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  1. Paolo Rispondi
    Se c'è un problema nei processi con troppe carte, date ad ogni giudice 3 monitor da 21 pollici, esattamente come sono dati agli sviluppatori software che hanno la stessa necessità di consultare più testi scritti (programmi nel caso) in contemporanea.
  2. Vincenzo Rispondi
    La pseudo riforma del p.c.t., di cui si è tanto vantato il Capo del Governo, è stata fatta sulla pelle degli avvocati! I quali, di fatto, lasciati soli e senza la benché minima assistenza dello Stato, nemmeno per acquistare e dotarsi di nuovi strumenti telematici, si sono dovuti trasformare in notai, visto che loro dichiarano, sotto la propria responsabilità, che i documenti che si allegano con la busta elettronica sono totalmente e fedelmente rispondenti agli originali! Se le riforme volute da questo Governo sono di questo tenore, meglio tornare all'Inquisizione! Ora poi, con questa uscita, si vuole solo mettere un ulteriore bastone alla macchina già ingolfata della giustizia. Ma chi fa le riforme, è cosciente di ciò? In Toscana c'è un detto: "Facile fare i finocchi col culo degli altri". Si adatta benissimo a questa pantomima.
  3. vinlos Rispondi
    Francamente mi sembrano tutte scuse per rallentare ulteriormente il processo di digitalizzazione della giustizia e della PA. Vorrei proprio sapere in quali contesti, l'ultilizzo della carta rende più efficace la lettura e la gestione di un documento lungo. Mediante consultazione digitale di un documento possiamo: -prendere il sommario e saltare direttamente al capitolo/paragrafo che vogliamo -mettere note e segnalibri -evidenziare anche in diversi colori -ricercare tutte le occorrenze di una frase o di una parola (provate a farlo con un faldone di 10000 pagine e vediamo se la carta è più veloce) -collegamenti ipertestuali alle note - e tanto altro....