logo


Rispondi a bob Annulla risposta

1500

  1. pasquale morea Rispondi
    E' la solita storiella di fine estate, tutti a parlare di numeri, chi con cognizione, altri tanto per far credere di saperne. Turismo interno vs turismo all'estero, quale più importante? Il prodotto Italia sconta il calendario feriale estivo, i tempi della scuola, i prezzi sempre troppo alti e la qualità innegabilmente troppo incerta. Destagionalizzazione e Mezzogiorno: ormai son diventato vecchio a correre dietro questi miti, la realtà è rimasta la stessa da decenni a questa parte. Manca ancora un concetto di standard diffuso, di politiche condivise (anche magari solo a livello interregionale) e politiche promozionali vere. C'est la vie.
    • bob Rispondi
      ...a parte noi che facciamo credere di saperne. Ascolto a tutte orecchie : calendario feriale estivo - i tempi della scuola- i prezzi sempre troppo alti - la qualità innegabilmente troppo incerta. Destagionalizzazione- Mezzogiorno - concetto di standard diffuso - di politiche condivise - politiche promozionali vere. Cosa vuol dire? Ci spieghi il copia-incolla?
  2. Claudio Farelli Rispondi
    Tutto giusto, però non si può dire che manchino dati sul turismo negli alloggi non ufficiali. L'indagine Viaggi e vacanze dell'Istat e quella della Banca d'Italia sul turismo internazionale (quest'ultima pubblica anche i microdati intervista per intervista!) misurano il fenomeno da parte della domanda, cioè dei turisti, che dichiarano dove hanno pernottato.Non credo che il bonus di 80 euro abbia favorito i viaggi, ci sono studi che attestano che li hanno presi le famiglie con reddito più alto che già viaggiavano. Il settore secondo me sconta inaccettabili ritardi nella organizzazione e i problemi della nostra rete di trasporti, soprattutto collegamenti aerei di lunga distanza che Alitalia ha quasi azzerato da anni. Col risultato che i turisti del futuro sempre più dovranno passare per gli altri hub europei prima di recarsi in Italia, con un inutile aggravio di costi e di tempi di percorrenza.
  3. Stefano Castriota Rispondi
    A me sembra che (1) l'effetto di recupero del turismo sia ampiamente da attribuire al fatto che in mezzo mondo non si possa più mettere piede e quindi molti stanno riscoprendo il Mediterraneo europeo e l'Italia e (2) che la maggior parte del valore aggiunto del turismo italiano si stia spostando nelle tasche delle grandi aziende (spesso localizzate in Irlanda o altri paradisi fiscali) che gestiscono le prenotazioni di voli ed alberghi, mentre le briciole se le dividono gli albergatori nazionali e tutti quelli che gestiscono i B&B (magari abusivi e/o su cui non pagano le tasse). Pianificazione da parte delle autorità pubbliche zero, non come Francia e Spagna. Non mi sembra ci sia troppo da festeggiare.
  4. bob Rispondi
    ..la rivoluzione è stata Internet ! Le innovazioni possono avere tempi abbastanza lunghi per acquisirle, le rivoluzioni non danno scampo o ti adegui o scompari. Internet ha eliminato le "intermediazioni inutili" ha eliminato l'agenzia classica, ha eliminato l'albergo che ha sottovalutato la recensione e ha creato molti altri soggetti che hanno centrato un'offerta molto più mirata per i nuovi stili di turismo soprattutto tra i giovani. Aggiungerei che Internet ha eliminato anche e fatto pulizia di "imprenditori" culturalmente deboli quindi incapaci di recepire il cambiamento. Non dimentichiamo che Internet ha portato sul mercato altri soggetti (Paesi) in concorrenza con offerte allettanti. Internet ha anche sopperito ( visto che sosteniamo che le cose vanno bene) alla latitanza totale della politica e del sistema-Paese ( la follia della delega alle Regioni su tutte) . Il Paese degli analfabeti non solo non ha un Ministero del Turismo (forse non più utile) ma non è riuscito neanche a far partire un portale Internazionale del nostro territorio per divulgare, spiegare, illustrare, promuovere itinerari, percorsi, bellezze, etc.....ma anche in questo caso, soprattutto il turismo straniero, ha sopperito con Internet