppo spesso il potere negoziale che le singole amministrazioni hanno nell’attivare le convenzioni Consip o meno è usato per sistemare amici e parenti nelle società aspiranti all’attivazione delle convenzioni stesse. Perciò non sono molto triste che le singole amministrazioni non abbiano più potere di scelta e debbano per forza attivare le convenzioni consip.
  2. Andrea Rispondi
    Articolo molto interessante, ma personalmente non credo che gli svantaggi derivanti da una pluralità di stazioni appaltanti possano essere compensate dai vantaggi. L´ultima frase poi che incita il governo a stanziare fondi per la formazione specifca sembra vagamente autointeressata, essendo l´autore dell´articolo il direttore del master in procurement a tor vergata. Comunque, argomento rilevante
  3. rosario nicoletti Rispondi
    E' la fissazione di questo governo: ingessare sempre più il Paese aumentando il ruolo e l'invadenza dello stato. Poveri noi, non esistendo credibili alternative all'attuale politica.
  4. Massimo Matteoli Rispondi
    Un articolo che definire "giusto" è poco. Purtoppo i danni dello pseudo federalismo leghista hanno distrutto ogni resistenza popolare a questo inutile e dannoso (ma non per i soliti noti) ritorno allo Stato dei Ministeri e dei Prefetti. Bisogna rilanciare con forza le autonomie locali, basandole su poteri e risorse proprie e non sui trasferimenti dallo Stato . Da sempre spendere i soldi delle tasse dei propri elettori è la miglior ricetta per l'efficienza amministrativa e la riduzione dei costi.
    • bob Rispondi
      Signore questi sono esattamente i danni della " bufala federalista" , del decentramento delle autonomie e del localismo provincialotto con cui facciamo ridere il mondo intero. Pazzesco!
  5. Carlo Rispondi
    Una fissazione dell'ex Presidente Consip Piga: attaccarla. Alla sua opinione sul mancato risparmio da aggregazione ISTAT certifica invece risparmi del 22% rispetto a chi compra fuori Consip. La Corea del Sud viene citata come esempio dell'aggregazione dell'informazione e non degli acquisti, ma il PPS (Public Procurement Service, la Consip coreana) acquista invece oltre 100mld$/anno (8 volte più della Consip che acquista 13mld€/anno). Centralizzare solo l'informazione era la policy (auspicata oggi da Piga per l'Italia) di PPS del 2002 (in fase di startup PPS fece dell'impossibilità di fare molte gare, virtù), quando Piga presiedeva la Consip. Dal 2005 PPS compra direttamente ottenendo, come Consip in Italia, non solo i risparmi, ma soprattutto vantaggi e sviluppo per il sistema economico: innovazione, qualità e trasparenza perché pochi qualificati esperti acquistano (e si controllano) bene, tanti buyers impreparati acquistano (e si controllano) male. Pochi esperti delle centrali acquisti acquistano in lotti che permettono l'accesso a PMI trasparenti, mentre migliaia di buyers incompetenti e/o imbroglioni chiamano gli amici e non i migliori. Così hanno distrutto il tessuto economico dell'Italia. Infine: per avere i buyers qualificati nelle (almeno) 10 merceologie che la PA acquista le 32.000 stazioni appaltanti dovrebbero avere 320.000 dipendenti solo per acquisti. Una follia che non possiamo permetterci! Carlo
  6. Michele Rispondi
    Non credo che la proliferazione delle stazioni appaltanti aiuti la trasparenza e l'economicità degli acquisti. Per le categorie merceologiche di uso ricorrente dubito che i costi di trasporto incidano più di tanto e non credo neanche che siano fornite da piccole imprese (la telefonia mobile?). Piuttosto, questo si, chi riesce a fare meglio di Consip dovrebbe diventare il benchmark di riferimento e allora occorrerebbe capire perche Consip fa peggio.
  7. roberto bacenetti Rispondi
    Le solite leggi italiane ? Ovviamente avrebbe senso solo vietare gli acquisti a prezzi superiori di quelli spuntati dall Consip. Chi si avvantaggia ? I grandi fornitori vogliono far fuori i piccoli e potrebbero avere una sponda in parlamento ...