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  1. ivan b Rispondi
    Grazie Andrea. da tempo mi chiedevo quali potessero essere i vantaggi per i consumatori ed i contribuenti europei del TTIP. dopo le miserevoli vicende dello spionaggio industriale fatto del "grande orecchio" ECHELON degli anni Ottanta e Novanta ed il Wikileaks sullo spionaggio fatto dalla NSA con la scusa dell'antiterrorismo non mi fido. spero che non passi e se sì, soprattutto per la sicurezza alimentare, mi procurerò un campo dove coltivare di persona ciò che intendo mangiare.
  2. lorenzo Rispondi
    grazie per l’articolo su un tema rimasto nell’ombra fino a poco fa e su cui comunque pochi parlano con cognizione di causa. Dove si può leggere il testo della bozza di Accordo in italiano o almeno in inglese? credo sia importante che gli studiosi divulghino sempre il link alla URL pertinente, in modo che gli interessati possano leggerselo e eventualmente arricchire il dibattito
  3. PMC Rispondi
    Non mi è ben chiaro dall'articolo, quale vantaggio io ho oggi, come consumatore a continuare a subire (lievi) dazi su prodotti Usa e a non poterne magari acquistare altri per via delle normative differenti. E neanche mi è chiaro perché un'impresa europea rischi grosso trovandosi un concorrente in casa, ma non abbia al contempo alcuna opportunità in più nell'avere a disposizione la ricca clientela Usa.
  4. Federico Diamantini Rispondi
    Sempre peggio, direi! Mi chiedo a questo punto cosa servano gli Stati e la democrazia (se mai esistita): "cabina di regia, da affidare a un ente indipendente di nuova creazione: il Regulatory Cooperation Body".... E soprattutto:"Oggetto di trattativa è anche un meccanismo per la protezione degli investimenti (Investment Protection and Investor-State Dispute Settlement – Isds) volto a consentire agli investitori stranieri di intentare causa contro uno stato che adotti misure in contrasto con le loro legittime aspettative di profitto" Ma serve veramente un commento?
  5. davide445 Rispondi
    Gli USA come sempre pongono il dogma del libero mercato come testa di ponte nel proporre accordi (dopotutto perché rifiutarli, sarebbe una offesa al dogma! quanti premi nobel americani hanno scritto sui benefici del libero mercato?) che gioverebbero soprattutto a loro, dato che una asimmetria esiste sempre. Beneficerebbe anche la continua imposizione della loro visione del mondo e della società, che negli scorsi anni non solo ha visto aumentare gli squilibri, validare una mobilità sociale ben lontana dallidea del "paese delle opportunità" ma vede anche le società no profit creare pià posti di lavoro del for profit. Forse gli Europei dovrebbero prendere coscienza che in fatto di economia magari gli Stati Uniti hanno da insegnarci, ma in fatto di qualità della vita sono ancora parecchio indietro e che noi dovremmo fare i nostri interessi, anche se paesi come la Germania finiranno per accettare a questo accordo.