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  1. AM Rispondi
    E' basilare la distinzione fra veri profughi e falsi profughi (la larga maggioranza), chiamti anche profughi economici in quanto la scelta di emigrare è stata fatta su considerazioni convenienza economica. Ma allora anche i giovani italiani che cercano di emigrare in UK o USA possono essere definiti profughi economici, solo che al loro arrivo non sono ospitati gratis in hotel a 3 stelle. Ho letto che fra i migranti che entrano in Ungheria vi sono anche indiani, ma non mi consta che l'India sia in guerra e che vi sia una dittatura sanguinaria. In India vi sono ingenti patrimoni che includono interi palazzi a Londra e voluminosi portafogli azionari che controllano imprese in Europa e USA. Ma l'India non segue una politica di redistribuzione attraverso il Fisco?
  2. AM Rispondi
    Alcuni punti di vista sono condivisibili, ma l'articolo parla genericamente d "profughi", mentre in realtà vi sono veri profughi e falsi profughi (che sono la maggioranza). I falsi profughi hanno motivazioni comprensibili, ma il loro accoglimento deve essere facoltativo e deve avvenire a condizioni diverse (alloggio e vitto a loro spese). A ben vedere anche i giovani italiani che cercano di emigrare in UK e USA potrebbero essere definiti "profughi economici" come del resto gli indiani che arrivano in Ungheria
  3. Tommaso Laporta Rispondi
    I profughi siriani sono disposti a vivere con poco, si accontentano di poco e si sostengono a vicenda. Fra loro vi sono molti lavoratori di ottimo livello. Le aziende italiane ne assumerebbero a bizzeffe, se lo stato non gli vietasse di licenziare i propri dipendenti senza incorrere in spese esorbitanti. Lo stesso vale naturalmente anche per molti giovani italiani. Certo, se le leggi a "tutela dei lavoratori" (quelli che un lavoro ce l'hanno, non gli altri) fossero abrogate, molti rischierebbero di doversi adattare ad un regime di spesa anche di molto inferiore. Si potrebbe, per aiutare i più bisognosi, costituire un fondo a integrazione dei sussidi statali (sempre che ve ne siano), al quale tutti coloro che vogliono aiutare la popolazione siriana (e non) possano contribuire. Alla lunga ne beneficierebbero tutti.
  4. Alberto Lusiani Rispondi
    La soluzione proposta contiene alcuni forti incentivi perversi. 1) i profughi in assenza di altri legami tenderebbero a scegliere il Paesi che offre l'accoglienza migliore e piu' costosa (ritengo la Svezia) 2) i falsi profughi tenderebbero a scegliere i Paesi piu' generosi nell'accettare domande che altrove verrebbero considerate senza fondamento 3) i Paesi che per locale democratica inclinazione offrono condizioni migliori (e piu' onerose) e/o sono piu' generosi nell'accttare i profughi, avendo costi rimborsati quasi al 100% dal resto d'Europa, avrebbero l'incentivo a spendere ancora di piu' e ad essere ancora piu' lassisti nell'accoglimento delle domande. Come conseguenza ci sarebbe su base europea un aumento dei costi dell'accoglienza e una concentrazione in alcuni Paesi, entrambi secondo me effetti indesiderabili. In conclusione, le proposte contengono alcuni elementi che rendono l'esito della loro eventuale implementazione particolarmente instabile, non equilibrato e a mio parere indesiderabile.