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  1. Luciano Pontiroli Rispondi
    Non entro nel discorso concernente l'interpretazione dei dati statistici, qualcun altro forse lo farà. Quello che mi preoccupa è l'idea - che sembra ispirare le considerazioni più generali dell'Autore - per cui difendersi in giudizio e perdere la causa costituisca abuso del processo, tanto da auspicare l'equiparazione della soccombenza alla lite temeraria: infatti, egli propone di eliminare il requisito della colpa per attribuire al soccombente la lite temeraria. Chi è consapevole dell'estrema imprevedibilità degli esiti del contenzioso giudiziario, in un panorama normativo confuso e contraddittorio, nel quale la creatività dei giudici spadroneggia, non può non avvertire un brivido nella schiena. La ricerca dell'efficienza non giustifica il sacrificio dei dirittti: nella Costituzione c'è ancora l'art. 24!
    • Maurizio Benetti Rispondi
      In Germania, dove vivo da anni, è la norma. Chi perde paga. Insieme al fatto che i processi civili si risolvono di solito entro pochi mesi e non durano anni e decenni, mi sembra un ottimo deterrente contro l'avvio di cause spericolate pur di far male alla controparte o il tirare per le lunghe sperando che l'avversario abbia meno soldi o pazienza da spendere.
      • Luciano Pontiroli Rispondi
        Sigonr Benetti, anche in Italia chi perde paga le spese di causa, come stabilite dal giudice. Quello che io contesto è che si voglia aggiungere alla condanna alle spese anche quella per lite temeraria senza che sussista una grave colpa della parte soccombente. Quanto alla lunghezza dei giudizi in Italia, tenga presente che da qualche annetto il governo del processo è esclusiva del giudice, gli avvocati non possono chiedere rinvii per "tirare per le lunghe", Ma i giudici possono fissare le udienze a loro piacimento e non hanno termini entro i quali provvedere sulle richieste delle parti: in una causa pendente a Roma il giudice ha stabilito che la consulenza tecnica sia depositata entro il 3 maggio 2016 e fissato l'udienza per discuterne al 12 luglio 2016, tanto per fare un esempio, neppure tra i peggiori.