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  1. martino franceschi Rispondi
    mi sbaglio o la troika aveva promesso in passato riduzioni del debito in caso di raggiungimento di target di avanzo primario? promesse mai mantenute?
  2. Maggio Antonio Rispondi
    Il melodramma in scena sul palcoscenico ellenico, offre al mondo la visione di un’Europa invecchiata, avviluppata intorno a se stessa. Dalla grave crisi finanziaria del 2008, gli Stati Uniti, con una politica monetaria intraprendente, ne sono riusciti, l’Europa no. Qui domina l’ossessione dei debiti sovrani, che devono essere ridotti subito, anche in presenza di una congiuntura economica sfavorevole, anche calpestando la sovranità nazionale, “sostituendo”, come in Italia, Berlusconi eletto democraticamente con i cavalli troiani Monti-Fornero, oppure ignorando i risultati referendari in terra achea.I Paesi debitori dopo la cura di Wolfgang Schauble si trovano in una fase deflattiva ma nonostante i risultati “umilianti” per le vittime dell’austerità e per gli stessi strateghi del rigore non si riesce a contrapporre soluzioni innovative, manca l’audacia di osare, il coraggio di sperimentare nuove politiche di sviluppo. Così, l’U.E. assente dalla scena politica internazionale assiste impotente anche alla sua crescente marginalità economica. Ma l’U.E. più diventa piccola, più cresce la consapevolezza negli europei ( Tsipras compreso) che senza di essa i singoli Stati sarebbero degli atomi, impotenti a contrastare i cruenti conflitti bellici disseminati alle loro porte, non in grado di combattere il terrorismo senza frontiere, incapaci di regolare i flussi migratori di dimensioni bibliche, in balia delle imponenti e imprevedibili tempeste valutarie. Si tratta allora di lavorare, affinchè oltre alla tutela della pace, della libertà, della giustizia e della democrazia, l’U.E. persegua anche la coesione interna, la solidarietà e la modernità, magari rispolverando, con qualche accorgimento, il vecchio Keynes. Antonio Maggio