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  1. Giuseppe G.B. Cattaneo Rispondi
    Concordo pienamente, sarebbe stato semplice attribuire le competenze delle province alle regioni. Ricordo di aver scritto in proposito una lettera a tutti i presidenti di regione ottenendo una sola risposta dal presidente della regione Toscana Rossi che solo per questo motivo considero una persona seria. Ma c'è un altro problema, se la classe politica regionale non ha avuto l'intelligenza di capire che l'abolizione delle province era la condizione per non abolire le regioni allora forse si deve cominciare a ripensare il ruolo delle regioni. Dopotutto se l'Europa ha un senso non si possono mantenere troppi livelli legislativi: Cominità europea - Stato - regioni - comuni ....
  2. Fabio Rispondi
    La mia opinione è che non è stata una riforma ma una pura azione di marketing e queste evoluzioni lo dimostrano, se le Province non servivano perché c'è tutta questa necessità di trasferire funzioni?. Chiunque conosca il funzionamento dell'apparato pubblico sa che i centri di spesa più importanti, oltre allo Stato centrale, sono le Regioni. In questo modo invece si è: attribuito più potere alle Regioni; è aumentata l'influenza politica sulle strutture tecniche; si è persa una dimensione amministrativa sovra-comunale equidistante dal cittadino, non sono stati intaccati se non marginalmente i livelli di spesa. Io credo che nel medio-lungo periodo si dovrà tornare sull'argomento creando macro-regioni e livelli amministrativi intermedi che battezzeremo con qualche definizione astrusa (non si chiameranno Province per non infrangere pericolosi tabù).
    • bob Rispondi
      ..un Paese che non è capace di attingere dalla propria Storia...quella migliore, che non ha memoria storica è un Paese che non avrà futuro. Basta vedere le facce e i comportamenti di molti personaggi seduti al Parlamento per comprendere lo stato i cui versa l'Italia. Le Regioni: frutto della commedia dell'arte di cui siamo maestri. Mai come adesso il motto " Franza Spagna purchè se magna" è di drammmatica attualità
  3. bob Rispondi
    ...ripassare la Storia di questo Paese dal 1970 indietro
  4. Vincenzo Rispondi
    Personalmente, reputo una sciocchezza questa scelta governativa di abolizione delle province. Storicamente, ci sono sempre stati enti intermedi, dato che la nostra forma amministrativa ricalca quella napoleonica di metà Ottocento. Ma questa "riforma" è stata pessima. Vogliamo riformare le province? Ok, togliamo il consiglio elettivo, eventualmente mettiamoci un delegato per ogni comune, snelliamo la formazione di una giunta, ma non buttiamo alle ortiche anni e anni di competenze e professionalità. Risultato: tutto il contrario. Un pasticcio, un obrobrio su tutti gli ambiti. E si continua ancora a peggiorare! Ma poi, se proprio proprio vogliamo fare una vera trasformazione, diamo i poteri dei presidenti di provincia ai prefetti! Il loro ambito di competenza territoriale è la stessa provincia, hanno poteri simili, per cui siamo già pronti per "trasformare".
  5. Al Rispondi
    Analisi e proposta molto sensate. L'errore del Governo è stato pensare che i livelli inferiori (Regione, Province, Comuni) avrebbero collaborato per il buon esito della procedura. In Italia la Pubblica Amministrazione non collabora MAI e non gliene importa nulla del buon esito finale. Ogni margine di manovra è interpretato a fini di impedimento. Nel processo di eliminazione delle province ogni individuo, dai presidenti di Regione giù fino all'ultimo degli uscieri, ha guardato i suoi interessi personali. La riforma andava fatta dall'inizio dicendo alle Regioni, per legge, "da domani le funzioni passano a te, col personale e le relative entrate". Prima lo fanno, meglio sarà.