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  1. Mauro Rispondi
    Il problema della nostra crisi economica non è produrre ma vendere. Lo stato deve aumentare il potere di acquisto delle famiglie e non sovvenzionare la produttività delle aziende. Solo in tal modo la ruota ricomincerà a girare. La " FIAT" non ha il problema di produrre ma quello di vendere o vogliamo aumentare le auto nei magazzini aumentando la produttività ? Tutte le azioni dello Stato devono andare nella ridistribuzione della ricchezza e nell' aumento del potere di acquisto. Lo stato deve ora comportarsi da " imprenditore" e deve investire sul potere di acquisto nelle famiglie non elargendo ora in produttività, questo si dovrà fare dopo.
  2. sandro Rispondi
    Renzi farebbe bene a reintrodurre la detassazione dei premi di risultato al 10% per gli anni 2016 e 2017. Per il 2015:il mef stimava la copertura in 500 mln di euro e 160 per il 201t6.per il 2016 non è una gran cifra.come dice l articolo servono misure di sostegno alla domanda, la detassazione ha il vantaggio duplice di sostenere domanda è produttività
  3. Pier Doloni Franzusi Rispondi
    Concordo sul fatto che un tema del genere non deve essere semplificato, e che la produttivita' e' fortemente legata al tasso di occupazione. Tuttavia credo sia poco indicativo misurarla per addetto, sarebbe piu' significativo guardare al dato per ora lavorata nel momento in cui si fanno confronti con altri paesi. I Minijob tedeschi, per dire, sono forme di part time.
    • Innocenzo Cipolletta Rispondi
      concordo che sarebbe meglio considerare la produttività per ora ma questa non è disponibile per l'intera economia. comunque è da considerare che anche in Italia ci sono i lavori part time e che l'orario di lavoro italiano non è maggiore di quello tedesco
  4. Luca Citino Rispondi
    Non mi è chiaro come maggiore domanda dovrebbe far salire la produttività, se pensiamo che i lavoratori al margine (assunti per soddisfare tale domanda) siano meno produttivi. Esistono valide ragioni per pensare che più crescita migliori la produttività in un feedback positivo (e.g. curve d'apprendimento), ma di queste non c'è traccia nell'articolo. Qualcuno potrebbe farmi chiarezza? Inoltre dovrebbe essere spiegato come mai il livello assoluto della produttività dovrebbe influenzare (anche) la crescita e non solo il livello dell'attività economica. Grazie
  5. Giovanni Teofilatto Rispondi
    Le crescemti masse monetarie in elargizione degli agenti economici hanno la facoltà di determinare un aumento dei prezzi delle merci che a loro volta creano maggiore moneta attraverso il mezzo speculativo con il fine di produrre merci in sovrappiù causando un' eccesso di produttività "sintetica" per la condizione necessaria del profitto aziendale (o della Società) in assenza di una condizione sufficiente di Rinuncia al consumo da parte delle categorie di reddito superiore con effetti di dumping consumistico a scapito delle categorie di reddito inferiori. Ecco la richiesta di maggiore produttività del lavoro quando il problema è la mancanza di rinunciare all'accumulazione di massa monetaria con effetti perversi sui prezzi dei titoli delle Borse Valori. Altro che politiche QE qui è necessario e sufficiente nella matrice degli scambi un aumento decisivo dei tassi di ineteresse soprattutto quelli a breve.
  6. ivan terzo Rispondi
    Una domanda banale. Ma per "prodotto per addetto" si intende e comprende anche quello relativo al settore edilizio e, quindi, quello determinato anche dalla di abitazioni?
  7. Marcello Romagnoli Rispondi
    Un modo per aumentare la produttività è investire maggiormente in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti a maggiore valore aggiunto. Questo ci permetterebbe da un lato di combattere meglio la concorrenza di paesi a bassi salari, tasse e tutele. Purtroppo il mantra industriale è abbassare i salari e le tasse. Abbassando i salari comprimiamo la parte più abbondante degli acquisti dei beni prodotti: quella interna che non sarà mai coperta dalle esportazioni. Abbassare le tasse vuol dire dare allo stato meno risorse per le spese che sono il vero volano dell'economia con buona pace di chi pensa che all'economia basti l'iniziativa privata. Investire vuol dire rischiare e magari non guadagnare nell'immediato e questo non va bene agli azionisti e agli amministratori. Per questo chiedono il miracolo di meno tasse, ma più protezione dello stato....una quadratura impossibile
  8. Fabrizio Rispondi
    Il primo problema che vedo e' come si misura la produttivita'. Il metodo esposto fa una media generalizzata che puo' essere utile solo in alcuuni casi. Il signor Savino ha ragione, ma aggiungerei che le ragioni sono da ricercare in una classe dirigente, generalmente intesa, scarsamente preparata in termini di gestione delle risorse sia umane che materiali. DI conseguenza manca una relazione tra le necessita' del mercato, che generano la domanda, e le caratteristiche del lavoro che creano prodotti di qualita', che detto per inciso significa soddisfare le richieste del cliente finale... cioe' noi. In generale le conclusioni dell'articolo sono condivisibili, ma come spesso capita del tutto generiche e vuote di contenuto; del resto se la produttivita' e'= PIL/n.ro lavoratori non e' che ci vuole molto a trarre le conclusioni. Forse bisognerebbe iniziare a classificare ed analizzare il lavoro nelle sue sfaccettature piu' articolate e poi pensare ad una serie di interventi mirati per settore ponendosi obiettivi riscontrabili pre e post intervento, per capire se si va nella giusta direzione.
  9. Savino Rispondi
    Produttività deve essere intesa sia in senso quantitativo che qualitativo. Entrambe mancano all'Italia per vincere la sfida competitiva nel mondo globale. Zero investimenti in ricerca e sviluppo, poche ore lavorate e lavorate anche male, scarso efficientamento produttivo, zero motivazioni per i dipendenti, zero partecipazione dei dipendente alle scelte aziendali strategiche, troppo sindacato per aspetti inutili, futili e marginali. Sono tutti questi i nostri problemi.
    • Miguel Rispondi
      Quella delle poche ore lavorate è una balla colossale: https://data.oecd.org/emp/hours-worked.htm
      • Savino Rispondi
        qualità ?
      • Andrea Fumagalli Rispondi
        Infatti, in Italia si lavora troppo, male e poco remunerati. Queste sono le vere ragioni della stagnazione strutturale del paese che dura fdagli anni '90, dove l'elevata precarizzazione abbatte la produttività e lo sfruttamento di quelle che oggi sono i veri fattori di crescità della produttività: economie di apprendimento e di rete. Se si scompone il prodotto per addetto tra produttività del lavoro, del capitale e total factor productivity, si vedrebbe che la produttività del solo fattore lavoro è di gran lunga maggiore di quella dipendente dal capitale (con l'eccezione del 2014, guarda caso l'anno con maggior incremento della quota di precari sugli occupati): http://www.istat.it/it/archivio/166206