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  1. giovane arrabbiato Rispondi
    Noto che ad Ambrosini i giovani italiani non piacciono proprio. Ci metteremo anche noi sul barcone in mezzo al mare magari le critiche le prende in considerazione.
  2. Michele Daves Rispondi
    "I rifugiati sono persone, non scarti imbarazzanti da suddividere in modo più o meno equo. Hanno conoscenze, legami e desideri che non necessariamente collimano con le destinazioni loro assegnate. Una volta inviati forzosamente in un determinato paese, potrebbero decidere di trasferirsi altrove" - io aggiungerei - o restare isolati con scarse possibilità d'integrazione. Conosciamo bene il ruolo positivo che la comunità d'appartenenza (in primis la famiglia) gioca nel processo d'inserimento dei migranti, quindi dovrebbe essere anche interesse dei paesi ricettori non spezzare questi legami forti. Inoltre, la logica delle quote proposta dalla Commissione europea ricorda troppo da vicino quella della suddivisione da parte dei paesi colonizzatori del territorio africano. Spartizione che ha creato confini arbitrari senza tener conto dei popoli e delle differenti etnie presenti in qui territori spesso divise da antichi odi tribali. Questo ha posto le basi a una buona parte degli attuali conflitti che affliggono l'Africa e che contribuiscono alle emigrazioni di massa verso i paesi occidentali.
  3. Mauro lepri Rispondi
    Il deficit demografico europeo (ed in particolare quello italiano) ed il fabbisogno di forza lavoro fanno a cazzotti con la disoccupazione esistente. Il lavoro sarà sempre più raro e pensare che saranno gli immigrati a pagare le pensioni degli attuali lavoratori è sbagliato: si dovranno pensare altre soluzioni ora inimmaginabili. Perché pochi lavoratori (dipendente o autonomo) dovrebbero affaticarsi e spremersi per pagare il welfare anche a quelli che non lavorano? Perché non dare meno lavoro a tutti cosicché ognuno si paghi il suo ?
  4. Cesare Sacchi Rispondi
    Ritorno a Tacito: l’ospitalità degli antichi germani Angela Merkel, figlia di una professoressa di latino, ha certamente mandato a memoria il celebre passo di Tacito sull’ospitalità degli antichi germani: “Nessun altro popolo ama di più dare banchetti e concedere ospitalità: nessuno può essere respinto da una casa e ciascuno ammette l'ospite alla sua tavola imbandita come le sue possibilità gli consentono. Se i mezzi si esauriscono, colui che era stato padrone di casa diventa compagno e guida alla ricerca di un altro rifugio e, pur non essendo invitati, si presentano tutti e due ad una casa vicina. E non vi è alcuna differenza: entrambi sono accolti con la stessa disponibilità, perché, quanto al diritto di ospitalità, nessuno si mette a sindacare se un ospite è conosciuto o sconosciuto. E’ usanza concedere a chi si congeda da una casa quanto abbia eventualmente chiesto ed è reciproca la schiettezza nel chiedere: tutti si compiacciono dei doni ma nessuno mette in conto ciò che ha dato o si sente obbligato da ciò che ha ricevuto”. (Tacito, Germania, 21) Il ritorno alle buone abitudini tacitiane fa bene ai tedeschi (e anche ai tanti italiani che hanno tra gli antenati gli antichi longobardi). Consiglio di leggere anche Notizie naturali e civili su la Lombardia (l’edizione originale delle Notizie – Milano, 1844 – si trova facilmente in rete con Googlelibri)
  5. Marcello Romagnoli Rispondi
    Ci andrei piano col dire che "La Germania ha guidato il cambiamento di rotta, imprimendo un segno nuovo alla sua leadership europea...". Un'altra chiave di lettura potrebbe essere quella per cui la Germania ha bisogno di braccia per le sue aziende, meglio se ben istruite come quelle siriane, e per sostenere il calo demografico che la farebbe diminuire nel suo peso specifico e politico. Una cartina a tornasole la si avrà se la Germania porrà filtri o no all'immigrazione. Certamente nell'immediato appare come una nazione di grande apertura e umanità, ma forse fa solo il proprio interesse e favorisce il dissanguamento di risorse umane di un paese martoriato da una guerra interna foraggiata da paesi esterni. Molto meglio, e si può dire la stessa cosa anche per altre guerre in Africa, che l'europa (e minuscola non a caso) intervenisse per pacificare, aiutare queste zone così che la migrazione non avvenga per necessità obbligata.
    • Cesare Sacchi Rispondi
      Ritorno a Tacito: l’ospitalità degli antichi germani Angela Merkel, figlia di una professoressa di latino, ha certamente mandato a memoria il celebre passo di Tacito sull’ospitalità degli antichi germani: "Nessun altro popolo ama di più dare banchetti e concedere ospitalità: nessuno può essere respinto da una casa e ciascuno ammette l'ospite alla sua tavola imbandita come le sue possibilità gli consentono. Se i mezzi si esauriscono, colui che era stato padrone di casa diventa compagno e guida alla ricerca di un altro rifugio e, pur non essendo invitati, si presentano tutti e due ad una casa vicina. E non vi è alcuna differenza: entrambi sono accolti con la stessa disponibilità, perché, quanto al diritto di ospitalità, nessuno si mette a sindacare se un ospite è conosciuto o sconosciuto. E’ usanza concedere a chi si congeda da una casa quanto abbia eventualmente chiesto ed è reciproca la schiettezza nel chiedere: tutti si compiacciono dei doni ma nessuno mette in conto ciò che ha dato o si sente obbligato da ciò che ha ricevuto". (Tacito, Germania, 21) Il ‘ritorno a Tacito’ fa bene alla Germania (e pure ai tanti italiani che hanno tra gli antenati gli antichi longobardi). Consiglio di leggere anche 'Notizie naturali e civili su la Lombardia' di Carlo Cattaneo Einaudi, Torino, 1972, pag.469 (l’edizione originale delle 'Notizie' si trova facilmente in rete