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  1. Gianluca Morino Rispondi
    Alcuni punti dell'analisi sono iper scontati.... Ritengo che prima di scrivere certe cose, basterebbe fare una telefonata ad uno tra i migliaia di produttori e vignaioli che battono i marciapiedi del mondo. Le motivazioni delle difficoltà del nostro settore sono ben altre come altre dovrebbero essere le strategie per diffondere la cultura del vino in Italia. Quanto alla citazione di Ais, quelle associazioni potrebbero aiutare ma il timone delle strategie dovrebbe essere in mano diverse.
    • bob Rispondi
      "..Le motivazioni delle difficoltà del nostro settore sono ben altre" . Quali?
    • Stefano Castriota Rispondi
      Le critiche costruttive sono sempre ben accette, quindi se ci illustra il Suo punto di vista sui problemi delle imprese vitivinicole italiane è un arricchimento per tutti. I sei punti illustrati costituiscono le conclusioni del manuale di Economia del Vino che ho appena scritto per EGEA, nel quale passo in rassegna centinaia di studi scientifici, relazioni tecniche e studi di settore. Il punto di vista è di macro/politica economica e riflette l'opinione condivisa di accademici, imprenditori e membri delle istituzioni con i quali mi sono ampiamente confrontato. Alcuni punti possono apparire scontati agli addetti ai lavori, non certo al vasto e variegato pubblico de La Voce che di mercati del vino, protagonisti e problemi spesso non sa nulla. Per le tematiche inerenti la gestione delle aziende si rimanda alla letteratura di management e marketing
  2. bob Rispondi
    professore anche il più ingenuo ha capito che la produzione di vino in Italia non è stata programmata con un piano di sviluppo che tenesse conto delle potenzialità dei mercati, delle zone naturalmente vocate, delle azioni come marchio Italia da intraprendere all' estero e dal contigentare qualità/quantità. Per vedere la disinformazione assurda che sistematicamente viene praticata riguardo alla " fiorente economia del vino " basta andare in u ristorante a Londra e farsi dare una carta dei vini, con il classico stupore italico a bocca spalancata vediamo che oltre il piccolo spazio Italia ci sono ben altri Paesi ben presenti. L' enorme e assurdo sviluppo di vigneti ( impiantati nelle parti più disparate ) e le ridicole numerosissime spassose varietà sono frutto di finanziamenti ad hoc ricevuti. In Italia la produzione di qualità dovrebbe essere relegata a 4-5 territori