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  1. Alberto Rispondi
    Come disse qualcuno “ci sono due tipologie di persone, le prime pagano le imposte, le seconde con queste ci vivono”. Esistono svariate ragioni per cui si preferisce pagare in contanti, non ultimo l’impossibilità di prelevarli come avvenne in Argentina, Cipro, Grecia; con il bail-in sarà sempre più probabile. Ipotizzare che il limite al contante possa contenere l’evasione è ridicolo, primo perché la criminalità in barba al tetto dei 1.000 € “fattura” miliardi di €, in altri Paesi come la Germania non esiste il limite al contante e poi l’evidenza che anche eliminare il contante non serve, come avviene in Paesi dove esiste un canale di pagamento parallelo con altra valuta ritenute addirittura illegale es. dollaro USA come avviene a Cuba.
  2. AM Rispondi
    Alla trasmissione VIRUS del 22/X ho visto la registrazione dell'intervento di Cantone su questo tema e mi sono accorto con sorpresa che alcuni quotidiani avevao totalmente stravolto il senso delle parole di questo specchiato personaggio che stimo molto. In sostanza Cantone ha dichiarato l'assenza di correlazione fra sogli del contante e corruzione e evasione fiscale. Ha poi aggiunto che continue modifiacazioni di questa soglia così come del quadro fiscale causano incertezza fra i cittadini. Faziosità di alcuni giornalisti.
  3. Fulvio Rispondi
    Supponiamo abbiate alcuni buoni postali fruttiferi cartacei con varie scadenze, e che li vogliate incassare per pagare la retta mensile (2800€) della RSA di un vostro familiare di primo grado non più autosufficiente. Supponiamo inoltre che non vogliate disinvestire tutti i buoni contemporaneamente, ma che li disinvestiate uno alla volta man mano che ne avete necessità (la vita residua dei buoni è ancora lunga). Supponiamo infine che l'importo di ciascun disinvestimento sia superiore ai 1000 €. Quando disinvestite, non potete farvi pagare in contanti. Poste Italiane vi fa 2 proposte: 1. Apri un conto corrente da me, e versa su tale conto il disinvestimento (di grazia, ho già 2 conti correnti su cui pago la patrimoniale che ha il finto nome "imposta di bollo", perché dovrei farlo?) 2. Ricevi l'importo tramite un vaglia postale alla modica cifra di 3€ (e poi paga alla banca un'ulteriore balzello, intorno ai 2€, per versare il vaglia, distruggendo in costi di transazione fino allo 0,5% del valore dell'investimento) Tutto questo grazie al limite dei 1000€. Complicazioni e costi certi, benefici assai dubbi. P.S.: la storia è vera, non solo ipotetica; sono lavoratore dipendente.
    • Andy Mc TREDO Rispondi
      Correzione: quando disinvesti hai diritto ad avere il contante (: quello che dice la posta è vero nella misura in cui cerca di incrementare i sui guadagni ma non è stabilito dalla legge vigente, al limita da suoi regolamenti interni...), quello che non puoi fare è pagare la retta in contanti direttamente alla RSA. Puoi comunque chiedere un assegno/vaglia ad essa intestato, consegnarlo e tenerti il resto, o fare un bonifico (chiaramente non gratuito : tutti non lavoriamo a gratis).
  4. Moreno Rispondi
    Concordo pienamente. Una soglia maggiorata per gli acquisti in contanti legati al turismo peraltro esiste già per i cittadini extra-UE ed è di 15.000 euro (art. 3 del d.l. n. 16/2012). In caso di pagamenti in contanti superiori alla soglia ordinaria l'esercente che cede il bene o il servizio è però tenuto a tutta una serie di adempimenti come fotocopiare il passaporto del cliente e altre procedure legate perlopiù alla disciplina anti riciclaggio. Se il problema è l'invasività di tali pratiche (quando la fotocopia serve per il tax refund probabilmente le lamentele sono minori) si potrebbe considerare una semplificazione, evitando, come si suol dire, di buttare via il bambino con l'acqua sporca, resta fermo che nessuno obbliga i turisti a pagare in contanti...
    • bob Rispondi
      l' Italia di Arlecchino e Pulcinella che lei descrive sinteticamente in maniera perfetta. Bravissimo!!
  5. luca Rispondi
    Molto interessante; ma la statistica che proverebbe davvero la correlazione sarebbe quella che mostra come l'evasione in Italia sia andata su e giu' seguendo gli alti e bassi del limite al contante negli ultimi 10 anni. Esiste?
  6. Tommaso Leso Rispondi
    L'articolo mostra che il tasso di evasione è correlato inversamente con il numero di operazioni effettuate con carte bancarie effettuate dagli abitanti (cosa intuibile), e usa questo dato per dire che l'uso frequente del contante è correlato direttamente a un'aumento dell'evasione. Fin qui, tutto bene. Solo che poi si fa il salto di sostenere su queste basi che l'aumento al tetto sul pagamento in contanti causerà un aumento dell'evasione. Solo che non è stato dimostrato che a tenere basso il numero di pagamenti con carta di credito in Italia sia l'assenza di un limite molto basso al pagamento in contanti. E ci sono seri motivi per sospettare che non sia quella, la ragione per cui non paghiamo spesso con POS o con carta di credito/debito. Dal fatto che 1)in Italia ci sono 15 milioni di unbanked - che, limite o no, solo in contanti possono pagare; al fatto che 2)in nazioni con numero altissimo di pagamenti elettronici *e* bassa evasione (Danimarca, Svezia, Regno Unito) non hanno alcun limite ai contanti. Quindi: è davvero mettere un tetto basso al pagamento in contanti il modo per incoraggiare il pagamento elettronico (e di conseguenza diminuire l'evasione fiscale)? E se invece si dovessero abbassare le commissioni su POS e carte di credito, migliorare la concorrenza nel settore bancario in modo che i conti correnti costino meno, incentivare - anche con una riduzione dell'IVA, per dire, i pagamenti con carta di credito/debito o Pos?
  7. diana Rispondi
    Buona parte di coloro che hanno entrate dirette sul conto corrente (dipendenti e pensionati, sostanzialmente), credo che non trovi molto comodo fare prelievi a sportello o ATM per cifre così elevate e poi andare in giro per negozi. Presumo che la soglia dei contanti interessi prevalentemente chi ha già entrate in contanti, e questi consumatori non saranno probabilmente interessati a che i loro acquisti vengano tracciati. Mi aspetto, pertanto, che l'impatto sul PIL emerso di questa manovra sia abbastanza ridotto.
  8. Pif Rispondi
    Partendo dal famoso enunciato di Okkam:"A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire", non mi starei tanto a scervellare sulle correlazioni, ma chi va in giro con 3000 euro per fare i pagamenti ? I più ricchi con più disponibilità usano le carte, i pensionati e gli anziani che usano meno gli strumenti elettronici in media non li hanno e quindi se non ha favorire l'evasione a cos'altro serve?
  9. Stefano Sappino Rispondi
    Sono d'accordo con il senso dell'articolo. Una parola di cautela nell'utilizzare quei grafici di correlazione: se gli indicatori di evasione (come è molto probabile) hanno tra i dati che considerano positivi (ovvero indicatori di bassa evasione) l'uso delle carte di credito e del POS stiamo mostrando una tautologia. Per il resto, è una misura esiziale, come esiziale è l'idea che l'economia, in un mondo globalizzato, si stimoli grazie ai consumi (di beni/servizi che non produciamo). Investire in ricerca e sviluppo (vera), di base ed industriale, sarebbe più serio e indicatore di una visione politica e strategica. Facile, per esempio, correlare i paesi di successo al numero di brevetti rapportati alla popolazione.
  10. bob Rispondi
    "l’innalzamento del limite, magari solo per gli stranieri.." Allora qualche problema nella economia reale del Paese c'è? Così scrivendo lo conferma. Germania e Austria sono Paesi da 3° mondo? Vogliamo dire con sincerità che non si sa più quale soluzione prendere e siamo in bambola totale?
  11. giampaolo vitali Rispondi
    Articolo interessante, complimenti. Io aggiungerei che probabilmente all'origine della scelta di maggiori transazioni in contanti vi è la necessità di stimolare i consumi, smobilitando la notevole liquidità detenuta in nero dagli evasori. Ipotizzando che le nuove norme sulla tracciabilità e il controllo dei conti correnti riducano l'evasione, presente e futura, si pone il problema di come "mettere in circolo" i frutti dell'evasione passata, che sono immobilizzati in una elevata liquidità detenuta in cassetta di sicurezza o, più diffusamente, "sotto il materasso". L'impatto sul PIL sarà sicuramente positivo.
    • AM Rispondi
      Condivido il commento, ma non sono affatto d'accordo sul fatto che la liquidità detenuta in cassetta o nel materasso sia necessaraiamente frutto dell'evasione fiscale. Dopo i casi di Grecia e Cipro molti risparmiatori non evasori hanno avuto il timore che il denaro depositato in banca o alle poste fosse reso indisponibile o, peggio ancora, decurtato da tassazioni straordinarie e impreviste imposte da organismi internazionali